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Ricomincia il tour europeo di Monti

Il premier per la seconda volta a Bruxelles: illustra le misure su lavoro, previdenza e fisco. Prima bozza in Italia tra 3 e 5 dicembre

Ricomincia il tour europeo di Monti
Mario Monti torna in Europa a illustrare la sua manovra. Ovvero i provvedimenti con cui il nuovo esecutivo cercherà di porre un freno alla crisi economica italiana. E che dovrebbero essere varati ai primi di dicembre. I cui contenuti, però, ancora non si conoscono. «Meglio fare le cose con calma, perché è come quando si costruisce un palazzo: se si sbaglia qualcosa nelle fondamenta, poi rischia di crollare tutto. La fretta in questo caso è cattiva consigliera», è il refrain che in questi giorni il presidente del consiglio ripete agli interlocutori con cui viene a contatto. Naturalmente dai ministeri qualcosa trapela. Si sa, per esempio, che si toccheranno le pensioni, con la fine per quelle di anzianità, il passaggio al sistema contributivo per tutti e l’aumento a 63 anni dell’età pensionabile. O che tornerà l’Ici sulla prima casa, calcolata però in base al reddito, quindi accompagnata dalla revisione delle rendite catastali. Allo studio c’è anche una patrimoniale, con un prelievo sui patrimoni superiori al milione di euro, ma dal calcolo si escluderebbe la prima casa. Su questo punto, però, il premier deve ancora convincere il suo predecessore: Silvio Berlusconi e Angelino Alfano, infatti, anche nelle ultime ore hanno ripetuto di essere fermamente contrari all’introduzione di una tassa sui patrimoni. Ci sarà poi una riforma del mercato del lavoro, con l’introduzione di una maggiore flessibilità per i nuovi assunti. Mentre ci sarà un abbassamento dell’Irap a fronte però di un aumento dell’Iva. Ancora da decidere, invece, se e come toccare l’Irpef, ovvero il sistema di tassazione per i lavoratori dipendenti.

Oggi comunque Monti sarà a Bruxelles per la riunione dell’Eurogruppo, prima, e dell’Ecofin, poi. Dove ancora una volta sarà chiamato a rassicurare i partner europei illustrando a grandi linee i punti salienti del programma economico del suo governo. Quelle misure che Angela Merkel la scorsa settimana ha definito «impressionanti». Mentre Nicholas Sarkozy nel week end è tornato a premere, invitando l’Italia a rispettare gli impegni. Ma a Bruxelles si discuterà anche del fondo salva-Stati e ancora di Eurobond. Il tutto avendo sullo sfondo le grandi manovre in corso tra Berlino, Parigi e Roma per arrivare al vertice Ue dell’8 e 9 dicembre prossimo con una sorta di patto per una modifica dei trattati che apra la strada a una vera unione fiscale. Per Monti gli incontri di oggi e domani saranno comunque un bel banco di prova: prima vedrà il collega lussemburghese e presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, poi il ministro francese Francois Baroin. Mentre il commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli Rehn, illustrerà il rapporto sulle condizioni di salute dell'Italia preparato alla luce delle informazioni raccolte nel corso della sua missione a Roma di venerdì scorso e da quella effettuata in precedenza dagli ispettori europei.

Al rientro di Monti in Italia si inizierà a fare sul serio. Un primo pacchetto di misure, infatti, è previsto per il consiglio dei ministri del 3 o del 5 dicembre. Ma prima Monti dovrà fare il punto con i leader di partito. «Monti mi ha chiamato, lo vedrò presto», ha detto ieri Alfano, a margine di un dibattito pubblico a Monza con Pier Luigi Bersani. Il quale si è detto anch’egli disponibile a incontrare il neo premier. «Se Monti chiama, io ci sono», osserva il segretario del Pd. Anche se poi tutti i leader che sostengono l’esecutivo non vogliono partecipare a vertici comuni. Dopo quello “segreto” della scorsa settimana, quindi, è ampiamente probabile che Monti incontri separatamente i vari leader della sua maggioranza. Una maggioranza che ieri Beppe Pisanu ha definito «forte in Europa ma debole in Parlamento».

di Gianluca Roselli

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