Cerca

Complotto Un intero decennio di sotterfugi Le tappe della trappola che ha sbalzato il Cav

Il disegno è compiuto: ora abbiamo un banchiere di Goldman Sachs come premier. L'Europa è riuscita dove han fallito pm e 'bunga bunga'

Complotto Un intero decennio di sotterfugi Le tappe della trappola che ha sbalzato il Cav
Se è finita con un banchiere economista, un uomo della Goldman Sachs, trasformato frettolosamente e maldestramente in senatore a vita, e con un bel “vaffa...”   - almeno per ora - ai diritti degli elettori, è però cominciata ben prima la costruzione della caduta di Silvio Berlusconi. E si è sviluppata sapientemente tra Roma, Parigi, Bruxelles e Berlino, le sedi del Fondo Monetario, le riunioni di banchieri che continuano a dividersi quattrini fra i soci anche in questi giorni, le redazioni di riviste pseudo economiche e pseudo autorevoli come Economist e Financial Times, che per occuparsi dei fatti italiani e chiedere al Cav di andarsene in nome di Dio si ispirano a quell'assassinio sanguinario di Oliver Cromwell; si è nutrita di una guerra contro un dittatore, Gheddafi, che fino a poco tempo prima posava con i Grandi, benedetta dai pacifisti e dalla sinistra; si è fornita di alcuni congiurati illustri o almeno molto conosciuti e influenti, altri da trenta denari, i Sarkò e le Merkel, gli Antonione e le Carlucci.

La costruzione della caduta ha causato la sospensione della democrazia politica a colpi di spread, che salgono e scendono a comando; ha inventato la promozione della sinistra e dei democristiani a salvatori d'Italia e a nemici giurati del debito pubblico che hanno invece costruito per quarant'anni, vedi verginelle alla Cirino Pomicino e fini liberali come Pier Ferdinando Casini.

Dove non sono riusciti “bunga bunga” e persecuzione giudiziaria, è riuscita l’entente. Forse possiamo azzardarci a chiamarlo complotto internazionale, tanto da perdere abbiamo solo le nostre catene, da Berlusconi e dal berlusconismo non avendo mai avuto nulla e nulla avendo a pretendere  dal nuovo governo e dai tecnocrati col grembiulino, non aspettandoci nulla se non la soddisfazione di vedere come reagiranno Camusso e indignados alle misure da olio di ricino che li aspettano.

La costruzione del complotto ha un regista eccellente in Italia, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, orecchio fine e attento più che al voto dei suoi amati concittadini ad altri suggerimenti e telefonate, come quelle da Washington, l'amico Barack Obama che non ne azzecca una e che per essere rieletto da quel gran democratico progressista che è sarebbe anche capace di fare la guerra all’Iran; da Parigi, quel Sarkozy che si crede Napoleone e probabilmente finirà con impersonare il Corso in qualche pensionato di lusso; da Berlino, la Merkel che ragiona per diktat tedeschi da impartire  al resto d’Europa, in una nuova forma di annessione. Uomo colto e raffinato Napolitano, non certo uno sgradevole Scalfaro, ma tutt’altro che super partes, tutt’altro che tirato per la giacchetta nelle sue decisioni e pesanti intromissioni: uno che ha ammazzato Craxi quando era presidente della Camera, poi un antiberlusconiano storico, che prima ha fatto il capo occulto dell’opposizione, e ce n’era bisogno visto chi la rappresenta, poi ha fatto il super mediatore del gran casino internazionale, anche a costo di saccheggiare la Costituzione che tiene sempre sul cuore.

Ma ha anche attori assai attivi nella parte di Bruto, uomini d’onore, per esempio il ministro Giulio Tremonti, per esempio il ministro Franco Frattini. Il primo ha gestito l’economia come gli pareva - male - fino a trasformarsi in  un avversario del governo nel governo: doveva fare la guerra alle banche e non l’ha fatta, doveva abbassare le tasse e si è applicato in una odiosa persecuzione, è stato incapace o non ha voluto far passare la verità, e cioè che l'attacco che stava subendo l’Italia sui mercati finanziari era conseguenza dell’immobilismo dell’Europa rispetto alla crisi greca, della situazione del debito pubblico americano e del ruolo giocato dalle banche italiane, e che in seguito questa situazione è stata utilizzata strumentalmente per far fuori un personaggio scomodo come il Cav, ovvero l’amico di Putin e l’ex amico di Gheddafi, uno che la politica finanziaria ed estera cercava di farsela un po’ in proprio invece che da subalterno.

