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La Merkel s'è svegliata adesso: "Se crolla l'Italia, crolla l'euro"

Palazzo Chigi rende note le preoccupazioni della cancelliera a Strasburgo: "Sarebbe la fine del processo d'integrazione"

La Merkel s'è svegliata adesso: "Se crolla l'Italia, crolla l'euro"
Finalmente l'ha capito anche Angela Merkel: "Se crolla l'Italia, crolla anche l'euro". Una combinazione inevitabile che fino a ieri la cancelliera tedesca ha sempre fatto finta di ignorare, forte di una Germania dominante e degli altri Paesi (Francia in testa) non in grado di dirigere i giochi. Quella frase, però, fa capire come ora la situazione stia sfuggendo di mano anche a Berlino. Lo rivela il comunicato ufficiale di Palazzo Chigi all'indomani del vertice a tre di Strasburgo tra Merkel, Sarkozy e Mario Monti. Piena fiducia nel premier italiano e nel suo governo - si legge -, con Sarkozy e Merkel che hanno ribadito il sostegno all'Italia, dicendosi consapevoli che un suo crollo porterebbe inevitabilmente alla fine dell'euro, provocando uno stallo del processo di integrazione europea dalle conseguenze imprevedibili.

Convenevoli europei - L'incontro tripartito - spiega ancora la nota di palazzo Chigi - ha segnato un caloroso benvenuto al nuovo presidente del Consiglio italiano, una esplicita soddisfazione per la rinnovata partecipazione italiana e la convinzione dell'impegno, da parte del terzo Paese più importante nella Ue, nello sforzo comune volto a trovare soluzioni alla grave crisi finanziaria ed economica della zona euro. La discussione ha toccato brevemente la situazione italiana. Il presidente Monti ha sottolineato che l'Italia ha dimostrato nel suo recente passato di aver compiuto progressi significativi in materia di consolidamento fiscale, mentre l'impegno a rendere tale consolidamento sostenibile sarà attuato in tempi rapidi attraverso misure di impulso alla crescita.

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  • tempus1

    26 Novembre 2011 - 08:08

    in punto di fatto cosa succederebbe? Salterebbe il processo di integrazione, dice qualcuno: cioè? Continuo a pensare, e ogni giorno me ne convinco sempre di più, che forse proprio questa è la nostra speranza... A meno che non intervenga uno "scienziato" che faccia capire a noi poveri sudditi il contrario...

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  • alghero56

    26 Novembre 2011 - 08:08

    Onestamente rimango sempre scosso dalle dichiarazioni del duo franco-tedesco.Quest' aria da primi della classe e padroni d Europa ora ha veramente scocciato penso tutti gli Italiani. Ma si ricordano questi due che siam sta ti i fondatori dell' Unione?, Ora stan facendo in modo che anche le loro rogne e colpe vengano scaricate su di NOI. c siam stancati di questi professori

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  • alfredo giulio

    26 Novembre 2011 - 07:07

    Nel '92 circa la Lira fu svalutata del 20%, dopo aver bruciato 40mila miliardi in 4 giorni per permettere a qualcuno di comprare Marchi e venne Amato che mi derubò anche dei soldi del mutuo che avevo appena fatto, ma l'Italia si riprese talmente bene che nel 2mila con 400 euro di tassa, poi rimborsata, entrammo nell'Euro. Ma non era che eravamo diventati forti, semplicemente gli altri non han voluto uno Stato alla cinese in Europa. Ora è la stessa cosa. Se usciamo torniamo ad essere pericolosi. Ma a noi, se per far contente le Banche che giocano coi nostri soldi dobbiamo far la fame, cosa interessa l'Euro visto che le paghe sono in Lire? Come dimostrano gli Stati che non ce l'hanno, si vive bene anche senza. Non si andrà in vacanza in Francia e non si comprerà Tedesco, ma il mondo è grande.

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  • agosman

    25 Novembre 2011 - 21:09

    Inutile illudersi, presto tutto salterà per aria perchè la situazione è insostenibile. I sacrifici da fare sono molto grandi e molto amari e siccome nessuno vorrà farne, a cominciare dai politici, non c'è rimedio. Dunque non si tratta di chiederci se ci sarà il default, ma piuttosto quando questo avverrà. Probabilmente i nostri politicanti buffoni lo sanno già e perciò non escludo che molti di loro abbiano provveduto per tempo ad assicurarsi adeguate provviste all’estero. Non si tratta di essere pessimisti ma questi sono i fatti. D’altra parte io sostengo da tempo che il nostro sistema politico-istituzionale è irriformabile dal suo interno e che solo un nuovo passaggio capace di scuoterlo fin dalle fondamenta potrà produrre un nuovo slancio. Se qualche tempo fa in diversi post a commento degli atteggiamenti dei nostri buffoni politicanti azzardai che di questo passo con il concorso delle crisi economica e internazionale, nel marasma generale entro cinque anni saremmo stati in guerra civile, oggi con l'acuirsi della tempesta del nostro debito pubblico il solo pensiero mi inquieta. E se a questo ci aggiungiamo la pericolosissima situazione nord africana (a cui abbiamo dato un nefasto contributo per inseguire la vanagloria francese inglese e americana) e quella ancor più pericolosa medio orientale, anche per via della irrisolta questione nucleare israelo- iraniana mi tremano i polsi. Come sempre, siamo noi gli artefici del nostro avvenire e nessuno potrà chiamarsi fuori. Dunque se deve essere default che default sia ma dal giorno successivo, nessuno di coloro che hanno determinato tale situazione a causa dei veti incrociati per cui in questo paese niente è potuto cambiare negli ultimi venti anni potrà sentirsi al sicuro, perché l’ira di coloro che non avranno più niente e che non avranno più niente da perdere li travolgerà. Povera Italia! Ma soprattutto povera Europa!

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