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Così ci hanno fregato ancora: niente taglio alle province

Monti l'aveva promesso ma Napolitano congela lo stop alle giunte. Era l'unico taglio alla Casta previsto dalla manovra

Così ci hanno fregato ancora: niente taglio alle province

Monti aveva promesso l'eliminazione delle province, anzi aveva fatto di più: aveva previsto il taglio degli enti locali prevedendo per il 2013 un risparmio di circa 65 milioni ma Napolitano ha salvato ancora per un bel po' la poltrona degli attuali presidenti delle Province. Monti ci aveva provato a mettere a dieta la politica, ma il tutto si è scontrato con l'operato degli del Quirinale. Nell'idea di Monti i consigli e le giunte sarebbero dovute decadere entro il 30 aprile prossimo: nella prima versione della manovra c'era una data precisa che fissava la decadenza degli attuali consigli e le giunte con la ricostituzione di nuovi consigli non più eletti ma nominati dai consigli comunali della provincia.  Dopo l’intervento del Quirinale invece la norma affida a una futura legge ordinaria, ancora tutta da scrivere, le modalità di decadenza delle attuali giunte e consigli.  In pratica è come se la norma taglia province non fosse mai stata scritta.

Leggi su Libero l'articolo di Franco Bechis

 

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  • angelo.Mandara

    09 Dicembre 2011 - 12:12

    Politica ai minimi storici, politici che "si registrano", politici presenti in liste di camorra...senza parole !! L'idea che il Governo Monti possa fare passi indietro sulle Province...mi rattrista, in quanto era quel poco di già assodato, come taglio alle strutture pubbliche...come paiono decantarsi argomenti come la vendita di Beni dello Stato e la accelerazione all'evasione fiscale (voce ricca di incassi). Questo svicolare e raffraddamento mi porta ad un'altra architettura,alla quale andrà messa mano nella corrente Legislatura.Quando le telecamere inquadrano quel "formicaio" brulicante di parlamentari sciamanti, all'interno dell'emiciclo...mi prendono strani sentimenti...per come altri Paesi ne prevedano molti di meno. Immagini ed Economia mal riposta... le "Iene" della TV, ben ne riassunsero difetti e valori. Al momento, l'alternativa sarebbero i "forconi" dei licenziati, disoccupati, cassintegrati, disperati...mentre la forbice dai "benestanti" si allarga. Angelo Mandara

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  • genviello

    09 Dicembre 2011 - 04:04

    E' del tutto evidente che l'on. Monti ha un concetto della Giustizia e dell'Equita' francamente eterodosso; come si puo' definire giusta ed equa un riforma delle pensioni che per base colpisce principalmente i nati nell'anno 1952 e, soprattutto, come la si puo' ancora definire giusta ed equa se esclude da ogni modifica le pensioni dei militari, quelle degli appartenenti all...e Forze di Polizia e quelle degli impiegati di Camera e Senato? Cio' poi per non parlare delle possibilita' alternative che avrebbero consentito di ottenere gli stessi saldi finali limitando sensibilmente le spese per (inutili) armamenti, le spese per il finanziamento pubblico dei Partiti Politici, per il finanziamento dei Giornali di Partito, per i rimborsi delle spese elettorali, insomma per quei cospicui costi della politica italiana che gravano sul bilancio pubblico, molto di piu' di quelli sostenuti da qualsiasi altra nazione del mondo e che tutti si propongono a chiacchiere di dimezzare.

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  • ex finiano

    08 Dicembre 2011 - 23:11

    Sulle pensioni non ha avuto nulla da obiettare, mentre sulle province ha stoppato tutto! Personalmente, non ho parole!! E ....si riempivano la bocca con la parola E-QUI-TA'!!!!

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  • jacksony

    08 Dicembre 2011 - 23:11

    Monti è un paradosso, per metà è figura comparabile allo Strategato Ateniese per l'altra metà dipendente dalle (ipocrite) regole democratiche del consenso parlamentare. Per metà è fiduciario del mandato UE e FMI con poteri quasi assoluti (vedi nomina di Napolitano a senatore a vita in fretta e furia), per l'altra metà dipende dal voto di parlamentari, molti dei quali hanno fatto del privilegio, economico e non solo, la loro ragione politica (leggasi casta). Detti parlamentari, inoltre, sono i mandatari degli interessi di altri che, in forza della loro potenza li hanno fatti eleggere per poter tutelare i loro interessi nella macchina dello Stato; quelli stessi che dovrebbero contribuire a pagare la crisi. Per queste ragioni non può imporre regole che moralizzino la società e la politica, i suoi costi, i suoi numeri esorbitanti. Semplicemente non può imporre regole eque dove si paga in ragione delle possibilità.

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