Cerca

Perché restare berlusconiani: bisogna realizzare quelle idee

Giustizia, fisco, liberismo. Il Cav ha indicato un grande progetto che deve essere portato a compimento

Perché restare berlusconiani: bisogna realizzare quelle idee
No, non dovete pensare che sia finita qui, tra gli insulti degli odiatori, i tradimenti che rendono microscopiche figure già di per loro piccine, le ole e i cori e i berciamenti della folla sciammanata, che non si rende conto della situazione ed esulta per una sconfitta. Ci sono ancora  ragioni per essere berlusconiani, e dunque il berlusconismo sopravvive. Anche senza Berlusconi. Forse nonostante lui.

Il grande refrain di questi giorni è che il Cavaliere non ha fatto la «rivoluzione liberale» e quindi ha fallito. Può darsi, ma la rivoluzione liberale non è solo un fatto di norme e numeri, è una rivoluzione prima di tutto antropologica e per questo terribilmente difficoltosa da realizzarsi in un Paese nel quale sopravvivono calcificazioni d’interessi antiche e inamovibili.

Il progetto berlusconiano è stato un bel sogno mai divenuto realtà (e certamente Silvio e il centrodestra  hanno le loro colpe, pure pesanti), ma non può e non deve tramontare adesso, anche se chi lo ha partorito è salito al Colle fra le grida belluine di un parte del popolo pronta al linciaggio. L’Italia ha ancora bisogno di essere cambiata come Berlusconi s’immaginava quando è sceso in campo e le misure che ci vengono imposte in questi giorni lo dimostrano. Se il Cavaliere ha un merito, è quello di aver mostrato una via, di aver contribuito a cambiare la nostra cultura in maniera indelebile, di aver introdotto nel dibattito temi e parole che si agitavano nella testa della popolazione e che nessuno prima aveva saputo esprimere e mettere in fila con tanta chiarezza.

La «rivoluzione liberale» è rimasta incompiuta anche (non solo, ma anche) perché costituiva uno sforzo titanico. Ma proprio per questo bisogna continuare a credere che si debba portare a termine. Le istanze del berlusconismo sono ancora valide, le battaglie che Berlusconi ha iniziato sono fondamentali per la nostra sopravvivenza e non vanno abbandonate.  L’esigenza di riformare la giustizia continua a essere impellente. Grazie a Silvio, abbiamo cominciato a discutere di responsabilità dei magistrati, dei tempi mostruosi dei processi. Sono questioni ancora aperte, così come grava ancora sulle nostre spalle il micidiale carico fiscale e la riduzione delle tasse deve rimanere una meta da raggiungere.

Un’iniezione di liberismo continua a essere indispensabile, perché a sinistra il fronte della conservazione deteriore è ancora forte. Le riforme, quelle immaginate dal Cav, devono restare una priorità.   Serve uno Stato  leggero e  bisogna persistere nel tentativo di alleggerirlo, anche combattendo chi vorrebbere mantenerlo pesante come un macigno. In questo Paese c’è ancora chi vorrebbe la democrazia dei migliori, chi permette che agli elettori sia sottratta la possibilità di decidere per se stessi. L’azionismo tramutatosi in superiorità morale  sbandierata è ancora incistato nel nostro dna, sebbene l’esperienza berlusconiana ce ne abbia mostrato gli enormi vizi. In tv dominano ancora i trombettieri del progressismo. Silvio  ha creato il centrodestra e rinvigorito la destra, aiutandola a veder riconosciuta la propria dignità. Però la memoria non è ancora condivisa, e qualcuno vorrebbe che  rimanesse a senso unico. Motivo per cui, anche sul fronte culturale, ci sono  incrostazioni da sgretolare.

Dirà qualcuno: tutto ciò avrebbe dovuto metterlo in pratica Berlusconi, tramutando in realtà le teorie. Sì, va bene. Ma non per questo le teorie perdono di valore. Il Cavaliere ha indicato una strada, ci si è incamminato e non ha saputo percorrerla fino in fondo. Ciò non vuol dire che ci  si debba fermare al primo bivio.  Stiano sicuri coloro che ieri sputavano e si sgolavano:  Berlusconi avrà anche lasciato, ma le idee e le sfide che ha regalato a questa nazione sono ancora valide e vive. Dopo tutto, la grandezza del Cav, pur in questo momento in cui tutto crolla, sta nel fatto che non c’è bisogno di Berlusconi per essere berlusconiani.

di Francesco Borgonovo

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • saveriolombardi

    13 Dicembre 2011 - 18:06

    Che risate...considerato che perfino Borgonovo, autore dell'articolo, parlando dei risultati del governo B dice che non bisogna fermarsi al primo bivio, mi pare di poter continuare a pensare che B si sia occupato più dei fatti suoi che dei nostri...sono felicissimo che non governi più, molto meno felice del disastro che ha lasciato. e non nascondetevi dietro la fola che il debito pubblico è una pesante eredità del passato: i governi B lo hanno sempre fatto/lasciato aumentare.

    Report

    Rispondi

  • patrenius

    21 Novembre 2011 - 15:03

    io, nel mio piccolo, la differenza l'ho vista subito: Berlusconi un creativo, un manager, uno che la ricchezza la sa creare. Purtroppo per lui, al di fuori del SISTEMA, avversato da tutti perchè non disponibile all' "un tanto a te, un tanto a te e un tanto ame". Monti un cattedratico, un passacarte, un superburocrate che la ricchezza la sa al massimo amministrare ma non creare. Buon per lui, appartiena all'accademia, è distinto, educato e un mediocre. Non fa paura e invidia a nessuno come fa Berlusconi. Alla fine rimane il detto : " Chi sa fare fa (Berluscono) chi non sa fare insegna. La sua ricetta, per convenienza mutuata dalla Merkel è catastrofica. Cosa fa un'azienda che sfora il fido e la banca le chiede di rientrare in tre giorni?? Fallisce, e così farà l'Italia. Invece di misure recessive ( nuove tasse) abbiamo bisogno di respiro: diluire la restituzione del debito e nuova economia, crescita, sviluppo, crediti facilitati, nuove idee. Insomma: Berlusconi....

    Report

    Rispondi

  • GMTubini

    14 Novembre 2011 - 19:07

    Sicché te pensi che il cambio di governo in Italia abbia influenza sulla borsa di Tokio? Dici sul serio?

    Report

    Rispondi

  • amb43

    14 Novembre 2011 - 09:09

    FORZA ITALIA !

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog