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Silvio non lascia ma raddoppia "Lavorerò per l'Italia"

Dopo le dimissioni, Berlusconi non si arrende: "Nuovi sforzi per cambiare il paese". Su Fini: "E' lui il peccato originale"

Silvio non lascia ma raddoppia "Lavorerò per l'Italia"
Il risveglio è meno amaro del previsto, Silvio Berlusconi indossa la sua tuta blu notte e ritrova un minimo di sorriso e di serenità: «Riposarmi, io? Macché», dopo le dimissioni da presidente del Consiglio non ha intenzione di prendersi un periodo sabbatico, il Cavaliere, né di allontanarsi dalla politica. Si rituffa subito nell’agone: «Mi occuperò del Pdl e dei nostri gruppi parlamentari». Decine di telefonate, tanti attestati di solidarietà che servono un po’ a sbiadire il ricordo dei baccanali di sabato sera. Silvio ne è rimasto traumatizzato: «Le mie dimissioni sono state un atto d’amore verso il Paese, non ho capito chi ha gioito. Mi ha amareggiato molto». Per non parlare dei lanciatori di monetine: «Facinorosi pagati dalla sinistra, che ha organizzato la contestazione». Ma tanto è una ruota che gira: «Quando nei prossimi mesi il governo farà le manovre di lacrime e sangue, le patrimoniali, i prelievi sui conti correnti, torneranno tutti qui sotto», indica la finestra che dà alle spalle di via del Plebiscito, «ma per manifestare in mio favore».


La parola chiave è “ingratitudine”. «Purtroppo è parte della vita quotidiana», filosofeggia Silvio, «e fa ancora più male quando a tradire sono gli amici». Berlusconi accoglie dei ragazzi arrivati da Bolzano in macchina per testimoniargli solidarietà. Con loro c’è la deputata alto-atesina Michaela Biancofiore. Ok, il governo è caduto per l’ammutinamento di alcuni suoi fedelissimi, «non avrei mai dubitato della loro lealtà. E invece...», si rabbuia Silvio. Ma l’origine del disastro va collocata temporalmente più indietro. Tutta colpa di Gianfranco: «Il peccato originale è stata la fronda della componente di Fini che si è manifestata praticamente subito dopo la vittoria elettorale del 2008 e che è poi sfociata in una vera e propria diaspora». Il resto è storia recente. Di un governo appeso a una manciata di voti che si è liquefatto sotto i colpi della speculazione finanziaria. L’instabilità era diventata un incubo per Berlusconi. Adesso che è fuori dal tunnel, si sente sollevato. Quasi liberato. Trova la voglia di scherzarci su: «I governi politici nascono dalla volontà popolare, quelli tecnici nascono dallo spread...», l’ha messa in battuta chiacchierando con i ragazzi di Bolzano. E soprattutto adesso le parti si invertono, sarà Silvio a fare ballare il governo: «Abbiamo la maggioranza al Senato, dovranno contrattare con noi qualsiasi cosa. Vediamo quanto reggono...».

Ma la giornata di Berlusconi è fatta anche di contatti con i leader internazionali. Il presidente dimissionario sente al telefono il premier russo Vladimir Putin e il presidente della Federazione Dimitri Medvedev. Poi Angela Merkel. In serata Nicolas Sarkozy e Benjamin Netanyahu, pare. Nessuna conferma invece di una telefonata con Barack Obama. Se è abbastanza facile ipotizzare che, con i primi due, Silvio abbia amoreggiato all’apparecchio, con l’accoppiata franco-tedesca Berlusconi si è tolto dei sassolini. Il Cavaliere avrebbe fatto pesare la scortesia dei loro colloqui con Napolitano nei giorni della crisi, quando il premier italiano è stato messo da parte. Ma anche le pressioni dei governi di Parigi e di Berlino che hanno limitato la sovranità del Belpaese e messo in difficoltà un governo democraticamente eletto.

In serata il presidente del Consiglio dimissionario riceve a cena, a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio incaricato. C’è chi sostiene che Berlusconi avrebbe fatto un ultimo tentativo per avere Letta nella squadra tecnica di Monti. Mentre Monti avrebbe insistito per costituire un governo politico bypartisan, in modo tale da vincolare i partiti. Ma Silvio adesso non ne vuole più sapere. Ha cambiato strategia: «Daremo la fiducia a Monti, poi dovrà guardagnarsi il nostro consenso volta per volta. Faremo pesare i nostri voti». E niente scherzi sui temi cari:  giustizia, economia, editoria.

di Salvatore Dama

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Commenti all'articolo

  • guidoboc

    14 Novembre 2011 - 22:10

    Accipicchia ha postato tre volte, per dire cosa? Non ho capito, sono duro di comprendonio.

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  • ciannosecco

    14 Novembre 2011 - 20:08

    Un abbrraccio alla sua signora e un saluto caloroso al lei.Mi raccomando con il vin santo i cantucci.Tanto il dietologo a quest'ora,dorme.

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  • GMTubini

    14 Novembre 2011 - 20:08

    Io ho finito da poco di curarmi una bella lombosciatalgia e quindi La comprendo. Il brindisi alla Sua salute provvederemo a farlo stasera col vinsanto fatto da un premuroso parente. Salute!

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  • Dennis98

    14 Novembre 2011 - 20:08

    Lavorerò per l'Italia?????????ma lascia stare!!!!!!!poi si arrabbia se lo insultano,....vai ad Antigua......se ti vogliono!!!!!

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