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La lite Guzzanti-De Gregorio Il motivo? Gianfranco Fini

Secondo Sabina la De Gregorio doveva scrivere che il Pd voleva favorire Gianfranco. L'ex direttore: "Non è notizia"

La lite Guzzanti-De Gregorio  Il motivo? Gianfranco Fini

In un sol colpo, due fatti clamorosi. Primo: Concita De Gregorio ha dato una notizia. Secondo: Sabina Guzzanti ha ragione. A salvarci dal collasso, fortunatamente, c’è il fatto che Concita la notizia l’ha data a sua insaputa e quando tutto il mondo si è reso conto che dalla sua bocca era uscito un mezzo scoop, si è dannata l’anima per negare tutto. Nel frattempo, la Guzzanti era già giunta a più miti consigli, annacquando la polemica nel mortifero dibbbattito.

Tutto è accaduto  dopo che la Signorina Grande Firma - ex direttora dell’Unità  attualmente in forze a Repubblica - ha dichiarato durante un convegno:  «Il Pd perse di proposito le elezioni regionali in Lazio del 2010 per favorire la candidata di Fini e quindi aiutare lo stesso presidente della Camera». La frase, come ha scritto Massimo de’ Manzoni su Libero, costituisce prova della     liason tra Fini e i democratici, ma per Concita si tratta di «volgarità» da macchina del fango. Non si aspettava dunque che ieri arrivasse il fuoco amico.   Via Twitter, Sabina Guzzanti le ha tirato i capelli: «De Gregorio perché, visto che dirigeva un giornale, non lo scrisse? Perché (non) farebbero mai direttore una che dà le notizie? Poco sobrio». Dopo pochi minuti, son cominciate a volare zampate e borsettate. Sulle prime, Concita ha sfoderato un sorrisetto sprezzante: «È un piacere Sabina». Ma, trascorso un attimo, l’ha buttata sul sentimentale, mostrando il suo cuoricino dolorante di donna e compagna: «Le tue parole mi feriscono. Hai letto l’Unità nei tre anni in cui ci ho lavorato? Non dava le notizie? Mah».

Nessun articolo - Beh, sicuramente non ha scritto nulla delle pressioni «finiane» del Pd. Infatti la Guzzanti non demorde, anche se il tono si fa subito conciliante, solidale: «Intanto grazie della risposta, non trovi incoerente dare questa notizia ora senza fare nemmeno i nomi? Parliamone». Affettuosità a parte, stavolta la Satirica Sovietica ci ha preso.  A questo punto arriva il Bignami del giornalismo secondo la De Gregorio: «Una conversazione con un leader politico non è una notizia, lui esprimeva una sua opinione, io l’ho contrastata nei fatti». Vale la pena di inciderla su una targa in tutte le scuole di giornalismo, questa frase, tanto ormai la salma di Joseph Pulitzer è definitivamente uscita dalla bara scappando a gambe levate. Se parli con un politico e lui ti dice di favorire quello che sulla carta sarebbe un suo avversario, non è una notizia. In effetti l’Unità ha una tradizione secolare in merito alla censura, ci saranno abituati.


Dell’assurdità si rende conto, in un inaspettato momento di lucidità,  anche la Guzzanti che twitta: «Se non era una notizia allora non dovrebbe esserlo nemmeno adesso, mi pare che invece lo sia oggettivamente». Ma Concita resiste: «Ora è la sguaiata aggressione della destra a far diventare notizia quello che è scritto nella storia dei fatti». Una cosa del genere avrebbe potuto dirla Togliatti a un congresso del Pcus,  ma per la Signorina Grande Firma è tutto normale, tanto che il Pd volesse favorire Fini «lo sapevano tutti», anzi lei aveva «scritto molti editoriali» in proposito (forse su Twitter, di sicuro non sul giornale).


Clima teso - Il clima si è fatto teso, Concita rischia le lacrime, è ferita. I fan delle due fanciulle si preoccupano del litigio. Ma la Guzzanti è un cioccolatino e spiega agli amici: «Non stiamo litigando, ma discutendo. C’è molta differenza e mi pare utile e bello». La De Gregorio è rincuorata: «Scusa ma mi si era scaricato il telefono. Io non stavo litigando, tu?». Figurati se litigano, sono amichette, domani si trovano per giocare con il Dolce Forno. Poi però Concita esagera, dice che i militanti del Pd si son dati da fare lo stesso, che la conversazione con l’alto dirigente resta privata e serviva solo «a capire il clima interno all’alleanza» e «il resto è ipocrisia». Sabina, che è un po’ suscettibile, si fa sfuggire l’unghiata finale:  «Mi pare che tu abbia fatto un errore, il giornalismo non si fa nei salotti, se una cosa è importante gli elettori la devono sapere». Incredibile: la Guzzanti contro i salotti de sinistra. La De Gregorio sgrana gli occhioni: «Ma di quali salotti parli Sabina? Frequento solo quello di casa mia». E tronca: «Vabbé ne riparliamo, ti abbraccio, saluta Franca». La Guzzanti è d’accordo, sarebbe troppo dare ragione alla «macchina del fango». S’accomiata con carineria: «Ok, è difficile discutere con 140 caratteri. È stato un piacere». Già, un piacere. Speriamo che almeno si sia ricordata di salutare Franca, sai mai che ci resta male.

di Francesco Borgonovo

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Commenti all'articolo

  • romolo82

    02 Dicembre 2011 - 09:09

    Per Uomo-qualunque (...forse qualunquista?) Caro mio, le donne si difendono da sole. Ma se litigano due uomini mica si dice che si tirano le cravatte, no? Tantomeno che discutendo si mettono a piangere. Comunque complimenti per aver calcolato la mia età, tu sì che sei intelligente a differenza di me!

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  • spyke4race

    01 Dicembre 2011 - 21:09

    Concitina è la velina (rossa) e la Guzzanti fa (un pochino) da Gabibbo...siamo su Striscia versione PD senza la notizia

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  • maxgarbo

    01 Dicembre 2011 - 18:06

    cosa ci capisce? questa fa casotto per far parlare di sè, visto che non la fuma nessuno! manco la Tv private la ospitano. Occhio, questa ci prova... lasciatela perdere

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  • uomo-qualunque

    01 Dicembre 2011 - 17:05

    Per favore sono solo in casa, chiamate il dottore perché leggendo questa nota ho riso tanto che l’ombellico non regge le budella. La ciliegina di tanto divertimento l’ha data poi Romolo82. Ci poteva mancare chi difende le donne in questo dramma teatrale tutto loro (queste poverette donne “indifese” -e quatrinate - dalla nostra Kultura)? No, figuriamoci, ed ecco che Romolo82 appare e ci illumina (2011-1982 = 29, anni anagrafici non dimostrati mentalmente). A Romolè, spero che non arriverai a divorziare, lì capirai come ti spennano ‘ste ”indifese”.

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