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Senatùr non risponde a Silvio Giallo sull'incontro di Arcore

Berlusconi ha annunciato un faccia a faccia per venerdì a Milano. Ma nessuna fonte leghista conferma l'appuntamento

Senatùr non risponde a Silvio  Giallo sull'incontro di Arcore

E' giallo sull'incontro tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi che dovrebbe tenersi venerdì pomeriggio a Milano. Nonostante l’annuncio dato lunedì dall'ex premier e ribadito il giorno successivo - dopo giorni in cui i big del Carroccio non hanno fatto altro che ripetere che l’alleanza è finita - la notizia dell'appuntamento tra il Senatur e il Cavaliere al momento non trova conferma in ambienti leghisti: nessuno, infatti, neanche ai livelli più alti, ne sa nulla. Ieri Roberto Maroni ha sorriso sornione mentre Berlusconi (alla presentazione del libro di Angelino Alfano) ha ricordato l'appuntamento con l'ex ministro delle Riforme. Bossi in questi giorni sta strategicamente tacendo anche in vista dell’appuntamento del Parlamento della Padania di domenica 4 dicembre a Vicenza.

"L'incontro ci sarà" - Fonti Pdl, invece, sostengono che l'incontro ci sarà, anche se il luogo è top secret. Non si sa, quindi, se il faccia a faccia sia previsto ad Arcore: se così fosse, sarebbe un segnale importante di continuità con quelle cene del lunedì che per anni hanno decretato la solidità dell'alleanza. Cene, tuttavia, alle quali la Lega sembra aver messo fine (del resto è stato chiaro alcuni giorni fa Calderoli, dicendo che "Berlusconi le cene le faccia con Monti"). Fatto sta, che il tema dell'alleanza Pdl-Lega tiene ancora banco. Oggi, mercoledì 30 novembre, il governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, ha ribadito la scelta di stare all'opposizione a livello nazionale e il fatto che "da qui alle prossime elezioni verificheremo se esistono le condizioni per ricostruire con il Pdl un percorso comune".

Discorso diverso sulle alleanze locali - Qanto alle prossime amministrative, che si terranno nella primavera del 2012, Zaia ha mandato un messaggio abbastanza rassicurante, almeno per il suo territorio: "Nel Veneto, Lega e Pdl mantengono salda la propria alleanza e hanno ben chiaro che innanzi tutto vengono gli impegni che abbiamo assunto nei confronti dei veneti". In effetti, i lumbard spiegano che di certo non faranno saltare alleanze locali ritenute strategiche.  Non dimenticano, infatti, che in alcune realtà del nord, anche per il Carroccio l'alleanza con il Pdl è determinante per portare a casa una vittoria elettorale. E quindi se la Lega, ormai unica forza di opposizione, fa la voce grossa e ripete ogni giorno che l'alleanza è "formalmente finita", poi tra i lumbard non si nascondono i timori per la prossima tornata elettorale. Timori che sono anche di Berlusconi. L'ex premier è determinato a mantenere l'alleanza con la Lega, convinto che la fine del sodalizio con le camicie verdi potrebbe avere ripercussioni negative anche sul Pdl: martedì lo ha detto chiaramente il Cavaliere al Tempio di Adriano: se andiamo divisi il nord si perde.

Il Pdl studia le mosse - E proprio per non compromettere ulteriormente un rapporto ormai 'sfilacciato', il Pdl sta studiando le prossime mosse in vista dellapprodo in Parlamento delle misure anti-crisi.   A preoccupare, in particolare, viene spiegato, sono quelle misure da sempre contrastate dalla Lega. E che ora, appoggiando il governo Monti, il Pdl potrebbe essere 'costrettò a votare, come il ritorno dell'Ici (tanto che Berlusconi ieri ha espressamente parlato di Imu, l'imposta introdotto con il federalismo e in accordo con la Lega) e, soprattutto, la riforma strutturale delle pensioni, materia su cui Bossi aveva eretto un muro. Ed ora, con il Carroccio all'opposizione pronto alle barricate sulle pensioni, il Pdl teme di dover arrivare a "dare uno schiaffo plateale" all’alleato storico.

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