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Le consultazioni: le posizioni espresse dai partiti

Pd: Un governo di soli tecnici. Terzo Polo: Monti fino al 2013. Bossi: Noi all'opposizione. Idv: Subito la riforma elettorale

Le consultazioni: le posizioni espresse dai partiti
Dopo un'ora di faccia a faccia con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ieri sera, sabato 12 novembre, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, si è dimesso. Tecnicamente ora è aperta la crisi di governo che per volontà del Capo dello Stato e soprattutto per il timing dettato dai mercati, dovrebbe concludersi il prima possibile. Così dalle 9 di domenica mattina sono iniziate le consultazioni del presidente della Repubblica con i diversi gruppi parlamentari, così come previsto dall'iter costituzionale. Le consultazioni sono proseguite fino alle 14, per poi riprendere intorno alle 16.30 dopo una pausa: nel pomeriggio al Quirinale verranno espresse le posizioni del Partito Democratico e quelle del Pdl, ultima formazione politica ad essere ricevuta a colloquio in base alla prassi che prevede che si proceda dal partito più piccolo a quello più pesante in termini di onorevoli. Ma nel frattempo il segretario del Pdl, Angelino Alfano, ha anticipato la posizione del partito alla trasmissione In mezz'ora su RaiTre.

LA CRONCA DELLE CONSULTAZIONI

Ore 17.30 - Bersani: "Ok al governo d'emergenza" -  Dopo l'interruzione delle consultazioni e la ripresa, il segretario del Partito Democratico, Pierluigi Bersani, ha illustrato la posizione del suo partito. "Il Pd ha dato la sua disponibilità e il suo impegno per un Governo di emergenza e di transizione, un Governo che sia totalmente nuovo, a forte e autorevole caratura tecnica e metta in condizione l’Italia di affrontare le emergenze". Bersani ha aggiunto che "la nostra preoccupazione riguarda il lavoro, i redditi e le famiglie. Dunque, prima di tutto l'Italia". Infine i ringraziamenti a Napolitano "per come sta conducendo una fase difficilissima". Dal Capo dello Stato, i democratici si attendono "decisioni serie, rapide e urgenti, perché tempo non ne abbiamo".

Ore 13.40  - Casini: "Governo tecnico fino al 2013" -  "Abbiamo espresso l'auspicio che il governo duri fino alla fine della legislatura". Lo ha detto il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini al termine della consultazione del Terzo Polo al Quirinale. E ancora: "I partiti italiani oggi sono al bivio: o speculano sulla situazione sperando in qualche rendita elettorale o si assumono la responsabilità si salvare il paese".

Ore 13.05 - Bossi: "Noi stiamo all'opposizione" -
"Abbiamo detto no all'ammucchiata. Sarà un'ammucchiata enorme, non hanno bisogno di noi. Staremo all'opposizione. Saremo vigili. Vedremo cosa c'è nel programma". Lo ha detto il leader della Lega Umberto Bossi dopo il colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale. "Staremo fuori, all'opposizione, vigili, a vedere le cose che il governo proporrà. Vedremo di volta in volta e decideremo. Vedremo le cose che il governo vorrà fare, dobbiamo conoscere bene cosa deve fare e come lo farà, in ogni caso non diamo mandati in bianco", ha puntualizzato Bossi ribadendo: "i voti li avranno". "Noi abbiamo sempre in mente la nostra Padania, il nostro interesse rimane l’interesse del Nord" ha concluso Bossi.

Ore 12.10 - Di Pietro: pressing per una riforma elettorale - Il governo che si sta formando "sia a tempo. Giudicheremo la squadra ed il programma". Così il leader dell'Idv Antonio Di Pietro dopo l'incontro al Quirinale con il presidente Napolitano, ribadendo "rispetto per i cittadini che hanno votato per il referendum elettorale". "Attendiamo con fiducia che il presidente Napolitano ci indichi il nome del premier e che il caposquadra ci indichi chi è in squadra. Una squadra in cui non ci siano politici", ha aggiunto Di Pietro. Per Tonino "bisogna tornare al più presto alle urne. Nell'emergenza attuale però è difficile avviare le procedure per votare". Da qui la richiesta dell’Idv di un governo "a tempo". Il leader dell'Idv ha espresso al capo dello Stato sostanzialmente tre auspici: che il prossimo sia nei fatti un governo tecnico; che si vada al più presto alle elezioni; che si faccia in tempi rapidi la legge elettorale. Parlando con i giornalisti dopo la consultazione con Napolitano, Di Pietro però non si illude: in parlamento "ci sono sempre i parlamentari che c'erano prima", pertanto lui spera che si faccia subito una nuova legge elettorale, male che vada, sa di poter contare sul referendum.

Ore 11.20 - Il sì dei Repubblicani - "I repubblicani si sono affidati al prudente giudizio del presidente Napolitano per la risoluzione della crisi, dichiarando sin d’ora il loro consenso al nome del professor Mario Monti": lo ha detto il segretario del Pri Francesco Nucara dopo aver incontrato il presidente Napolitano nell'ambito delle consultazioni sulla crisi.

