Cerca

Faida futurista su Croppi Gianfry lo voleva alla Cultura

L'ex assessore di Alemanno, fatto fuori dal sindaco proprio perché di Fli, era certo di diventare sottosegretario. E invece il fuoco amico...

Faida futurista su Croppi Gianfry lo voleva alla Cultura

Sembrava davvero fatta per Umberto Croppi. Fedelissimo di Gianfranco Fini. Ed ex assessore alla Cultura del Comune di Roma. Defenestrato da Gianni Alemanno proprio per la sua scelta di aderire a Futuro e Libertà. Da almeno una settimana prima delle nomine, Croppi era sicuro: il sottosegretario ai Beni Culturali sarò io. Anche perché veniva indicato come l’unico nome direttamente sponsorizzato dal presidente della Camera. E infatti l’ex assessore nella lista del sottogoverno c’era davvero. Almeno fino alle sette di sera di lunedì scorso. Poi è accaduto qualcosa e il nome di Croppi è misteriosamente scomparso, per fare posto a Roberto Cecchi, che secondo alcuni sarà il vero “ministro ombra” della cultura, con buona pace del vero titolare Lorenzo Ornaghi, professore della Cattolica di Milano.
Cecchi, infatti, gode di sponsor niente male. Secondo i boatos di Palazzo, la sua nomina sarebbe stata fortemente caldeggiata da Luca Cordero di Montezemolo. Ma Cecchi ha beneficiato anche dell’appoggio di una parte del Pd. E ha saputo sfruttare anche i suoi buoni rapporti con il Pdl, in particolare con l’ex sottosegretario Francesco Giro.
Ma Croppi non è saltato solo per le buone amicizie di cui dispone il neo sottosegretario. Tre sono le ipotesi circolate a Montecitorio dopo le nomine. La prima racconta di un veto di una parte del Pdl, specialmente da parte di Fabrizio Cicchitto e Gianfranco Sammarco. Ma l’ex assessore può vantare anche entrature importanti nel partito berlusconiano. La seconda ipotesi vede in prima linea contro di lui gli ex An Ignazio La Russa e Maurizio Gasparri. Ma anche questa regge poco, perché, nonostante le rivalità tra ex, pare difficile che Gasparri e La Russa abbiano posto un veto sull’unico finiano in pole position per diventare sottosegretario. L’ultima ipotesi, la più velenosa, ma anche la più realistica, è che Croppi sia caduto sotto il fuoco amico dei falchi finiani, che non lo hanno mai visto di buon occhio. Secondo le malelingue, inoltre, il cecchinaggio su Croppi sarebbe servito soprattutto a colpire Fini. Per indebolire politicamente il presidente della Camera dimostrando la sua irrilevanza nel risiko delle nomine del nuovo governo. Nell’esecutivo, infatti, l’unico tecnico direttamente riconducibile a Fini è il ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata, che ha collaborato con lui quando era ministro degli Esteri. La nomina saltata di Croppi, dunque, potrebbe essere il risultato di una faida interna ai futuristi che va avanti da alcuni mesi. E che ha portato anche alcune delle ultime fuoriuscite dal partito, da Andrea Ronchi ad Antonio Buonfiglio.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • vinpac

    02 Dicembre 2011 - 09:09

    Saremmo andati proprio bene!!! Che qualificazione culturale ha questo signore? Quella di avere girovagato per 150 mila partiti o quella più certa e ben più profonda che condivide con Fini

    Report

    Rispondi

blog