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Per cambiare le pensioni non si trovano i soldi

La Fornero annuncia: "Presto le modifiche sull'indicizzazione degli assegni". Partiti verso l'ok, ma resta il nodo di come garantire i saldi

Per cambiare le pensioni non si trovano i soldi

Dopo le parole, le prime mezze conferme: le modifiche alla manovra sull'indicizzazione delle pensioni "stanno arrivando". Lo ha confermato il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, al suo arrivo a Montecitorio. La ministra delle Lacrime ha poi incontrato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, che ha commentato: "Ogni cosa a suo tempo, e il tempo sta scadendo". Secondo quanto si è appreso il governo dovrebbe depositare alla Camera un emendamento con la nuova versione del tetto oltre il quale sarà abolita l'indicizzazione delle pensioni. Il segretario nazionale della Cisl, Raffaele Bonanni, ha immediatamente espresso apprezzamento: "Quando avremo le modifiche le apprezzeremo. Speriamo siano congrue. Chiediamo però che ci sia anche la modifica sull'Ici sulla prima casa".

Slitta l'approdo della manovra - In precedenza era stata segnalata una situazione di stallo nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, da cui era atteso per oggi, lunedì 12 dicembre, il via libera sulla manovra. Lo stallo è dovuto all'attesa per la parte del pacchetto di emendamenti dei relatori che riguarda i capitoli Imu e pensioni, per i quali si sta cercando la copertura. Pier Paolo Baretta (Pd), uno dei due relatori, ha spiegato: "Abbiamo bisogno di tempo per lavorare, non abbiamo ancora ricevuto risposte conclusive del governo sulle coperture. Se avessimo trovato le coperture saremmo già in aula". Così è slittato a mercoledì alle 10 l'approdo in aula alla Camera della manovra. Secondo quanto era stato previsto, il provvedimento avrebbe dovuto essere licenziato già oggi, lunedì 12 dicembre, dalle Commissioni Bilancio e Finanze, e martedì sarebbe dovuto arrivare in aula. Governo e parti politiche hanno in questo modo più tempo per negoziare gli emendamenti al decreto "salva-Italia", che approderà alla Camera con 24 ore di ritardo".

Il nodo dei saldi -
L'approvazione del decreto legge avverrà così entro sabato 17. Il premier Mario Monti e i suoi ministri non transigono su un punto: saldi e struttura della manovra non possono cambiare. Due modifiche appaiono però ora certe: l'adeguamento all'inflazione di tutti gli assegni previdenziali fino a circa 1.400 euro (ad oggi sono salve le pensioni fino a 1.000 euro) e un alleggerimento dell'Imu sulla prima casa. Nel caso del balzello sugli immobili, secondo quanto trapelato, si agirà alzando la franchigia di 200 euro che vengono 'scontati' alla tassa finale sulla prima casa. Per quel che concerne le coperture necessarie per le modifiche al sistema previdenziale, invece, non è ancora stata fatta chiarezza: proprio per questo motivo il lavoro in Commissione procede ad oltranza. Secondo le ultime indiscrezioni, la copertura dei saldi derivanti dall'adeguamento degli assegni al costo della vita potrebbe essere garantita dall'asta delle frequenze digitali televisive, anche se per questioni tecniche e temporali gli incassi derivanti dalla vendita non potrebbero essere messi a bilancio dello Stato prima del 2013. Inoltre si continua a discutere di una stretta sulle baby pensioni e di un contributo di solidarietà applicato alle pensioni d'oro. E' cominciata poi a circolare un'ultima voce, secondo la quale il governo Monti potrebbe far rispuntare le quote sulle pensioni di anzianità.

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Commenti all'articolo

  • antonimo

    13 Dicembre 2011 - 21:09

    Se qualcuno si vuole chiarire le idee su quale sia la vera strategia di questo governo, vada su YouToube e guardi l’intervista nella quale Monti spiega la logica di quanto sta facendo. Egli afferma che le crisi e le strette fiscali servono a “convincere” la gente per far loro accettare ciò che mai normalmente avrebbero accettato, ovvero che è “preferibile” rinunciare a libertà e sovranità a favore di un qualsivoglia progetto, in questo caso l’euro, piuttosto che resistere. Continua dicendo che una volta fatte le leggi “necessarie”, la pressione "cesserà" ma sarà troppo tardi per tornare indietro. Sono discorsi che definire criminali è dire poco. Si potrebbe obiettare che il banchiere Monti dovrebbe essere sciocco per dire queste cose apertamente; No, Monti è parte integrante di quei poteri che si sentono talmente forti da avere un totale disprezzo per l’intelligenza della gente comune. La conclusione non può che essere una: Monti e chi lo appoggia vanno mandati via a furor di popolo.

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  • gado53

    13 Dicembre 2011 - 09:09

    Insomma, questi £geni non trovano i soldi" ? Non erano quelli che avrebbero salvato l'Italia con le loro super competenze ?? I soldi ci sono, NON LI VOGLIONO TROVARE, meglio affamare i disgraziati. L'aria e' pesante, se tornassero gli anni 70 !!

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  • albertodfl

    13 Dicembre 2011 - 08:08

    Trovare i soldi è semplice, in Italia ogni anno si vendono 200.000 (duecentomila!) auto di lusso cioe del valore di oltre 100.000 (centomila) euro. Basta mettere una tassa sull'acquisto delle auto e il gico è fatto: niente per le auto che costano meno di 50.000 euro il 5% per le auto tra 50.000 e 100.000 euro il 10% per le auto oltre i 100.000 euro se poi uno l'auto la acquista all'estero per farla entrare in Italia paga il 15% fisso. Fatevi i conti e vedete quanti soldi entrano nelle casse dello stato ogni anno (200.000 auto per 10.000 euro)

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  • Bobirons

    13 Dicembre 2011 - 07:07

    Poteva fare a meno della sceneggiata in diretta. Se sapeva che quelle misure erano improponibili ed ora ha trovato il placebo, perchè non ci aveva pensato prima ?

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