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C'è ancora la Lega di lotta? Per la secessione oggi è tardi

Umberto Bossi parla di indipendenza ma forse la farà un altro Carroccio: come si può credere ancora a partito del Senatùr?

C'è ancora la Lega di lotta? Per la secessione oggi è tardi

La domanda è semplice: come si fa a credere ancora alla Lega? Negli ultimi tre anni è stata al governo per cercare di portare a casa un federalismo inviso dagli stessi sindaci padani. Senza tuttavia votare contro i provvedimenti favorevoli ai comuni dissestati di Catania e Roma. Insomma... perché il Parlamento padano era chiuso quando il Carroccio stava al governo? Perché le riforme non sono state fatte nel 2008-2009? Perché un mese e mezzo fa i dirigenti padani invitavano a comprare Bot e ora ci dicono che l’Italia è fallita? C’è qualcosa che non va, è evidente. La Lega forse ha bisogno di cambiare facce e slogan, dopo 25 anni. Troppe accelerazioni e frenate, troppe giravolte, troppe contraddizioni.

Eppure l’analisi di Bossi non è fuori dal mondo. È sempre preveggente: magari non salterà l’euro, ma sicuramente l’Italia ha fallito perché si è fatta commissariare dall’Europa: quando un governo eletto deve cedere il passo ai tecnici, vuol dire che la democrazia e le istituzioni vanno riviste. E non a colpi di tasse. Perché così il Nord, questa volta veramente, s’incazzerà e una mattina -  non si sa come o quando - darà carta bianca a un signor qualcuno - per ora non si sa chi - e inizierà una protesta pericolosa, appoggiata dalla maggioranza dei contribuenti del Nord che non sarà più silenziosa come adesso...

Certamente non sarà il Carroccio a guidare la rivolta contro Roma sprecona. Sembra ammetterlo anche lo stesso Bossi. «Noi dobbiamo fare la nostra parte, lottare, combattere, unirci per la Padania. Poi la storia farà la sua parte, ma noi avremo la coscienza di aver fatto tutto il possibile...». Merito anche del solito «Gianfranco Miglio: grazie a lui   abbiamo saputo scegliere fin dall’inizio le cose giuste, con il cuore   e con il cervello. E per questo oggi siamo contenti di quanto fatto,   di aver scelto fin dall’inizio l’Europa dei popoli che deve avere un   futuro, alla fine di questa guerra economica dove ha perso l’Italia e   dove dobbiamo essere pronti a buttarci, dove la Padania dovrà essere   protagonista nella trattativa dei nuovi trattati in Europa».

In effetti, visto l’attacco finanziario che ha colpito il Vecchio Continente, non si può non immaginare che l’Europa si salverà solo se abbandonerà gli Stati nazionali. Nati dopo la seconda guerra mondiale, ora sono anti-storici, colpevoli di non prendere decisioni rapide. Vedi il caso greco. Con le Regioni al posto dei Paesi-nazioni si potrà finalmente arrivare agli Stati Uniti d’Europa, con una Banca Centrale Europea forte come la Federal Reserve americana, un mercato veramente comune e un governo non più di burocrati.

di Giuliano Zulin

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Commenti all'articolo

  • otello52

    05 Dicembre 2011 - 17:05

    ridicoli e patetici. sono stati anni al governo e non hanno portato a casa nulla. anzi hanno acvallato tutte le str..zate di berlusca ed ora devono rifarsi una faccia ed una verginità e dunque giuù a gridare secessione. tanto altro non sanno e non possono dire. ed è grazie a questi insulsi e squallidi personaggi che ora ci troviamo in braghe di tela. gli italiani dovrebbero ricordarsi che per un lungo periodo il destino delle loro famiglie, dei figli è stato nelle mani di bossi, calderoli (Dio che vergogna), la russa santanchè, meloni, etc. senza dimenticare sil sig. B primo autore del disastro insieme al "dotto"tremonti. Ma che speranze avevamo, quali possibilità di non andare a fondo con questi quattro imbecilli!! ed ora gridate pure secessione. andatevene, e portatevi questo pattume umano.

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  • marcolelli3000

    05 Dicembre 2011 - 16:04

    anche in America hanno gli stati a rimorchio , come new york e california che sopportano e supportano stati come la louisiana ma loro mica se ne escono con queste idiozie? E poi dico io che pensano che gli austriaci li abbracciano come fratelli? che i tedeschi li accolgono a braccia aperte? Ma vediamo di non contare balle che c'e' da vergognarsi a vederli attaccati ai soldi che vendono come ideologia. Capisco la rabbia per gli sprechi statali e i privilegi dei furbi col posto fisso a vita ma porca miseria questi parassiti sono al nord, centro e sud. mica siamo scemi? l'italia e' una, 'Europa e' una forzatura inverosimile ma l'Italia e' una e indivisibile. Che e' questa mania di spezzettare i Paesi appena un quartiere vede che ha piu' soldi dell'altro? Ma fatela finita e vediamo di andare a lavorare invece. Altro che secessioni egoiste e sindacati e pensioni.

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  • Quijote

    05 Dicembre 2011 - 15:03

    Perché intendo schierarmi con loro. Bisogna fare tabula rasa, mandandoli a casa tutti, quelli della casta, per ricostruire lo Stato partendo dal basso. Dobbiamo essere intransigenti come loro, che se ne fregano di noi cittadini. Monti ha detto che la colpa del debito pubblico è degli italiani. No, si sbaglia: è della classe dirigente, che si è arricchita oltre misura, mangiando a crepapelle tutti i nostri risparmi. Che siano loro a pagare. Andiamoli a stanare: molti di loro sono ancora vivi e, per quelli morti, rifacciamoci sugli eredi. Quijote

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  • iltrota

    05 Dicembre 2011 - 15:03

    Povero, patetico Umberto: ritrovarsi alla sua età con un progetto politico fallito, ma con tanto soldi carpiti a Roma ladrona... Per tutto il resto, c'è Berlusconi!!

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