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Parla Alfano: "Sì all'Ici, no alla patrimoniale"

Il segretario Pdl parla a Montecitorio al posto di Berlusconi: "Voteremo compatti la fiducia, non è governo di larghe intese"

Parla Alfano: "Sì all'Ici, no alla patrimoniale"
Sì all'Ici, no alla patrimoniale. Angelino Alfano parla al nome del Pdl (e al posto di Berlusconi) e chiarisce le condizioni per la fiducia al governo Monti. Un esecutivo, chiarisce il segretario pidiellino, che non è "delle larghe intese o di compromesso storico", ma "una coalizione della responsabilità e dell’impegno nazionale". Insomma, "no alla riedizione di esperienze passate che nell'Italia bipolare non devono riemergere". Per questo, e solo a questi patti, il Pdl "voterà compatto la fiducia" a una squadra di governo formata "da ministri degnissimi".

Tasse ed euro - "Non ci sarà nessuna opposizione - ha spiegato Alfano - a rivedere l’imposta sull'Ici, ma resta la contrarietà ad una patrimoniale, misura centralista e depressiva. Noi non siamo e mai saremo il partito della recessione". Un'apertura, dunque, alle "misure non gradevoli" annunciate da Monti, "nonostante il peccato originale" di un governo nato senza un voto dei cittadini. Ma "è un sacrificio che compiamo con senso di responsabilità, lo stesso senso di responsabilità che ha dimostrato il presidente Berlusconi, grazie al cui sacrificio nel momento più difficile e senza essere stato sfiduciato e con una ampia maggioranza al Senato" ha deciso di dimettersi.
"Abbiamo il dovere di dirlo con chiarezza - ha proseguito l'ex ministro della Giustizia -: l'euro sta fallendo la prima grande prova, ecco perché occorre anche una revisione dei Trattati. Una moneta comune è tale solo se gli Stati dell'Unione possono promuovere prospettive di crescita".

Bossi e Bersani - Alfano ha poi aperto alla Lega, accantonando i dissidi strategici con Bossi ("Voglio e vogliamo che continuiamo a rimanere amici della Lega Nord"), pizzicando invece il centrosinistra: "Non credo di spendere parole inutili nel dire che il governo ha preso delle decisioni corrette ma l'emergenza è stata determinata da una cattiva gestione della crisi e della politica dell'euro a livello internazionale visto in dilagarsi nei Paesi europei in questi giorni che mi consigliano di dire a chi ha festeggiato di riprendersi dalla sbronza e di rimettersi gli abiti della sobrietà".

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Commenti all'articolo

  • Vito la Civita

    19 Novembre 2011 - 18:06

    Il ritorno dell'ICI è la tassa più vergognosa, che colpisce sempre quelli più poveri. Alfano non dovrebbe appoggiare questa vergognosa proposta.Perché non farla pagare ai soli ricchi?

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  • nick1990

    19 Novembre 2011 - 13:01

    Ci hanno preso sempre x il cul....., adesso ci rimettono le tasse che avevano tolto, un vera presa per il cul...., però fino ad ora i politici rimangono sul loro posto, di tagli ai politici non sene parla, tagli agli stipendi e bebi pensioni dei politici non se ne parla, si parla solo di mettere di nuovo d mettere le mani nelle nostre tasche. A VOTARE CON DEI POLITICI CHE NON HANNO PENDENZE O PROCEDIMENTI PENALI IN CORSO.

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  • sandros

    19 Novembre 2011 - 11:11

    E bravo Alfan0!!! Vuole reintrodurre la "Tassa più odiata dagli italiani" anche se non era stata fatta troppo bene ( esentava chi possedeva 100 mq. e contemporaneamente chi possedeva 500 mq. e piu). Non voler tassare le grandi rendite mi sembra proprio un insulto all'Italia intera. Ma se non pagano i pluri-miliardari chi è che deve pagare? Invto Alfano a "cambiare lavoro" questo non fa per lui.

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  • cioccolataio

    19 Novembre 2011 - 09:09

    grazie alla mala amministrazione, alla faciloneria e all'incoscienza dell'amato Cavaliere. Servono fondi per far ripartire i consumi. Teniamo anche presente che nella manovra di agosto fatta da Berlusconi ci sono 20 miliardi che dovrebbero venire da una fantomatica riforma fiscale, cosa impossibile, e se cosi' non fosse, come non sara', verranno da tagli lineari e indiscriminati alle deduzioni fiscali, inclusi mutue e spese mediche. Questo si' che andrebbe a colpire chi ha gia' dato e chi ha piu' bisogno! I fondi: in gran parte potrebbero venire da risparmi sulle spese dello Stato, a cominciare dai tagli alla casta politica, e dalla lotta all'evasione. Ma non basta e allora il resto da dove dovrebbe venire? Una blanda tassa sul patrimonio, come gia' esiste nella civilissima Francia, a partire da cifre abbastanza elevate, oltre un milione e mezzo, costerebbe al 90% della popolazione meno dell'ICI (diciamo ad esempio 750 euro su un patrimonio di due milioni). Altre soluzioni piu' giuste?

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