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Belpietro: era meglio Draghi

Il direttore di Libero, nel suo editoriale di oggi spiega il direttore della Bce era preferibile a Monti

Belpietro: era meglio Draghi

Nel suo editoriale di oggi, il direttore Maurizio Belpietro, scrive che la personalità più indicata per gestire la cristi poteve essere Mario Draghi, un vero tecnico perché il governo Monti ha già dimostrato di porsi il problema di piacere, o di assicurarsi un futuro in politica.  Ecco il passaggio: "Mica possiamo sostituire Monti con Di Pietro o Vendola. Quelli anziché salvarci affretterebbero la nostra fine. E allora chi?, ci domandi. Chi mettereste al posto del professore? Ti rispondo senza esitazione. Uno che avesse il coraggio di dire alle Regioni sprecone del Sud che la pacchia è finita. Uno che avesse la forza di eliminare i fondi a pioggia alle Regioni a statuto speciale. Uno che senza guardare in faccia ai poteri forti tagliasse i contributi alle aziende assistite, fossero pure quelle editoriali. In sostanza, uno che non si ponesse il problema di piacere né di durare o di assicurarsi una carriera ai vertici dello Stato, ma fosse disposto a sacrificarsi per il Paese, avendo il coraggio di sfidare gli stessi partiti che lo devono votare. Se dev’essere un governo tecnico che lo sia fino in fondo, non una finzione, che tassa il ceto medio per accontentare i sindacati e far loro digerire qualche ritocchino al mercato del lavoro o alle pensioni. Se si deve sospendere la democrazia per salvarci, meglio arrivare alle estreme conseguenze.  Tu dirai: belle parole, ma qui serve un nome. E allora eccolo: mettiamoci Mario Draghi. Lui le idee le ha chiare. La lettera di agosto in cui la Bce ci chiedeva misure urgenti è sua e lì c’è tutto ciò di cui abbiamo bisogno, senza aumenti dell’Irpef o altre stangate con cui anziché salvarci ci ammazzeranno, condannandoci alla povertà. Insomma, se dobbiamo essere commissariati, almeno esserlo da un commissario vero.

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Commenti all'articolo

  • honhil

    04 Dicembre 2011 - 14:02

    Mizzica il professore Monti nel giro di pochi giorni si è trasformato da Robin Hood a sceriffo di Nottingham. Così, invece, di tagliare i privilegi della politica e dei politicanti ha deciso di mettere altre tasse. Tasse e ancora tasse. Una miopia da Nababbo. Con il risultato che anche quelle famiglie che senza tanta fatica finora sono arrivate a fine mese, e che hanno evitato la caduta verticale dei consumi, si avviteranno attorno alla sindrome del “mamma mia come faccio ad arrivare al prossimo 27”. Però la cricca dei pluripensionati alla Ciampi, Amato, Scalfaro (e tutti gli altri noti e meno noti che siedono indifferentemente a destra e a sinistra) continueranno ad essere risparmiati. Per loro i sacrifici sono tabù. Vuole veramente capire, Presidente Monti, quale abisso c’è tra una famiglia come la sua, quella dei cosiddetti padri nobili della Repubblica e dei meno nobili parlamentari in carica o in pensione, e una famiglia con un reddito di “poco più di 3.800 euro netti al mese”? Vuole veramente toccare con mano la falsa ricchezza di quelle famiglie e l’opulenta condizione sua e dei suoi onorevoli colleghi? Raffronti le sue entrate e le sue uscite dello scorso mese di novembre con quei quasi 4.000 euro e lo saprà. Immantinente. E così a scendere, fino ad arrivare alle pensioni che non superano le 500 euro mensili. Lei è lì per portare equità, non per mantenere o, addirittura, rafforzare quei privilegi. Eppure, con la scusa della tracciabilità, insieme a Passera, si appresta a fare un regalo enorme alle banche. Perché su ognuno di quei pagamenti i cittadini andranno a pagare laute commissioni agli istituti di credito. Per non parlare di una moltitudine di famiglie, quella che la povertà finora ha tenuto lontano dagli sportelli bancari, che sarà costretta per legge ad aprire dei conti correnti che inevitabilmente diventeranno tante sanguisughe. Un solo esempio. Ogniqualvolta andranno in rosso anche per valuta, e ci andranno, sarà una stilettata al cuore di quella povera gente. Un salasso al loro misero bilancio familiare. Non è così che si scoveranno i soliti dentisti, o gli altri camici bianchi evasori, o tutti gli altri professionisti con la idiosincrasia per le ricevute fiscali e le fatture , ma comparando il loro stile di vita e i loro patrimoni con le rispettive stitiche dichiarazioni dei redditi. Ma ad uno sceriffo non si può chiedere che riscuotere le tasse. Non le posso augurare buon lavoro, però.

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  • guido.blarzino

    04 Dicembre 2011 - 14:02

    Belpietro ha perfettamente ragione. Le relazioni annuali di Draghi quale Presidente della Banca d'Italia sono sempre state puntuali anno, dopo anno. Berlusconi ha tentato in tutte le maniere di dare corpo a quello note che condivideva in pieno insieme a tanti elettori: ma l'ostracismo idiota dell'opposizione e dei saltafossi a Berlusconi ci ha portati in questa situazione. Ringraziamo anche il Re Napolitano per il golpe.

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