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Tutte le condizioni di Alfano per la fiducia a Monti

Il leader del Pdl mostra i muscoli: niente legge elettorale, niente patrimoniale, programma condiviso e ministri non ricandidati

Tutte le condizioni di Alfano per la fiducia a Monti
I caroselli notturni. I cori «mafioso», «41 bis», «buffone». Le monetine. Tutto questo ha incattivito i vertici del Popolo della Libertà. E posto il partito  davanti a un quesito: «Ma possiamo fare noi un governo con chi  vuole appendere Berlusconi a testa in giù?». Ecco, appunto. Allora via dell’Umiltà, in vista della consultazione con il Presidente della Repubblica, rimodula la strategia. C’è molto meno responsabilità, nei piani del Cavaliere, e molto più Lega Nord. Nel senso: il Pdl, a differenza del Carroccio, voterà la fiducia al governo Monti e permettera al professore di partire con la sua squadra di tecnici. Ma poi il consenso del partito unico andrà conquistato passo dopo passo. Nessun favore «a questa sinistra che ci odia». Nessuna delega in bianco. Andando via dal Quirinale l’ex guardasigilli pubblica un tweet: «A) Programma chiaro; B) Solo tecnici nel governo C) Presa distanza sx da piazza».
 inaccettabili le monetine

 È questa, in sintesi, la linea che viene esposta al Quirinale dalla delegazione azzurra, formata dal segretario politico Angelino Alfano e dai capigruppo Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto. I tre hanno fatto a presente a Napolitano che l’ordalia andata in scena per le strade di Roma l’altra sera è stata «un evento inaccettabile» per loro. Quasi tale da compromettere il felice esito dell’incarico a Mario Monti, perché sono tanti, nel partito unico, quelli che ci stanno ripensando. Molti più degli scettici si sabato pomeriggio.   La prima conseguenza è che il Pdl si sfila da toto-ministri, nessun esponente del governo Monti potrà essere riconducibile al partito del Cavaliere. Mani libere, vuol dire. Non di meno, gli azzurri vogliono avere voce in capitolo sulla lista che presenterà il premier incaricato. A via dell’Umiltà faranno le pulci all’elenco, a partire dal nome del Guardasigilli: «Deve essere un tecnico equilibratoe di buon senso altrimenti non ci sarà la fiducia», mette in guardia Alfano. Disco verde per chi «in passato ha dato prova di equilibrio», disco rosso per «quanti abbiano fatto finora prova di militanza antigovernativa».  
Poi sarà vivisezionato il programma: «Deve consistere negli impegni assunti con l’Unione europea da Berlusconi, è lì che è contenuto l’impegno dell’Italia per uscire dalla crisi». Il partito di maggioranza relativa non intende avallare patrimoniali, prelievi forzosi sui conti correnti e altre tasse che contrastino con il programma elettorale del 2008. Poi - è stato ribadito - niente legge elettorale: l’esecutivo Monti nasce con l’obiettivo di far fronte alla crisi economica, non per cambiare le regole di voto. Su questo non ci sono margini di trattativa con la sinistra. Che, anzi, è stata invitata, davanti a Napolitano, a prendere le distanze dai brindisi in piazza di sabato notte.

  Berlusconi? «È il leader del primo partito italiano», ha ribadito il segretario pidiellino, «e se si candidasse sarebbe la calamita per milioni di voti. Non andrà ai giardinetti, ma farà il leader di partito e credo si candidi ad organizzare la più grande area moderata del nostro Paese». Il Pdl completerà il percorso congressuale e organizzerà, a tempo debito, una grande manifestazione di piazza. Elezioni? Il popolo azzurro le chiede a gran voce. Ieri sera un tot di militanti si è ripresa via del Plebiscito e il Cavaliere è uscito da Palazzo Grazioli per salutare stringere mani. Gli hanno chiesto le urne, non il governo Monti. Silvio non ha risposto. Adesso è il momento della responsabilità, ma è a tempo determinato. Ancora Alfano: «La durata del governo non può essere che collegata al contenuto del programma e alla sua attuazione e al suo svolgimento». A via dell’Umiltà sono certi di avere in mano l’interruttore. Quando decidono che è finita, è finita.  

di Salvatore Dama

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Commenti all'articolo

  • boss1

    boss1

    14 Novembre 2011 - 17:05

    tranquillo a far fuori supermario ci penserà pierfurby, gli sta tagliando la strada per il colle da via due mecelli dista pochi passi ma adesso sono diventati km.

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  • aquilale77

    14 Novembre 2011 - 16:04

    Ma che condizioni e condizioni!!il PDL doveva starsene fuori da sta schifezza!!subito dopo le dimissioni di Berlusconi chiedevano il voto e poi anche loro hanno calato le braghe.Cosi' facendo oltre a tradire i propri elettori hanno tradito pure l'alleato LEGA, unica coerente che se ne stara' come giusto che sia all'opposizione.

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  • roby64

    14 Novembre 2011 - 15:03

    Qualunque fosse il programma del pdl del 2008 è andato a farsi benedire dalla grave crisi a cui dobbiamo far fronte.Come intenderebbe evadere Alfano le nuove richieste di interventi economici dell'europa? Con altri aumenti della benzina o con un altro innalzamento dell'iva? E poi la chicca delle chicche...niente legge elettorale nuova!!! Certo,ha fatto comodi in tutti questi anni riempire il parlamento di zerbini e giovani donzelle dall'altrimenti incerto futuro,perfetti sconosciuti non eletti dal popolo,sotto un unica lista" berlusconi presidente" e poi giu' dentro chiunque al solo scopo di garantire la maggioranza ed ottenere la fiducia su qualunque porcheria le maggior parti riguardanti la vita privata e giudiziaria del premier! Ma poi...Alfano chi è? Se è li lo deve solo al suo assiduo impegno nel varare lodi salvapremier!!!

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  • tonino2

    14 Novembre 2011 - 15:03

    come avra notato non lo chiamo onorevole fini ,perche ritengo che uno deve essere onorevole nel vero senso ,come hanno chiesto le dimissioni del presidente del consiglio voi dovete chiedere quelle di fini per appoggiare monti

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