Cerca

La Lega all'opposizione per non scomparire

Bossi: "La gente incazzata caccerà i tecnici. Dietro a Monti si forma il partito di Fini e Casini". Roma Capitale, rissa sul decreto

La Lega all'opposizione per non scomparire
La Lega alza i toni contro Mario Monti, lui risponde punto per punto e rilancia il decreto per Roma Capitale. Si torna all’antico, insomma. Il Carroccio urla e non ne fa passare una. Ieri è stato il giorno della fiducia alla Camera. La pattuglia padana ha confermato il pollice verso. «Non concordiamo sul programma» ha tuonato Marco Reguzzoni. «Volete colpire i risparmi di una vita per portarli sotto il vostro controllo. Volete toccare le pensioni. Abbasserete la soglia per l’uso del contante ma così favorite le banche con il pagamento delle commissioni. Le banche devono tornare a fare le banche e smettere di fare finanza». L’Aula risponde con un boato ironico, quando il capogruppo leghista dice che Monti rischia di ritrovarsi addirittura con «l’opposizione della Padania intera».

Umberto Bossi, invece, sceglie l’indifferenza. Quando arriva a Montecitorio ammette di non aver neanche ascoltato Monti, e comunque «faremo opposizione, il voto di oggi non c’entra con la Padania». Un modo per dire: in caso di provvedimenti a favore del Nord, a partire dal federalismo, il Carroccio è pronto ad ammorbidirsi. Lo ribadisce anche Roberto Maroni: «Se rivede il patto di stabilità siamo pronti a dire sì». Peccato fosse una richiesta che i lumbard avevano fatto più volte anche con Berlusconi premier, ma s’erano scontrati col niet del ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Il «grande amico» di Bossi che vorrebbe entrare nel Carroccio a pieno titolo, ma che al momento è tenuto a debita distanza da quasi tutti i colonnelli. Comunque, osserva il Senatur, «Monti è una copertura, l’hanno premiato per fare il cattivo, ma lo cacceranno quando la gente si incazzerà». E poi: «Fino a quando durerà il governo Monti? Fino a quando il partito che c’è dietro di lui non sarà formato». Il riferimento è all’asse tra Pier Ferdinando Casini e Gianfranco Fini.

Alla Camera il capo lumbard ha anche incontrato il Cavaliere. Pochi minuti di chiacchiere, prima di abbandonarsi a una riflessione con i giornalisti: «Ho detto mille volte a Silvio di dimettersi prima, ma non mi ha ascoltato. Si è fidato di chi è arrivato nel suo partito all’ultimo: sono quelli che tradiscono». Grandi manovre dietro le quinte. Maroni non ha ancora le idee chiare sul suo futuro: è in pole per il Copasir, il comitato parlamentare per la sicurezza che spetta all’opposizione (circola anche il nome di Roberto Calderoli). Alcuni deputati vorrebbero Bobo capogruppo per scalzare Reguzzoni, bollato come colonna del cerchio magico (i colonnelli vicini alla famiglia di Bossi). Ma la vera destinazione di Maroni rischia di essere un’altra, ovvero la Vigilanza Rai, che i lumbard faranno di tutto per accaparrarsi.

Ieri l’ex ministro ha tagliato corto: «Non sono alla ricerca di posti». La sensazione è che la partita non si chiuderà prima di qualche settimana. Idem per le commissioni: i padani potrebbero alzare la voce per chiedere i posti che spettano all’opposizione (cioè solo a loro). Attualmente hanno ancora in mano cinque presidenti: se facessero un passo indietro si aprirebbe la lotta tra Pd e Pdl per dividersi le poltrone di comando. E gli azzurri non vogliono dare spazi agli esponenti del centrosinistra. È una pratica dove sarà necessario lambiccarsi coi regolamenti e non è escluso che tutto resti così com’è. Monti, intanto, annuncia di voler rilanciare il decreto per Roma Capitale. Lunedì sarà in Consiglio dei ministri. Applaude Gianni Alemanno: «Senza Lega ci saranno meno problemi». Rabbioso il padano Luciano Dussin: «Monti comincia malissimo». Si torna all’antico.

di Matteo Pandini e Enrico Paoli

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • aren

    19 Novembre 2011 - 14:02

    E cosa avete fatto?

    Report

    Rispondi

  • avalon42

    19 Novembre 2011 - 11:11

    Oramai le attuali parole di Bossi ,politicamente parlando ,sono esattamente quelle che lui disse a Gianfranco Miglio nel 1994 : "una scorreggia nello spazio".

    Report

    Rispondi

  • cioccolataio

    19 Novembre 2011 - 10:10

    Contenti loro! Ieri Crozza in una parodia ha colpito nel segno: dei ragazzi chiedevano a Crozza-Bossi: " Lei era il Ministro delle Riforme? E, ci dica, quali riforme ha fatto?" Silenzio assoluto. Ecco, purtroppo è la verità, quindi strillate pure, che non vi si fila nessuno.

    Report

    Rispondi

blog