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Passera, il ministro che fa paura I conflitti d'interesse di Corrado

L'ex timoniere di Intesa Sanpaolo ancora sotto attacco. Ma è lui il più potente del governo e studia gà da premier

Passera, il ministro che fa paura I conflitti d'interesse di Corrado
Scoppia il caso Passera. Il neo-ministro allo Sviluppo ha lasciato la poltrona di Intesa San Paolo ma non è bastato a far tacere i dubbi su un eventuale conflitto di interesse. Sul Giornale Vittorio Feltri gli scrive una lettera. Gli chiede sostanzialmente "per quale motivo un alto dirigente di una prestigiosa banca debba rinunciare a una laura retribuzione (dai tre ai sei milioni l'anno) per assumersi la responsabilità di un minisitero che prevede una retribuzione di gran lunga inferiore". E Dagospia s'ispira alla lettera che il vicedirettore del Corriere Massimo Mucchetti ha scritto al neo ministro per ritornanre sul tema del conflitto d'interesse.

Prospettive
- Il punto  è che Passera (che andrà ad ingaugurare le opere pubbliche completate dal governo Silvio) è l'uomo che fa più paura, molta più di Monti, già senatore a vita. Il suo futuro è un'incognita sia per la destra che per la sinistra. Visto senza malizia,  l'abbandono del timone di Banca Intesa può essere un coraggioso balzo verso la vita politica, nel nome dell'Italia. Un salto temporaneo, e quel che sarà sarà. Vista con un pizzico di malizia - o lungimiranza - la scelta di Passera può essere interpretata come una scelta di campo: quello della politica, dove la lunga e proficua militanza nella finanza non può che aiutare. Il nome del banchiere, già in passato, era stato accostato a una futuribile presidenza del Consiglio. In tempi più recenti il nome di Passera pareva poter essere accolto con una fumata bianca nel conclave della sinistra all'eterna ricerca dell'introvabile leader. Corrado, il Papa nero dei democratici? Si era detto, non s'è (ancora) fatto. In tempi più remoti lo stesso nome di Passera era stato accostato a un governo di destra, un esecutivo guidato da Berlusconi in cui avrebbe potuto avere un ruolo di rilievo. Se ne era parlato, ma non è accaduto.

Futuro politico
- Da che parte starà? Che Passera possa essere uno degli uomini forti di un prossimo governo di destra, però, non si può escludere a priori. Il punto è che la già citata scelta di campo dell'ormai ex ad di Banca Intesa, ossia la politica. Da che parte starà? Troppo presto per poter azzardare previsioni realistiche. Vedremo cosa accadrà in questi mesi. Il mosaico delle prossime alleanze elettorali è tutto da comporre. Passera potrebbe stare di qua. Oppure di là. Pare più ostico vederlo in veste di premier in una coalizione di centrodestra (sono troppi i candidati credibili, la concorrenza sarà spietata e il suo nome, inoltre, potrebbe creare qualche diffidenza tra gli elettori). Non è però fantapolitica vederlo ancora con la pettorina che fu di Tremonti. Sembra invece più facile vederlo alla guida di una coalizione di sinistra, come leader del Partito Democartico. Già le correnti del Pd avevano provato a tirarlo per la giacchetta, senza riuscrci. E il Pd ha bisogno di un leader come dell'ossigeno.





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Commenti all'articolo

  • vin43

    19 Novembre 2011 - 10:10

    Rimango della convinzione che un governo non democraticamente eletto è un governo di usurpatori. Quale necessità c’era di un governo tecnico? Se a pagare e a risolvere è e sarà sempre il popolo? E allora, almeno se lo sarebbe scelto il popolo, chi l’avrebbe spennato. Ci sarebbe meno rancore. Nessun accenno alla crescita. Nessuna intenzione di incentivare l’iniziativa privata. I posti di lavoro come saranno creati? S parla di come e quali tasse appioppare e il resto? L’abbattimento del debito pubblico si fa con la crescita e cioè occupazione. A quanto sembra sto Passera si attribuisce delle prerogative senza aver dimostrato ancora un bel niente. Di destra o di sinistra? Per me è NESSUNO.

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  • Cattif.49

    19 Novembre 2011 - 09:09

    Saviano è negli Stati Uniti , impegnato a sostenere i manifestanti indignati che non potevano fare a meno della sua carismatica presenza .

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  • peronix

    19 Novembre 2011 - 07:07

    secondo me quelli li non contano niente.- Penso che contiamo di piu noi cittadini normali.- Gia se non fossimo i piu furbi del mondo, se accettassimo di fare certi lavori, se non parcheggiassimo la macchina in seconda fila,per andare al bar a bere il caffe se non cercassimo di passare davanti alle code ( che non ci dovrebbero essere ) ecc. ecc. insomma sef fossimo onesti e corretti nel lavoro e per le strade potremmo pretendere da quelli li di essere cosi, o no.- ma se diamo modo di far dire da loro che non sono altro che l incarnazione della societa, non dobbiamo lamentarci di niente.- Punto e a capo.-

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  • uomo-qualunque

    19 Novembre 2011 - 01:01

    Fuori posto decisamente

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