Cerca

Doveva fallire il sistema Italia Invece è fallito il Pd...

I democratici smentiscono l'ipotesi di un accordo sui nomi di Amato e Letta. Bersani & C non vogliono l'etichetta Pd al governo

Doveva fallire il sistema Italia Invece è fallito il Pd...
Uno scambio di ostaggi, e forse alla fine (politicamente) entrambi morti. L’orrendo balletto sui nomi di Gianni Letta e Giuliano Amato, possibili padrini politici dell’esecutivo Monti che dovrebbe nascere stamattina, almeno una certezza l’ha portata, perfino in queste ore che ancora non dicono se i due (o uno dei due) saranno o meno nella lista. La certezza è che, in attesa di conoscere le sorti dell’Italia nei prossimi mesi, quelle del Pd sono, dopo la giornata di ieri, ai minimi termini. L’incidente sull’«ermafrodita» (come si è definito Amato) è fatto anche di sfortunate coincidenze temporali (la visita del segretario al Quirinale proprio mentre si diffondevano le voci sull’accordo raggiunto), ma al netto di queste resta un dato: il Partito democratico si vergogna di lui. Non vuole che, in caso di effettivo ingresso nell’esecutivo Monti, sulla fronte dell’ex premier sia appiccicata l’etichetta del Pd. Bersani e soci si industriano per dare l’impressione che sia tutta un’idea di Monti, impossibilitato a privarsi delle competenze del dottor Sottile. Le parole della capogruppo a Palazzo Madama Anna Finocchiaro sono un capolavoro: «Non c’è stato nessun giallo su Amato e Letta. Abbiamo detto sin dall’inizio che il Pd è favorevole a un governo a forte, alta caratura tecnica. La candidatura del presidente Amato non è del Pd».

Il dubbio - Ma perché un partito si vergogna del suo fondatore? Il problema non è tanto in Amato, il cui nome pure non è esattamente balsamo per le orecchie di molti elettori, quanto piuttosto la sua contropartita: Gianni Letta. È assodato che Silvio Berlusconi si sia speso fino a tutto ieri per favorire la presenza della sua “ombra” nel nuovo esecutivo. Un Pd al governo col numero 2 del Cavaliere si esporrebbe un secondo dopo al fuoco di fila di alleati (Di Pietro in testa) pronti a denunciare l’orrore dell’inciucio. Non a caso l’ex pm, col terzo, spettacolare riposizionamento nel giro di 72 ore, ha ricominciato a fiutare l’aria e lanciato qualche strale sull’ipotesi. Per dire, ieri sera Sonia Alfano, europarlamentare Idv, ha accostato Monti alla criminalità parlando di «sprid» e «spritz» al posto dello «spread». Il risultato finale è stato che il Pd, partito in pole position col sostegno a Monti e con la spendibile tesi della responsabilità rispetto agli appelli del Colle malgrado i sondaggi favorevoli eccetera eccetera, in poche ore si è trovato a passare col cerino in mano nel ruolo di possibile ostacolo a un accordo ormai avallato anche dal Pdl.

Ostruzionismo democratico
Con l’aggiunta del fatto che Napolitano, premier non esattamente ostile a Bersani e soci, avrebbe addirittura rimproverato l’ostruzionismo democratico a pochi metri dal traguardo. Tutto questo senza entrare nel merito delle cose da fare: esaminando le quali, il vero rischio di fallimento per il Pd è digerire pilloloni inaccettabili per i suoi elettori (il programma della Bce è in larga parte quel che Berlusconi aveva promesso per anni), o di far saltare il gioco prendendosene le colpe. D’Alema direbbe che è un amalgama poco riuscito. Certo, c’è un’altra ipotesi: che il governo parta, faccia le riforme, il Pd le approvi (col Pdl), si trasformi in un movimento di sinistra liberale, si affranchi dalla Cgil fregandosene di Camusso e Vendola. Che nasca un bipolarismo maturo. Magari fumare fa bene.

di Martino Cervo

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • Liberovero

    17 Novembre 2011 - 18:06

    leggendo i Suoi interventi mi pare di capire che Lei, al pari del sottoscritto, sia più interessato alle sorti del cdx che a quelle del PD. Anche io sono convinto che Monti farà più una politica liberale che una politica di sinistra e la copsa non mi dispioace affatto. il Paese ha perso 17 anni dietro al Berlusconismo e all'antiberlusconismo con il risultato che è sotto gli occhi di tutti. nessuan rifrma liberale, nessun abbassamento della pressione fiscale mentre corruzione e malaffare sono dilagati. Per quetso dico che è ora di cambiare pagina e spero che il governo Monti sia il pirmo passo verso un Paese più serio e più normale. Cordialità.

    Report

    Rispondi

  • Barbadifrate

    17 Novembre 2011 - 02:02

    Trenta e lode al vignettista! Avevo già notato l'arguzia dei suoi disegni, ma con questi tre ceffi è insuperabile. Complimenti.

    Report

    Rispondi

  • uomo-qualunque

    16 Novembre 2011 - 20:08

    Berlusconi ha ricostruito il centro-destra in pochi giorni. Monti è di sinistra? Si è tenuto i suoi in parlamento e quindi controlla il governo, e le leggi devono passare dal Parlamento. Si ha tolto la Lega dalle costole, ha le mani libere. L'unica cosa che non ho capito ancora è se nella "trattativa sommersa del secolo" ha trattato con il Superpartes il perdono giudiziario, magari il recupero dei soldi "prestati" al Maledetti via giudice calze turchine. Quest'ultimo (lo svizzero) pure ha guadagnato, o guadargnerà, visto che Passera, è un suo uomo, ha contribuito alla distruzione dell'Olivetti , e chi vuole capire capisce. Il tutto condito dal fatto che il morto della terza carica ha ossigeno fino a 2013, poi si ritira in acque proibite con la sua Venere. Infine tutti i deputati ex-Veltroniani finalmente si fanno la tanto sospirata super pensione. Insomma tutti hanno preso qualcosa tranne il PD che, come al solito, NON COMBINA NIENTE, basta guardare la figura della nota.

    Report

    Rispondi

  • ciannosecco

    16 Novembre 2011 - 19:07

    Mi ha fatto piacere che colavi grasso di porco,magari dimagrisci.Però adesso vai a lavarti,suino,e lascia i grandi a discutere.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog