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"Decreto non è il Vangelo" Tasse: scontro Pdl-Monti

Gasparri: "Non ci sarà l'aumento dell'aliquota Irpef del 41%". Alfano: "Non devono pagare i soliti noti". Pressing azzurro anche sull'Ici sulla prima casa

"Decreto non è il Vangelo"  Tasse: scontro Pdl-Monti

Cresce d'intensità lo scontro tra il Pdl e Mario Monti. Probabilmente già domenica sera si conoscerà il contenuto della manovra del governo tecnico, un pacchetto di misure pesanti e che imporrà duri sacrifici. Angelino Alfano lo ha spiegato con chiarezza: "Non devono pagare i soliti noti". Successivamente ha ribadito: "Il decreto non è il Vangelo" e ha poi spiegato la contrarietà del partito a interventi sull'Irpef che tocchino la soglia dei 55mila euro. A poche ore dal CdM, ha cominciato anche a diffondersi la voce che potrebbe sfumare il ritocco al rialzo delle aliquote Irpef che andrebbe a colpire, appunto, soprattutto "i soliti noti", ovvero i contribuenti onesti e i lvaoratori dipendenti. La voce è diventata una certezza con le parole dell'onorevole del Pdl Maurizio Gasparri, che ha spiegato che non ci sarà nessun aumento dell'aliquota Irpef del 41 per cento. Il Pdl, inoltre, è in pressing sull'Ici: gli azzurri sono contrari alla reintroduzione dell'imposta sulla prima casa, cancellata da Silvio Berlusconi. Le trattative, dunque, continuano a oltranza, e Monti sembra costretto a dover cedere qualcosa per potersi garantire l'appoggio parlamentare.

"A 55mila euro non sei ricco" - In serata Alfano ha nuovamente chiarito la posizione del Pdl. Sull'Irpef ha ribadito il no a interventi che vadano a toccare la soglia dei 55mila euro, perché "troppo bassa. Se fosse davvero così - ha spiegato nelle registrazioni della trasmissione In Onda - per noi sarebbe un grande problema. A 55mila euro non sei ricco. Quindi per noi sarebbe un errore: evitiamo che il conto lo paghi chi già lo ha pagato". Poi sulle pensioni: il Pdl potrebbe dare il via libera all'innalzamento della soglia a 43 anni per le pensioni di anzianità, ma solo se si stratta di una misura che rientra in una riforma strutturale, e non se si trattasse di un singolo intervento. "Se c'è un contesto equilibrato - ha spiegato il segretario - si può ragionare, se invece si tratta di un provvedimento spot che penalizza una fascia di pensionait, allora per noi è no".


"Decreto non è Vangelo" - Alfano ha poi sottolineato come "non siamo a sovranità limitata, ma confidiamo nel buon senso del presidente Monti. Il CdM varerà la manovra dopo averci incontrato, quindi Monti sà qual è la nostra opinione e noi confidiamo nel suo buon senso". Il segretario ha spiegato che "ho la convinzione che spesso sia interesse del Governo intervenire durante il cammino parlamentare del provvedimento". Così, partendo dal presupposto che il decreto non è un vangelo, magari potra essere cambiato in Parlamento, ma il nostro scopo non è certo quello di stravolgerlo".

"Non paghino i soliti noti" - In precedenza, nel pomeriggio e al termine della consultazione tra Alfano e il premier Monti, il segretario del Pdl ha spiegato chiaramente: "Il tema principale per le misure di crescita ed austerità è stare bene attenti a che non paghino sempre gli stessi. Non può pagare chi lo ha sempre fatto", ha ribadito in conferenza stampa dopo il colloquio al quale avevano preso parte anche i ministri Passera, Fornero e Giarda. L'incontro, al quale hanno partecipato anche i capigruppo di Camera e Senato del Pdl Cicchitto e Gasparri, è durato quasi tre ore. Dal Popolo della Libertà arriva una parziale chiusura a Monti, a cui si chiede equità: il partito si è risvegliato all'ultima chiamata (leggi il commento di Martino Cervo).

"Non è una passeggiata" - "Sappiamo che Monti non è stato chiamato a fare una passeggiata nei giardini di villa Madama, ma a compiere scelte non facili", ha aggiunto Alfano. "La nostra principale raccomandazione al governo - ha ribadito - è stata quella di prevedere equità, con sacrifici parametrati sulle necessità dei singoli contribuenti. Crediamo inoltre che la famiglia debba avere un ruolo centrale, non si può non tenere conto del valore della famiglia". Infine il segretario del Pdl ha spiegato che "le misure severe di oggi sono fatte per non far stare peggio l'Italia domani". Un commento sul programma di Monti è arrivato anche dall'ex ministro della Difesa, Ignazio La russa, che ha precisato che la decisione di sostenere il governo è un "atto di generosità e di responsabilità, ma questo non significa che voteremo qualsiasi provvedimento".

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Commenti all'articolo

  • carlott

    04 Dicembre 2011 - 19:07

    Hanno il coraggio di parlare di pensioni loro che non si sono tolta una lira di tasca, dovevano dimezzarsi lo stipendio e sarebbe stato poco.

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  • gigigi

    04 Dicembre 2011 - 12:12

    Cosa fate? Solo perche' ho detto che nel governo Monti c'e' un signore appena, appena nominato sottosegretario, che e' guardate un po' vice presidente dell'editoria e che quindi non togliera' mai i fondi all'editoria, voi mi tagliate il commento? Pure questo, e' questione di in teressi, i vostri! Non e' affatto sportivo, anche perche', sono certo, i vostri bravi contributi li riceverete sempre. Questi o quelli al governo o al parlamento, di adesso, di prima e di dopo, hanno paura dei giornalisti e dei giornali, percio', se tanto mi da' tanto.........

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  • vin43

    04 Dicembre 2011 - 12:12

    Ben detto! E’ proprio così!

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  • sdavids

    04 Dicembre 2011 - 09:09

    Il PdL ha tradito altro che coerenza. DOVE SONO LE RIFORME? E le riforme strutturali? Ma che razza di governo è? Ma era necessario il capoccione di Monti per aumentare le tasse? Noi abbia necessità urgenti di riformare il nostro sistema paese, azzerare e riscrivere tutto su modelli nuovi e funzionali altro che tasse, solo con queste rallentiamo ancora!!!!!!!!!! Che tristezza. A casa l'euro c'ha strozzato e non è ancora finita!!!!!

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