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Il popolo azzurro non l'ha mollato

A Palazzo Grazioli cori e bandiere Pdl all'indirizzo di Berlusconi: "Silvio resisti", "Noi Monti non lo vogliamo", "Elezioni subito"

Il popolo azzurro non l'ha mollato
Dopo i contestatori, i fan. Ieri a Palazzo Grazioli è stata la volta dei forza Silvio. Almeno cinquecento militanti del Pdl e simpatizzanti del Cavaliere ieri pomeriggio ha preso d’assalto la residenza romana del premier dimissionario, costringendo le forze dell’ordine a bloccare il traffico su via del Plebiscito. Il bersaglio dei manifestanti è il governo tecnico cui il Pdl ha dovuto obtorto collo garantire voti e  sostegno in Parlamento: «Elezioni subito», «Silvio resisti e non mollare» e «Noi Monti non lo vogliamo» gli slogan più gettonati dai sostenitori azzurri.

A metà pomeriggio, il Cavaliere esce dal portone principale e, circondato dalla scorta, si avvicina alle transenne e si concede il bagno di folla: sorrisi, strette di mano e foto ricordo coi fan (nessuna dichiarazione rilasciata, tuttavia). Poi, via in automobile verso Palazzo Chigi per la registrazione del videomessaggio da inviare ai telegiornali per l’edizione dell’ora di cena.

I manifestanti - tra cui a un certo punto arriva anche il ministro della Gioventù Giorgia Meloni, di ritorno da Torino - si disperdono senza creare problemi dopo che il Cavaliere è andato via: «Ci interessava lavare l’onta di ieri sera», spiegano riferendosi alla gazzarra scatenatasi sabato sera sotto Palazzo Chigi, Palazzo Grazioli e Quirinale in occasione dell’annuncio delle dimissioni del governo.

La manifestazione in favore di Berlusconi aggiunge benzina sul fuoco delle polemiche. I Comunisti italiani protestano col sindaco di Roma Gianni Alemanno che non ha bloccato il corteo da Palazzo Chigi a Palazzo Grazioli come da ordinanza comunale. Dal Pdl, si stigmatizzano ancora gli episodi dell’altro ieri sera. Per Ignazio La Russa «sorprende e un po’ indigna che si vada a insultare Berlusconi sotto casa o davanti alla casa del capo dello Stato. Questo noi non l’abbiamo mai fatto. Si vede che fa parte del dna di una certa sinistra, è qualcosa che impedisce di gioire per le loro vittorie, che non ci sono, e consente di gioire solo per le sconfitte altrui. È un brutto modo di festeggiare, incivile». Margherita Boniver sente «odore di olio di ricino»: «Le contestazioni di fronte a Palazzo Grazioli sono il peggior viatico per il nascente governo tecnico», spiega la parlamentare azzurra, «l’eccezionalità della tempesta finanziaria che ha messo l’Italia nel mirino meriterebbe la risposta meno isterica da parte di alcuni gruppi in crisi abbonati all’odio e alla violenza». «Non mi fa impressione la folla sotto Palazzo Grazioli», nota con understatement il ministro all’Attuazione del programma Gianfranco Rotondi, «il mio maestro, Florentino Sullo, mi diceva: il vero politico deve essere indifferente alle folle quando applaudono e quando protestano perché le folle durano l’attimo che le fotografi e non ci sono piu».

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Commenti all'articolo

  • frank-rm

    15 Novembre 2011 - 08:08

    osti, non ha capito il doppio senso o l'ironia del mio commento. Pur essendo un moderato, fischi e commenti a Berlusconi al Quirinale hanno una origine di rivalsa a chi li definì cog..... a chi non lo avrebbe votato. In Italia tutti si sentono immuni dai sentimenti. Ma un offeso aspetta per ripagare con la stessa moneta, perchè che che se ne dica .... il mondo gira

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  • guidoboc

    14 Novembre 2011 - 16:04

    Votiamo centrodestra dov'e' il problema?

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  • bruno osti

    14 Novembre 2011 - 15:03

    come hanno fatto vomitare quelli di destra scesi in piazza alla caduta di Prodi. Rimembri?

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  • bruno osti

    14 Novembre 2011 - 15:03

    fatta da quei cogli... che hanno votato a destra

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