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Dai politici ai comici: ecco a chi fa ancora paura il Cavaliere

Le dimissioni di Silvio hanno messo in crisi comici, Benigni in primis, e giornali come il Fatto e L'Unità. Ma soprattutto la sinistra

Dai politici ai  comici: ecco a chi fa ancora paura il Cavaliere

Silvio si è dimesso ma non se n'è andato. Per qualcuno l'assenza del Cavaliere fa ancora più paura della sua presenza. In Italia c'è un esercito di orfani, politici ma anche comici (Benigni in primis) per cui le dimissioni dell'ex premier sono stata una batosta ancora difficile da digerire. Ci sono giornali come Il Fatto che nei giorni scorsi sono stati costretti a titolare sull'evasione fiscale in Italia, editorialisti a corto di idee come i comici sono orfani di ispirazione. Come scrive il Foglio "Appena un paio di settimane e Berlusconi manca più agli antiberlusconiano che ai berlusconiani stessi. Ecco l'ultima beffa del Cav aui suoi più profondi detrattori, e quindi ai suoi amatori più carnali: trasformarsi in una sorta di Dorin Grey che uscendo di scena porta sotto le luci, al proprio posto, il ritratto terribilmente invecchiato di quelli che negli ultimi due decenni delle sue azioni si sono nutriti". E tutti che si chiedono quando torna il Cav. domenica scorsa il Sole 24 ore, in un retroscena, ha ipotizzato che Silvio starebbe lavorando a un patto con Mario Monti e Corrado Passera". Incredibile, ma adesso tutti hanno nostalgia di Berlusconi.

 

 

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  • emilioq

    08 Dicembre 2011 - 08:08

    Non finiscono di stupire questi sfigati sinistroidi! Le TV di Berlusconi è roba sua e nessuno gliela deve toccare: perché allora non togliere la Fiat agli Agnelli? La Pirelli a Provera? Dove vogliono arrampicarsi per restare a galla! Finitela e state zitti, avete latrato abbastanza e adesso con tutte le vostre ciance non siete neanche riusciti a proteggere il popolo meno abbiente dalla scure delle tasse dal momento che è l'unico a pagare questa boiata partorita dal cosiddetto governo tecnico! Ammettetelo che stavate meglio prima quando avevate un bersaglio da colpire quotidianamente senza fare nient'altro per risollevare la barca! Vergognatevi e state zitti!

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  • bravoalfa

    07 Dicembre 2011 - 19:07

    alle spese, senza tagli alle mega pensioni, senza tagli agli stipendi dei manager pubblici,senza un dimagrimento sostanziale alle esigenze della casta, compresi. attori, cantati, guitti, saltimbanchi, ruffiani, uomini, mezzi uomini, ominicchi e qua qua ra qua! vari . Dicevo caro professore ella si ritrovera nel giro di qualche mese nella stessa condizione di oggi, con una sostanziale differenza , quella di aver congelato non il debito pubblico, ma l'economia del paese , che di tutto aveva bisogno non certo della sua finanziaria, la quale produrra' uno sconquasso a tutto il tessuto sociale e produttivo. Allora cosa pensera' la sua Bocconiana Mente, Cosa ci riservera' a noi popolo , di non eletti ma....! ai posteri l'ardua sentenza-

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  • bravoalfa

    07 Dicembre 2011 - 19:07

    Caro professor Monti per mia sfortuna non ho studiato alla bocconi, in quanto figlio di un artigiano Polesano ho dovuto accontentarmi di studiare, nelle villiche scuole di Periferia della mia Provincia Disastrata dall'alluvione del 51, e mai risorta, seppur a tutto oggi nei meandri delle voci delle tasse, esiste ancora una aliquota intitolata a tale evento, Tranquillizzo lei direttore, e tutti i lettori del Presente," mai visto un aiuto , una detrazione,o quanto altro."Comunque caro professore sono riuscito a diplomarmi prima e laurearmi dopo, nel contempo mi sono spostato, lavorato fino ad oggi, esattamente 39 anni e sei mesi.di contributi versati,ora esimio professore grazie alla sua fantastica finanziaria lei dice che per pagare, gli stipendi, le pensioni ecc ecc e per evitare l'insolvenza dello stato si e dovuto agire in codesto modo. Mi scusi professore ill/mo Ammesso e non concesso che la sua finanziaria dia una ventata momentanea alle casse dello stato,senza tagli.

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  • Azz1!

    07 Dicembre 2011 - 19:07

    Nei film del grande Totò ogni tanto c'era l'esclamazione: a quando c'era lui! Al di là dei meriti o dei demeriti di Berlusconi un ciclo politico è finito. Non si intravede ancora precisamente la direzione che prenderà la politica italiana ma quella che ha caratterizzato la cosiddetta seconda repubblica è destinata al tramonto, Silvio o non Silvio.

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