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Indagato il fratello di Alfano: avrebbe comprato la laurea

Alessandro è finito nell'inchiesta della procura di Palermo che coinvolge 30 studenti accusati di frode all'università

Indagato il fratello di Alfano:  avrebbe comprato la laurea

Guai in vista per il fratello dell'ex ministro di Giustizia Angelino Alfano. La procura di Palermo lo ha indagato in un'inchiesta su un giro di esami comprati. La notizia la dà Repubblica. I legali di Alfano jr, Alessandro, smentiscono categoricamente ogni coinvolgimento: "Il nostro assistito ha effettuato regolarmente tutti gli esami, lo dimostreremo. Confidiamo in un rapido accertamento della verità da parte della magistratura". Certo è che il delfino del Cavaliere, che viene dato come candidato premier alle prossime elezioni, non avrà vita facile: le "attenzioni" prima riservate a Berlusconi, c'è da scommetterci, verranno dirottate su di lui e sul suo entourage.

Oggi sotto i riflettori della cronaca è finito Alfano Junior: Alessandro, 36 anni,  è fra i trenta ex studenti che, con l’aiuto di persone che lavoravano negli uffici amministrativi dell’ateneo, avrebbe fatto figurare come sostenuti esami in realtà mai affrontati. Il sospetto principale della sezione pubblica amministrazione della Squadra mobile del capoluogo siciliano è che dietro ci sia un giro di denaro. In ogni caso, le lauree sono da considerare a rischio. L’indagine, condotta dal pool pubblica amministrazione della Procura, va avanti da un anno e ipotizza falso, frode informatica e corruzione. Fu il rettore Roberto Lagalla a denunciare per primo le irregolarità, dopo che una laureanda fu scoperta poco prima della discussione della tesi, perchè non erano stati trovati riscontri cartacei al superamento degli esami. Un’impiegata era stata licenziata, altri due erano stati sospesi. La "centrale" di questa mini-organizzazione fu individuata nella facoltà di Economia. Dopo l’ateneo si era mossa la Procura. L’elenco dei nomi degli indagati è venuto fuori mentre l’inchiesta è in pieno svolgimento, forse per un disguido, a causa di una proroga, firmata dal Gip Michele Alajmo e notificata a tutti gli interessati. Alessandro Alfano, agrigentino, da gennaio è segretario generale della Camera di commercio di Trapani e dal 2006, quando ancora non era laureato, è segretario di Unioncamere Sicilia. Lui, difeso dagli avvocati Grazia Volo e Nino Caleca, smentisce qualsiasi irregolarità: "Il nostro cliente ? dicono i legali ? ha sostenuto tutti gli esami con esito regolare. Ha fiducia in un rapido accertamento della verità". La laurea non era stata necessaria, per lui, per diventare segretario di Unioncamere. Una volta laureatosi, nel 2009, nel 2010 è diventato per concorso segretario generale della Camera di commercio di Trapani, battendo la concorrenza di altri 15 candidati.

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Commenti all'articolo

  • marystip

    03 Dicembre 2011 - 08:08

    E capirai!!!! ma lo sapete quanta gente da una vita si laurea senza sostenere esami o con l'aiutino? Non ve li ricordate più i famosi esami di gruppo del mefitico '68? Si presentavano in 20/30 senza aver neanche aperto il libro di testo e il minimo garantito era il 18. Io c'ero e facevo gli esami; loro (i compagni) NO. E sono gli stessi che adesso fanno le pulci agli altri; ma andate a ..................

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  • fgem

    03 Dicembre 2011 - 08:08

    embè? che c'è da meravigliarsi? si sarà fatto aiutare dal fratello dentone, in casa PdL sono abituati ai raggiri...

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  • xindicativo

    02 Dicembre 2011 - 22:10

    Quello che contano sono i fatti ; e Alfano non mi sembra stupido, tanto e vero che i mafiosi in maggioranza nella penisola terrrona gli troveranno cacca per sporcarsi. Poi quando uno mi piace difficilmente sbaglio.......

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  • Al-dente

    02 Dicembre 2011 - 19:07

    Sono stato facile profeta nel prevedere per Alfano guai giudiziari appena si fosse distinto nel partito. La magistratura è riuscita a buttare giù di sella Berlusconi e adesso si dedica ai suoi successori. Hanno iniziato a picchiare Alfano ai fianchi, per adesso, ma è probabile che a breve lo attacchino direttamente. Più lui va contro i loro desiderata e più incontrerà "resistenza" da parte della magistratura. Il grave problema della magistratura non è stato risolto con la sparizione di Berlusconi dalla scena politica. L'Italia rischia di essere commissariata dalla magistratura così come la sovranità popolare è stata estromessa praticamente da essa. La prima cosa da fare quando si riuscirà a vincere le elezioni è provvedere immediatamente a questo cancro, non con una semplice riforma ma con un stravolgimento completo del sistema giudiziariio e dei giudici e PM che devono stare in carica.

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