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Stasera sindacati da Monti "Sciopero? Prima parliamo"

Alle 20 il premier incontra Cgil, Cisl e Uil che per lunedì hanno indetto lo stop di 3 ore. La Camusso apre, Bonanni: "Più equità"

Stasera sindacati da Monti "Sciopero? Prima parliamo"

Il presidente del Consiglio, Mario Monti, ha convocato i sindacati per un incontro informale a Palazzo Chigi domani sera alle ore 20. Il confronto, a cui parteciperanno i segretari generali di Cgil, Susanna Camusso, Cisl, Raffaele Bonanni, Uil, Luigi Angeletti, e Ugl, Giovanni Centrella, sarà l'occasione per fare il punto sulla manovra e arriva dopo le richieste inoltrate nei giorni scorsi dagli stessi sindacati per un incontro urgente con il Governo. I sindacati che hanno duramente criticato la manovra sopratutto sul versante previdenziale e fiscale, avevano chiesto a più riprese un incontro con l'esecutivo. E dopo la proclamazione dello sciopero generale di lunedì avevano inviato una lettera al premier Monti per sollecitare il confronto e richiedere l'avvio di una trattativa sulle possibili correzioni da apportare alla manovra a salvaguardia dei redditi più bassi. L'incontro è un primo passo verso la revoca dello sciopero? "Prima aspettiamo le risposte del premier - mette in chiaro la Camusso a Radio2 Days, ma al momento non sembra cambino i contenuti della manovra". E Bonanni chiarisce al Tg1: lo sciopero di lunedì "si farà senz'altro se il premier Mario Monti non garantirà equità nella manovra".

Sciopero generale - Resta fissata a lunedì 12 dicembre, dunque, la protesta di Cgil, Cisl Uil e Ugl  contro la manovra del governo Monti. Tre ore di sciopero proclamato unitariamente dai sindacati per protestare contro un intervento giudicato "iniquo e recessivo" nel complesso, una riforma delle pensioni che non solo innalza bruscamente l'età pensionabile per le donne nel privato ma interviene anche sulla rivalutazioni delle pensioni e una reintroduzione dell'Ici anche per la prima casa. Ad incrociare le braccia il 12 anche il settore dei trasporti anche se sono escluse tutte le attività di trasporto pubblico essenziale, sottoposte alla regolamentazione della legge sullo sciopero, che, data la rapidità della proclamazione, non rientrano nella protesta. Lo sciopero non si effettuerà, dunque, nel trasporto aereo, nel trasporto pubblico locale, ferroviario e marittimo. Sono escluse anche le attività di soccorso stradale e dell'Anas.

Ondata di proteste - Ma con lunedì l'effetto protestà non sarà concluso. Venerdì 16 dicembre, infatti, incroceranno le braccia, per le ultime 3 ore di turno, i servizi pubblici essenziali, contemporaneamente ai bancari, mentre il 19 dicembre è previsto lo sciopero dei servizi privati postali. Un presidio però, quello dei sindacati confederali, che sarà gioco forza itinerante; quella stessa la piazza sarà infatti occupata a "rotazione" da altre proteste, da altre sigle che obbligheranno Cgil Cisl e Uil a traslocare a piazza del Pantheon e a Piazza Santi Apostoli. A livello territoriale, invece, i sindacati faranno sentire la propria voce sotto la sede delle Prefetture o sfilando in corteo. L'Emilia Romagna infatti, ha in programma a Reggio Emilia, una manifestazione provinciale. Lo stesso a Modena. Anche Genova ha optato per una manifestazione che sarà bissata a La Spezia e a Savona.Corteo anche a Venezia mentre a Treviso è prevista una Assemblea aperta e volantinaggi davanti alle zone industriali e centri commerciali.

 

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Commenti all'articolo

  • bussirino

    11 Dicembre 2011 - 22:10

    la Camusso non faccia l'irresponsabile, ritiri lo sciopero. Il tetto dei contanti non deve superare i 500 euro. con l'anno 2013 la monuta va eliminata. I versamenti tutti con carte di credito. Eliminazione dell'IVA sostituita dal 2'5% per chi versa e del 2,5% per chi riceve trattenuto dalle Banche per lo Stato senza commissioni per le banche che riceveranno un fourfet dallo Stato. Solo in questo caso sarà possibile eliminare il nero o frode fiscali come li si vogliano chiamare.

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  • Giovanni Cismondi

    11 Dicembre 2011 - 17:05

    A me sembra che questo Governo che sta dissanguando i cittadini (la benzina in primis, già in vigore l'aumento) sia molto ben visto dal PD, da una buona parte del PDL che ora non può farlo cadere o si ritroveranno Monti quale leader del centro e della sinistra, e penso sia tollerato anche dai sindacati che sono davvero tanto ma tanto morbidi. Se ci fosse stato un altro leader... certo Silvio... sicuramente domani lo sciopero sarebbe stato totale a prescindere... Monti è l'uomo delle banche, dei cattocomunisti, della sinistra e fa gli interessi di Merkozy. Messo lì da Napolitano... senza che alcuno alzasse una voce di dissenso.... una cosa che ha dell'incredibile. E del vergognoso. Aleggia silenzio attorno a questo Governo che dovrà fare altre manovre tra non molti mesi... e allora chiedo: gli italiani, continueranno a tacere e a pagare? Saranno così imbecilli? Berlusconi aveva usato altri termini... Meglio fuori dall'Europa e fuori dall'Euro. Saremo sì poveri ma LIBERI!!!

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  • Dream

    11 Dicembre 2011 - 16:04

    è molto comprensivo con i sindacati, "hanno scioperato per molto meno" ha detto, quindi lo sapeva cio' che sarebbe accaduto.... beh. penso che politici e sindacati tutti conoscevano gia' il nome che avrebbe fatto Napolitano, e che tutti erano d'accordo su Monti, e su quello che avrebbe fatto Monti, ora, se Monti, cedera' la punta del dito mignolo..... Evviva!! avranno vinto i sindacati(che non debbono mai morire), e i politici, che vergognosamente fanno finta di lamentarsi della manovra! el Colle? TACE! non siamo ABBOCCONIIIIIIII!!!

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  • carlo5

    11 Dicembre 2011 - 14:02

    la polemica sull'età pensionabile, vista la crisi europea e non solo italiana, è pretestuosa e non guarda al dramma dei licenziamenti e della cassaintegrazione a termine. Basta con le polemiche su chi deve rimanere al lavoro fino a 66-67 anni. E' bene pensare a chi il lavoro non lo ha e non invece scioperare per chi, con tanto di stipendio, deve lavorare qualche anno in più così come avviene in tutta Europa. La Camusso e suoi correlati pensino a chi non lavora e non a chi vorrebbe lavorare meno dei suoi pari in Europa. Leggo del costo della previdenza e della sanità superiore a metà del pil annuale. A quando una gestione manageriale della cosa pubblica? Questo è il nuovo, questo è il da farsi.

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