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Tutte le balle sul Cav e la Borsa

Per Casini, D'Alema e Bersani bastavano le dimissioni per ricominciare a crescere. Ma sono stati smentiti dai fatti

Tutte le balle sul Cav e la Borsa
La «valanga dello spread» è l’effetto del governo Berlusconi, «di cui i mercati non si fidano»; mandiamo a casa il Cavaliere e ci saranno «100 punti in più» per lo spread. Parole sante, pronunciate dai lungimiranti esperti di economia, soprattutto di sinistra. Scrive nel suo blog il primo novembre scorso Antonio Di Pietro: «Questa valanga non si fermerà fino a che in Italia non ci sarà un esecutivo di cui i mercati possano fidarsi». Ma Berlusconi «pur di non andarsene, è pronto a far affondare il Paese intero». Solo il giorno prima, ossia il 31  ottobre, Pier Luigi Bersani, segretario del Pd,  tuona: «L’Italia è in pericolo, serve un colpo di reni. Servono subito delle novità politiche e riforme vere e immediate. Oggi lo spread tra Btp e Bund ha sfondato di nuovo quota 400. (...) L'Italia corre un serio pericolo. È del tutto evidente che le promesse del governo all'Unione europea hanno avuto un effetto nullo a causa della mancata credibilità dell’esecutivo e dell’inadeguatezza degli impegni».

Il più lungimirante, però, risulta essere il  vicesegretario del Pd, Enrico Letta, che il 26 settembre afferma: «Berlusconi è ormai una tassa che grava sulle spalle degli italiani. Le sue dimissioni valgono almeno cento punti di spread, denaro contante per le famiglie. Chi oggi non ha il coraggio di dire in pubblico ciò  che dice in privato, e cioè  che Berlusconi è un danno per il Paese, non potrà  poi avere una seconda chance. Non potrà, caduto il Cavaliere, pensare d’essere ancora protagonista». Anche Rocco Buttiglione, presidente dell’Udc, il  9 novembre si lancia in calcoli precisi degli effetti dello spread: le dimissioni del premier  potrebbero «valere 300 punti di spread». E qualche giorno dopo, 12 novembre, Buttiglione dichiara: «È stato geniale il presidente della Repubblica a nominare Mario Monti senatore a vita, è stato un pre-incarico che ha fatto calare di settanta punti lo spread». Del resto, in casa dei centristi la convinzione è radicata. Il 10 novembre Pier Ferdinando Casini, all’idea di un nuovo governo guidato da Mario Monti, si dice convinto che «vedremo gli effetti subito», visto che il professore «è uno degli uomini più stimati», dunque «c'è la possibilità di un governo di altissimo profilo. Sono convinto che si possa fare un buon lavoro anche attraverso misure impopolari. Lo spread si ridurrà».

Per il presidente della fondazione Italianieuropei, Massimo D'Alema, (7 novembre)  tutto è molto chiaro: «Quello che è accaduto in queste ore è veramente impressionante perché è bastata la voce delle sue dimissioni per far calare di colpo i tassi d’interesse sui titoli pubblici, mentre quando ha smentito questa voce gli interessi sono cresciuti di nuovo». Tutto ciò, secondo D’Alema,  sarebbe  «la dimostrazione clamorosa di quanto costa Berlusconi agli italiani. Ogni ora che lui resta lì viene pagata da tutti i cittadini. Quando uno si trova in una condizione di queste genere si deve dimettere, non ha più la maggioranza, non gode di credibilità, questo permanere è soltanto un danno per il Paese, speriamo che duri poco».
di Caterina Maniaci

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Commenti all'articolo

  • afadri

    15 Novembre 2011 - 13:01

    ..quel lungimirante di Enrico Letta. Grande personaggio che a parole sembra avere sempre la soluzione..ma poi si vede come va a finire. Ma vergognati vai a zappare la terra che oltre a guadagnarti il salario onestamente, ti libera anche la mente da tutte quelle cazzate che dici. Non guadagnerai 20'ooo Euro al mese ma sarai un sollievo per questo Paese.

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  • cheope

    15 Novembre 2011 - 13:01

    Tutti a chiedersi come faremo, tutti ad insistere per un governo Monti al più presto possibile, ma qual'unico che ha capito come fare per risanare l'economia è Tremonti, che dal momento in cui il governo ha dato le dimissioni, si è ritirato in silenzio. Parlerò poi ha detto, e a ragione, mai dare le perle ai porci. Anche perchè lui, Tremonti già sa come fermare la caduta dei mercati.

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  • afadri

    15 Novembre 2011 - 12:12

    Cero che un trio come Dalema,Bersani e Casini, che di *casino* ne hanno combinato parecchio, come si poteva pretendere che avessero la soluzione a paortata di mano. E poi il Presidente Napolitano che ha creduto anche lui che fosse la soluzione del problema. Ma per cortesia possibile che in questo Paese non vi sia ombra di persone capaci di fare veramente l'intesse del Paese?! Forse avranno letto nella sfera di cristallo del mago Otelma che indicava.....Questo è il loro modo di fare politica. Svegliatevi elettori questi qui vanno mandati a casa,dmocraticamete e non come hanno fatto loro con inciucio.aggiungo iFini i Bocchini, i Franceschini, tutti da *rottamare*. Vai Renzi non mollare.!!! Sono dispoto a cambiare voto pur di sostenere un giovane senza tante balle per la testa.

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  • vgrossi

    15 Novembre 2011 - 12:12

    ... dopo l' asta di ieri del BTP 5 anni, l' EURO, non solo l' Italia, ha preso una cannellata di dimensioni cosmiche (+18 % di rendimento in 30 giorni !!!) e la cannellata è stata amplificata dal pessimo comportamento dei titoli spagnoli e FRANCESI. Le manovre della cancelliere Merkel stanno crollando, come dimostra il congresso della CDU. Qui c'è una seria probabilità che l' Euro si spezzi tra NEuro e SEuro (Nord e Sud Euro, ma probabilmente NEuro e valute "sciolte") prima che si arrivi al panettone. E tu continui a menarla con le solite idiozie : impermeabile alla realtà, come sempre. Mi domando come sia possibile essere tanto ottusi.

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