Il secondo, Frattini, ha coltivato l’immagine leccata del tecnocrate attento agli umori di Bruxelles, agli strilli di Hillary Clinton, agli spifferi del Quirinale. Ha convinto, forse contribuito a costringere, il Cav alla sciagurata campagna di Libia, con tanto di missioni, altro che solo fornire le basi alle operazioni Nato. E’ finita che continuava a ripetere come un disco rotto che i nostri affari con Tripoli sono sempre gli stessi e vantaggiosi, mentre li ha lasciati passare tutti a Parigi e un po’ a Londra, contribuendo a risollevare le malconce sorti di Sarkò e Cameron, ma non le nostre. E’ finita che l’Italia è stata trascinata nella vergogna della macelleria, in un assassinio che, come ha dichiarato il capo del Cnt dei ribelli, è stato commissionato da un capo di stato straniero che temeva le rivelazioni di un Gheddafi sconfitto e prigioniero, ansioso di parlare. A proposito chi aveva pagato la costosa campagna di elezione di Sarkozy a presidente? E’ morto, non lo può dire.
 
L’allarmismo internazionale e nazionale  sono stati il brodo di coltura della congiura. Hanno trasformato un debito ampiamente garantito e  gestibile in una potenziale insolvenza,e l’Italia in un ammalato grave, quando all’ospedale sono ricoverati praticamente tutti. Il Cav ci ha messo del suo.

di Maria Giovanna Maglie

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Ale1960

    14 Novembre 2011 - 06:06

    Che dal PDL si debba sempre e solo sentire di complotti ai loro danni?? Ma cosa avrebbe fatto Berlusconi per mettere a posto il paese? Centinaia di promesse e basta, solo chiacchiere, si si lo so che poverino non ha potuto governare a causa della struttura della costituzione, del parlamento che era un impiccio, della corte costituzionale, del CSM che e' di sinistra, della sinistra disfattista,di Fini che lo ha mollato ( lo ha cacciato in verita'), di Napolitano che e' un comunista, dei giudici rossi, della cigl e chi piu ne ha piu ne metta......vuoi vedere che tra poco dara' la colpa anche all'idraulico che non gli ha riparato bene il cesso per cui e' stato colpito da stipsi fulminate e di conseguenza gli si e' annegato il cervello?? Per la giornalista Maglie: signora, ricorso un suo famoso fuori onda da New York dove diceva " se non bevessi cosi tanto vi farei vedere io che figa sarei " mi sa che e' ancora annebbiata dai fumi di quell'alcol. Cordialmente

    Report

    Rispondi

  • carlo5

    13 Novembre 2011 - 22:10

    Se oggi Berlusconi si e' dimesso deve incolpare se stesso in quanto non ha fatto nulla per uscire dalla crisi che ci ha colpito. Doveva rivolgersi al popolo con in mano gli interventi ineludibili da fare e non oggi farli fare al tecnico tanto osannato. Doveva dire alla Lega, partito retrograde, se questi interventi non si fanno io mi dimetto e non presentassi sconfitto, ironia della sorte, dall'ex comunista Napolitano. Non aveva capito, in primis dal caso libico che lo stavano facendo fuori. Lui fa l,accordo con la Libia e un mese dopo francesi, inglesi e americani attaccano la Libia e lo coinvolgono solo perché' hanno bisogno di basi. Gli fanno il vuoto intorno e lui continua a tergiversare sulle misure da prendere. Ma dov e' lo statista, l'imprenditore che abbiamo votato? Ora vediamo cosa farà il "tecnico" sulla legge elettorale, sul drastico ridimensionamento degli onorevoli e su tutti gli sperperi ed enti inutili che ci strangolano da decenni su cui Berlusconi e' caduto.

    Report

    Rispondi

  • giacomo2001

    13 Novembre 2011 - 22:10

    Condivido questa posizione, ma la nostra costituzione dice che il parlamentare non è vincolato al partito, vorrei ricordare che Prodi è caduto grazie all'acquisto di deputati da parte di Berlusconi. Comunque se Fini ha scelto una strada diversa, ci pensi, con tutti i problemi connessi, avrebbe potuto starsene buono a fare lo yes man come la maggior parte dei parlamentari che hanno portato alla rovina sia Berlusconi sia quessto paese, probabilmente ha visto qualche cosa che non andava e in cui non credeva più. Come si fa acredere che l'uomo che dovrebbe condurre un paese creda che una zoccoletta sia la nipote di Mubarak? come si fa a far votare questa tesi in Parlamento? ma non si sente preso in giro? ma non sente un sentimento di desolazione il constatare che tutte le cose che ha promesso in tutte le tornate elettorali non si sono mai avverate? e ci crede che sia sempre per colpa degli altri? diciamolo ha dedicato troppo tempo delle sue legislature ha emettere leggi ad personam

    Report

    Rispondi

  • fabiotorino

    13 Novembre 2011 - 21:09

    perche ad un debitore che non sa far nulla per renderti i soldi non si fa piu credito

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog