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Tra enti, stipendi e le auto blu Tutti gli sprechi da tagliare

Prima di intervenire sulle pensioni e sui nostri risparmi, Monti elimini gli sperperi della pubblica amministrazioni e i privilegi

Tra enti, stipendi e le auto blu Tutti gli sprechi da tagliare
Saranno tempi duri. Ma prima di mettere le mani in tasca agli italiani, prima di toccare le pensioni, i conti correnti, il prof Monti prenda forbici e cominci a tagliare gli sprechi pubblici. Dalle auto blui ai portaborse dei parlamentari, il Corriere della Sera propone la mappa dei possibili tagli da cui il governo Monti dovrebbe partire. In primis il parco auto blu il cui taglio farebbe risparmiare un miliardo ogni anno. Poi  o bilanci di Sato, Regioni, Province e Comuni sono un altro punto su cui intervenire, "servono bilanci unici, trasparenti, che lascino piena autonomia politica ma che siano leggibili da tutti", si legge. Insomma, bilanci in cui si capisca qualcosa. Bisognerebbe intervenire sul conflitto d'interessi, sui doppi incarichi e sul doppio lavoro.  Bisognerebbe omologare i gettoni di presenza dei consiglieri comunali e regionali, evitando che un consigliere comunale di Padova incassi per ogni seduta 45,90 e uno di Verona 160. Bisogna intervenire sulle nomine, perché avvengano  solo per motivi di merito e poi portare avanti l'abolizione delle province che costano fra i 14 e i 17 miliardi l'anno. Tagliare i p ortaborse dei parlamentari e il sistema dei vitalizi. Le spese esagerate delle Regioni, ridurre i voli blu (nel 2009 le ore volate per ogni membro del governo sono state del 23% superiori al record del 2005). Ecco alcuni spunti da cui si potrebbe cominciare, ma di grasso che cola ce n'è tanto in Italia...




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Commenti all'articolo

  • amb43

    15 Novembre 2011 - 09:09

    La casta non la toccherà, gli enti inutili, inutile parlarne, la prima cosa che farà è reintrodurre l'ICI e la patrimoniale. Scommettiamo ?

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  • thorglobal

    14 Novembre 2011 - 23:11

    Si comincia bene.Con la nomina a senatore a vita,se non sbaglio,le spese aumentano.Non vorrei che si facesse la fine come la storiella di Trilussa ne"La rivoluzione".

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  • FANALES

    14 Novembre 2011 - 23:11

    Caro Direttore, vorrei porre l'attenzione al vero cambiamento della politica se si attuassero i tagli che sono necessari ai vari livelli istituzionale e mi riferisco ai cd costi della politica. Forse potremmo parlare seriamente della fine per la 1^ Repubblica ed avviarci verso la 2^. E' necessario fare una attenta analisi sul reale cambiamento che dovrà apportare la politica per snellire e rinnovare le istituzioni. Innanzitutto sarebbe necessario riformare il sistema elettorale non solo quello statale per le elezioni politiche ma anche quello vigente per eleggere i rappresentanti nelle istituzioni locali. Mi riferisco alla durata di una legislatura. Il politico dovrebbe essere un attento osservatore delle dinamiche sociali e pertanto la politica si dovrà, di riflesso, adeguare ai mutevoli e repentini cambiamenti socio-culturali. Quindi è necessario, per dare pronte risposte, ridurre il tempo di ogni legislatura a 4 anni per quella statale e a tre anni per quelle locali.

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  • FANALES

    14 Novembre 2011 - 23:11

    Caro Direttore, condivido con lei l'analisi e aggiungo che per poter ridurre la spesa e incentivare lo sviluppo bisogna snellire lo stato burocratico e politico delle istituzioni. Innanzitutto è necessario eliminare in tutti gli enti locali con non più 5/10 mila abitanti l'organo legislativo e fare in modo che sia direttamente il popolo, mediante organismi civici e volontari, a controllare e/o a proporre le iniziative per la propria città tutto a costo zero. Per i comuni con un numero superiore di abitanti dimezzare sia il numero dei conglieri che lo stesso gettone di presenza rapportandolo al massimo del minimo del costo che ad oggi i comuni sopportano per ogni presenza. Per le Provincie, a mio avviso non vanno eliminate ma potenziate nel ruolo, cioè bisogna fare lo stesso ragionamento fatto per i comuni. Semmai si potranno eliminare sia le Provincie che coincidono con le aree metropolitane e gli enti intermedi (distretti e consorzi). Stesso discorso per le Regioni elim. Enti inutil

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