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Draghi: con il nuovo governo mercati sono ancora fragili

Il presidente della Bce: banche in difficoltà per lo stress dei debiti, serve modificare i trattati e creare una struttura di bilancio unica

Draghi: con il nuovo governo  mercati sono ancora fragili

I «cambi dei governi che si sono visti in alcuni dei paesi più esposti non hanno ancora avuto molti effetti sui mercati finanziari, che continuano a essere fragili». Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi nell'audizione al Parlamento Europeo secondo cui «siamo ancora in una fase difficile e i meccanismi predisposti dall'Unione» su un maggiore coordinamento e vigilanza pur positivi, «non sono ancora visibili».

Le banche sono in difficoltà per lo «stress» legato ai debiti sovrani, ha detto Draghi soffermandosi sulle difficoltà« a reperire finanziamenti, I governi di Eurolandia recuperino «credibilità» finanziaria. È il monito del presidente della Bce al Parlamento Ue, non va escluso un cambiamento dei trattati. Secondo Draghi serve una nuova «struttura di bilancio unica a livello dell'eurozona», così «come è unica la Bce», è necessaria per dare un «segnale importante» e immediato ai mercati.  Serve una "nuova unica compatta struttura di bilancio europea, una struttura unica europea potrebbe custodire l’essenza delle regole di bilancio e degli impegni di governo presi finora. Si tratta di un elemento molto importante per recuperare credibilità"

 

 

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  • vgrossi

    01 Dicembre 2011 - 22:10

    ti debbo, però, dire, che hai interpretato male il mio nick, ma è un dettaglio di cronaca.Entrare con 1000 caratteri nelle problematiche che poni non è facile. Quindi ti dico solo che non condivido alcune cose. L' apertura dei mercati è una cosa, l' imporre o cercare di imporre regole nostre, sociali, ambientali eccetera è, a parere mio, solo colonialismo travestito. Il fatto è che le scale dei valori, il modo di vivere non sono solo i nostri. La Cina l' ha capito, ed ha seguito un PROPRIO modello di sviluppo, con tante cose che per noi sono anatema, ma che non lo sono per i cinesi. Ancora negli anni '80 il problema della stragrandissima maggioranza dei cinesi era la FAME, la mancanza a di cibo pura e semplice. Ora questo è stato superato. E' un merito storico di dimensioni enormi. Ora è meglio morire lentamente di fame in un paesaggio intatto, o rovinare il paesaggio e salvare le vite umane ?Nella Lombardia di metà '800 il panorama era bellissimo.Ma la dieta media da 1200 kcal/die...

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  • piccioncino

    01 Dicembre 2011 - 15:03

    Caro Vincenzo Grossi, il vero problema..in primis dell'Italia, ..poi (assai dopo) dell'Europa..ed infine del mondo occidentale,..non è tanto quello monetario, finanziario (..che può essere solo il momento transitoriamente scatenante..come è la febbre), quanto quello causale..cioè ..di natura strutturale..La causa vera di tutti i problemi..sta nell'aver aperto INCONDIZIONATAMENTE i mercati internazionali..senza aver preteso un minimo rispetto delle regole..(Clinton, Blair. Schroeder, D'Alema..nel '99.)..sociali, ambientali, sicurezza ecc..Allora..Coloro che avevano investito (anzichè sperperato..) in infrastrutture (materiali ed immateriali), impianti, ricerca, tecnologie (come Germania ed altri Paesi del Nord..) sono ora in grado di competere sui segmenti alti..Gli altri (soprattutto l'Italia)..con addosso un debito gigantesco (causa sperperi)..si sono trovati a competere (con le mani legate) sui mercati di segmento medio-basso e maturi..Quindi..in primis..cambiare radicalmente rotta.

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  • vgrossi

    01 Dicembre 2011 - 14:02

    ... ma non riempie le tasche, e quindi si può morire di fame, ma con la coscienza mondata. Il problema non è nè ICI nè patrimoniale, nè raggranellare soldi, nemmeno per la Grecia. Il problema è che l' Euro deve essere una moneta sana, e difesa. Sana significa che nel futuro debbono esserci due cose, una cambio RAGIONEVOLE e gli strumenti per imedire che i singoli paesi facciano ancora scemenze fiscali (le tasse debbono ESSER DIMINUITE, altro che aumentate). Il cambio ragionevole ci permette di fare dello sviluppo, e la diminuzione della voracità degli stati singoli riporta in breve il rapporto significativo, deficit/PIL a valori ragionevoli. Da noi questo comporta la eliminazione di tre cose, il 1917 della Camusso ed il 1923 della Mercegaglia ed il 1968 di Fini & Co. Insomma dobbiamo portarci negli anni 2000, con le buone o le cattive (controllo BCE + FMI). Non si deve "salvare la Patria", si tratta, ad esempio, di spostare i dipendenti pubblici dove servono, di eliminare l' abusivismo

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  • piccioncino

    01 Dicembre 2011 - 14:02

    Questo Governo, ..costretto giocoforza ad adottare rapidamente provvedimenti assai pesanti,..ha un delicato punto di debolezza (un'apparente.. ampia maggioranza..ma..estremamente contraddittoria)... e un punto di forza (in questo momento è insostituibile..pena lo sfascio totale)..A mio avviso,..l'uni ca strategia da perseguire è.. quella di adottare CONTESTUALMENTE progetti di legge (..o meglio,..date le particolari..gravissime circostanze,..Decreti Legge) OMNIBUS...Contenenti, in un unico contesto temporale,.. un coacervo di pesanti, assai indigeste..decisioni di varia natura e conformazione..che spazino in terreni ostili..ma..nel segno della reciprocità (pensioni e mercato del lavoro da un lato ....ICI e Patrimoniale dall'altro)..in maniera da accontentare/scontentare TUTTI,..Mettendo con le spalle al muro i..reprobi, ma...tentando di salvare per i capelli..il Paese...e l'Europa..

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