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P4, Bisignani "vede" il carcere Patteggiamento: 1 anno 7 mesi

Il gup parla di "congruo accordo". Il faccendiere spera nei domiciliari. E martedì sarà testimone nel processo contro Papa

P4, Bisignani "vede" il carcere Patteggiamento: 1 anno 7 mesi
Luigi Bisignani, l'impreditore coinvolto nell'inchiesta P4, ha patteggiato oggi, venerdì 25 novembre, la pena di un anno e sette mesi di reclusione. Il gup, Maurizio Conte, ha ritenuto "congruo l'accordo raggiunto" tra la procura e i difensori di Bisignani. Il faccendiere era finito in manette per i reati di favoreggiamento e rivelazione di segreti di ufficio. L'indagine sulla P4 punta a far luce su una presunta associazione a delinquere che secondo gli inquirenti avrebbe interferito nelle attività di organi costituzionali, sospettata di avere acquisito informazioni riservate su procedimenti penali in corso, per proteggere amici inquisiti ed eludere le indagini.

Rischio carcere -
Dopo una lunga trattativa tra i suoi avvocati, Fabio Lattanzi e Gianpiero Pirolo, e i pubblici ministeri napoletani, Henry John Woodcock e Francesco Curcio, Luigi Bisignani è tornato libero lo scorso 31 ottobre, anche grazie alla scelta del faccendiere di ammettere le proprie responsabilità in ordine ai reati che il pool P4 della procura di Napoli gli aveva mosso. Il lobbista, che fin dall'inizio del processo aveva dimostrato una certa disponibilità a collaborare con l'ufficio giudiziario partenopeo, non potrà però beneficiare della sospensione della pena a causa di un precedente penale. Quando la sentenza sarà definitiva il lobbista tornerà quindi in carcere, anche se i suoi legali sperano di ottenere i domiciliari e l'affidamento ai servizi sociali. Bisignani sarà comunque martedì in aula a Napoli come testimone dell'accusa nel processo contro il deputato del Pdl Alfonso Papa che è imputato nell'ambito della stessa indagine e attualmente ancora sotto processo in un procedimento separato.

"Una decisione importante" -
Soddisfazione per l'esito di questa tranche dell'inchiesta è stata espressa dal capo dell'ufficio giudiziario partenopeo Giovandomenico Lepore. "L'atteggiamento di Bisignani conferma la tesi che sosteniamo. Nessuna fantasia in questa indagine come qualcuno aveva insinuato", dice. Per Lepore, che ha sempre difeso l’indagine condotta dai suoi sostituti Francesco Curcio ed Henry John Woodckok, "la decisione del gup è importante a prescindere dall'entità della pena e avrà un peso anche sugli altri processi in corso, almeno dal punto di vista indiziario".


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