Ore 10.45 - L'Mpa: pronti a sostenere Monti - I parlamentari del Mpa Carmelo Lo Monte e Giovanni Pistorio hanno espresso al capo dello Stato "convinto apprezzamento per la sua azione in questo delicatissimo momento" e si sono detti "pronti a sostenere il governo Monti". "Nell'agenda del governo, però - afferma Pistorio - si dovrà fare attenzione ai temi della coesione nazionale e dell’equità sociale e territoriale".

Ore 10.30 - Svp e Unione Valdotaine - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto, nello studio alla Vetrata al Quirinale, la delegazione dell’Union Valdotaine e dell'Svp.

10.02 - Fini: nessuna dichiarazione - Si è concluso al Quirinale l’incontro tra il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed il presidente della Camera Gianfranco Fini. Neppure Fini ha rilasciato dichiarazioni. Si è limitato a dire ai cronisti "Buona domenica di lavoro".

Ore 9.35 - Schifani: Nessuna dichiarazione - Si è concluso al Quirinale l’incontro tra il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ed il presidente del Senato, Renato Schifani. Schifani non ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti. Si è limitato a dire: "Buongiorno e buona domenica". Ora è in calendario l’incontro con il presidente della Camera, Gianfranco Fini.

9.09 Via alle consultazioni -  Le consultazioni
del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per la formazione del nuovo governo dopo le dimissioni di Silvio Berlusconi dalla presidenza del Consiglio, hanno avuto inizio con l'arrivo al Quirinale del presidente del Senato Renato Schifani.

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  • Borgofosco

    13 Novembre 2011 - 18:06

    Mi verrebbe voglia di cantare l'inno come quei ragazzi che sventolavano le bandiere al grido di: "elezioni subito, elezioni subito". Grazie a Dio il popolo giovanile del Pdl dimostra maggiore lungimiranza e coraggio dei propri parlamentari. Liberiamoci dei vecchi riti e delle ipocrisie. E' stato persino stomachevole ascoltare le dichiarazioni di Casini. Lui assieme a Cirino Pomicino, vecchio intrallazzatore Dc, hanno giocato tutte le loro carte su Mario Monti. Persino Pierluigi Bersani è apparso lasciar solo il possibile scomodo alleato. Il golpe sta per fallire? Non è Berlusconi ma è il popolo giovanile Pdl che vuole le elezioni così come 'vecchi' marpioni dell'intellighentia di destra: Ferrara, Sallusti, Feltri e Belpietro. Evviva la destra s'è desta. Ora tocca al prof. accettare un contratto da precario come tocca da tanto, troppo tempo ai giovani laureati. Provi l'accademico cosa vuol significare lavorare a progetto ricattato da tutto e da tutti.

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  • gpaololeandro

    13 Novembre 2011 - 17:05

    Sinceramente mi produce un leggero fastidio vedere il sorriso -per non dire ghigno- soddisfatto del presidente della Camera dinanzi al Capo dello Stato.Pensare che un opportunista di tal fatta abbia continuato a sedere sullo scranno istituzionale nonostante la sua palese e faziosa condotta,genera ancor più forte fastidio.Così come, riflettere sulla circostanza che mai il Colle ha sentito la spinta ed il dovere di rivolgere un qualche "monito" all'autore di quel comportamente istituzionalmente scorretto, tenuto in dispregio delle regole che hanno contraddistinto il tradizionale operato dei predecessori.E non c'è,forse, alcuna probabilità che Napolitano gli ricordi il solenne impegno pubblico di far le valigie un minuto dopo che le avesse fatte il Cav.Chissà poi se l'ex camerata Fini,nel corso del protocollare incontro,è riuscito a disgiungere le sue due funzioni di cui ha fatto buon uso nel corso della recente guerra contro Berlusconi.E chissà quale contributo di pubblica moralità !

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  • carlo5

    13 Novembre 2011 - 17:05

    Berlusconi non ha saputo pilotare la crisi. Ha tergiversato come tutti in precedenza con decine di 'interventini' per poi fare marcia indietro. Se fosse stato uno statista sarebbe andato di fronte al popolo annunciando le riforme che si sarebbero dovute fare e se la Lega, da partito retrograde quale si e' dimostrata non ci fosse stata, avrebbe rassegnato ad agosto le sue dimissioni, ironia della sorte, in mano ad un ex comunista. Questo doveva avvenire e non anni di annunci di riforme mai fatte. Venendo al voto subito e' una pazzia se prima non si riforma la legge elettorale con sbarramento al 10%, abolizione di una camera e ridimensionamento di quella che resta. Tralascio per problemi di spazio le mille cose che si dovevano fare e che non sono state fatte. Anche questo giornale disse quello che si sarebbe dovuto fare poi, piano piano si e' appecoronato al Presidente. Fatti questi non chiacchiere. Ora invece di cercare capri espiatori fatevi un esame di coscienza.

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  • James Baker

    13 Novembre 2011 - 17:05

    Vogliamo al governo le persone che abbiamo eletto noi ..... ed egualmente a noi non ce ne frega proprio niente della gente che piace a Bersani, D'Alema, Napolitano, FINI-to, Di Pietro, Casini e Bordelli vari . Bersani si deve mettere in testa che il suo appoggio lo DEEEVEEE - ripeto DEVE dare al governo che vogliono gli Italiani che hanno il diritto al voto . Le repubbliche di Bersani ed accoliti vari sono e restano fuori dai confini nazionali d'Italia . Grazie per l'accoglienza.

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