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Mattonati Nuova Ici boomerang sui ministri Ecco quanto costerà la casa a Monti & Co

Il premier pagherà 20mila euro l'anno, la Cancellieri 7mila per gli agriturismi, Passera solo 4mila

Mattonati Nuova Ici boomerang sui ministri  Ecco quanto costerà la casa a Monti & Co

Una lacrimuccia forse è troppo, ma un po’ di dispiacere sicuramente c’è. Dalle tasche di Olga Maria Elsa Fornero, ministro del Lavoro, il Consiglio dei ministri di domenica ha prelevato un paio di migliaia di euro in più del passato. La Fornero sarà costretta a pagare d’ora in avanti per le case che spesso ha in comproprietà con il marito, Mario Deaglio, qualcosa più di 6mila euro all’anno. A pesare è soprattutto la proprietà a Torino, dove ha un bell’appartamento di 14,5 vani. Costano poco le proprietà di famiglia a San Carlo Canavese ed è un vero affare (per l’Ici) anche la casetta nella prestigiosa Courmayeur. La Fornero  non sarà la sola. Perché la squadra di governo di Mario Monti è composta più che da professori da proprietari immobiliari di rango, latifondisti e quasi palazzinari.

Nella squadra dei ministri il solo a non avere casa di proprietà in Italia intestata alla sua persona fisica è Fabrizio Barca. Tutti gli altri hanno almeno un uliveto in campagna dove andare a riposarsi dalle fatiche ministeriali. L’Ici (prossima Imu) che incombe sul consiglio dei ministri ammonta ora a circa 100mila euro l’anno, e la cifra va presa assolutamente per difetto, perché è quella delle proprietà intestate direttamente alle persone fisiche. Più di un ministro però ha quote di società immobiliari che a loro volta posseggono case, ristoranti e perfino alberghi. È così per Corrado Passera, superministro allo Sviluppo economico e alle Infrastrutture e comasco di origine. Con mamma e fratelli possiede casa e box sul lago di Como. Ma anche società immobiliari che gestiscono alberghi, case e ristoranti spesso di proprietà diretta. Lui ora abita a Roma sull’Appia antica insieme alla nuova moglie, Giovanna Salza, in una bella villa che però non  risulta fra le proprietà: evidentemente paga la pigione come molti inquilini. L’Ici che ufficialmente tocca pagare per la casa di Como, 4.112 euro l’anno, non sarà davvero un problema: Passera ha messo da parte bei soldini in questi anni grazie allo stipendio e alle bonus share da banchiere. Ha in portafoglio circa 8 milioni di azioni di Banca Intesa e qualcosina ha comprato in più nell’agosto scorso. Ed è pure in attesa dei calcoli sulla maxi liquidazione che contrattualmente gli spetta (si parla di cifre fantasmagoriche, anche superiori a quelle ottenute da Alessandro Profumo, ma al momento tutto ufficialmente ancora tace).

Il vero possidente del governo è il premier, Mario Monti. Un po’ ha avuto in eredità, un po’ ha investito nel mattone in questi anni. A un certo punto costituì perfino una immobiliare con la moglie, poi però la sciolse assegnando ai soci pro quota gli immobili ottenuti. Ora dovrà pagare una super Ici da 20.200 euro all’anno, che non è certo una bazzecola. Chissà se in casa di fronte a queste cifre hanno preso bene il suo generoso rifiuto dello stipendio da presidente del Consiglio. In portafoglio però fra Milano e la sua Varese il premier ha un po’ di tutto: case, negozi (in Galleria Buenos Aires), uffici, magazzini e box auto.

Pagherà una botta (14.158 euro) anche l’uomo più vicino a Monti, Enzo Moavero Milanesi: viveva a Bruxelles, ma nel mattone ha investito in Italia: Roma e l’Argentario per l’estate. Anche Paola Severino avrà da rimetterci con la nuova super Ici: il conto è di 8.237 euro per le case direttamente intestate a lei e al marito a Roma e a Cortina d’Ampezzo. Con la figlia però ha anche una immobiliare, ed è possibile che il conto lieviti. Quarto posto nella classifica del consiglio dei ministri va a sorpresa ad Anna Maria Cancellieri, ministro dell’Interno. Lei e il marito, di origine libica, a parte un negozio a Milano, hanno un piccolo impero agrituristico a Palazzolo Acreide, in provincia di Siracusa: il conto Ici dice 7.630 euro, qualche spicciolo in più di quel che deve pagare il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà per le case possedute con la moglie a Roma e a Castiglione della Pescaia. In fondo alla classifica Piero Gnudi: lui  che non deve essere il più povero della squadra, non ha casa intestata, solo terreni agricoli in provincia di Padova. Da buon ministro del Turismo ora preferirà girare l’Italia per alberghi. E risparmiare almeno l’Ici.

di Fosca Bincher

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Commenti all'articolo

  • gielle1

    07 Dicembre 2011 - 07:07

    Il sig. Monti non paghera' 20.oooeuro di imu,perche' quelli che la pagheranno saranno i suoi inquilini ,a cui verranno fatti paghare tutti gli aumenti che la nuova tassa comportera e anch3e qualcosa un piu'',quindi,non vi preoccupate che al sig, Monti non verra' tolto neppure un euro.

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  • Caninforato

    06 Dicembre 2011 - 18:06

    Qual'è il senso di quest'articolo? Che professionisti, imprenditori, dirigenti d'azienda e grossi funzionari pubblici abbiano alti redditi e molte proprietà immobiliari non è una novità! Se le dichiarazioni IRPEF sono facilmente manipolabili da abili commercialisti e fiscalisti, i beni IMMOBILI ancorchè intesti a società o trust o immobiliari ecc. non possono sfuggire, e sono, giustamente, tassati dallo Stato. L'aver eliminata la tassazione sulla prima casa (sulle seconde e successive nulla era cambiato) è stata una mossa populista e scorretta (perchè faceva perno sull'ignoranza delle masse) e quella sì iniqua, perchè, se toglieva l'obbligo di pagare poche decine di Euro a milioni di famiglie (a cui non cambiava certo la vita), ne esentava per contro il pagamento di migliaia di Euro ai sopraddetti benestanti... (stendendo un velo pietoso sulla corsa all'intestazione fittizia a mogli, figli e parenti vari di ville a Cortina, Courmayer, Capri ecc. in seguito a quel provvedimento).

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  • VFeltri

    06 Dicembre 2011 - 18:06

    Fosca Bincher alias di Chris Bonface alias di Franco Bechis. mah.

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  • nlevis

    06 Dicembre 2011 - 17:05

    ma terminato il mandato parlamentare, tutti questi nuovi ministri, adegueranno il costo delle loro parcelle e dei loro introiti per colmare gli esborsi subiti. Per loro non sarà certo un problema fare cassa. Ciò varrà per tutti quelli che potranno permettersi di fare i ritocchi necessari. La manovra, questa od altre, da sempre dissanguano solo i ceti medi e quelli più bassi: ai poveri non c'è nulla da prendere quindi li salvano.

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