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Medici, avvocati, ingegneri Fuga per salvare la pensione

Le nuove regole sugli assegni spaventano anche le casse dei professionisti: in tanti adesso chiedono di uscire prima

Medici, avvocati, ingegneri Fuga per salvare la pensione

Quattrocento magistrati lo hanno già fatto: anticipare l'uscita dal lavoro per salvare la pensione. Ma pare che le toghe siano in buona compagnia. Medici, avvocati, architetti, geometri, giornalisti, farmacisti, psicologi, infermieri, veterinari, spedizionieri: sono tutti in allarme per le nuove regole sulle pensioni. "C'è un aumento delle domande di pensionamento ancora non quantificabile", dice al Corriere della Sera Andrea Camporese presidente dellì'Inpgi, istituto di previdenza dei giornalisti e presidente di turno dell'Adepp (associazione di rappresentanza delle casse dei professionisti). Andare in pensione prima per evitare la mannaia di Monti. Sono aumentate anche le domande di riscatto degli anni di laurea.

Diverse casse hanno approvato riforme che stringono i requisiti e i criteri di calcoli e altri interventi saranno necessari perché la manovra del governo prevede che, se entro giugno, questi enti non presenteranno bilanci con previsione di sostenibilità finanziaria a 50 anni, verrà imposto per legge l'adozione del metodo di calcolo contributivo e un prelievo dell'un per cento sulle casse previdenziali. Ecco perché molti professionisti sono in allarme.  L'Adepp. scrive sempre il Corriere, auspica un confronto con Elsa Fornero che accusa le casse di aver erogato un eccesso di benefit alle generazioni passate a scapito dei giovani professionisti. Ovviamente, con la richiesta di sostenibilit a cinquant'anni tutte le casse rischiano di non farcela e, quindi, sugli iscritti si abbatte lo spettro di un'ulteriore stretta.

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Commenti all'articolo

  • marcolelli3000

    17 Dicembre 2011 - 08:08

    i lavoratori privati che vedono il debito pubblico divorato dai dipendenti pubblici sono intoccabili, le loro tasse non devono pagare il debito pubblico, sono i dipendenti pubblici che ora devono pagarlo restituendo i soldi che si sono presi. Ogni euro che un dipendente pubblico si pappa e' un euro che viene dal debito e dalle tasse dei privati (senno' da dove?). Ma che scherziamo? Il problema sono i dipendenti pubblici, non certo i privati. E vediamo di ricordarcelo bene. eh?

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  • migpao

    16 Dicembre 2011 - 23:11

    io NON la voglio la pensioneeee... voglio solo tenermi i miei soldiniiiii....

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  • gasparotto

    16 Dicembre 2011 - 17:05

    I medici ospedalieri debbono versare a due previdenze.Una la CPS (cassapensioni sanitari),l'altra l'ENPAM, cui va di diritto un contributo ancorchè ridotto. La CPS,cassa florida ed in attivo per miliardi di lire,fu presa di mira dll'INPDAP e fu in essa inglobata, il cui fine recondito era di ristorare,secondo il principio della sussidiarietà,le altre previdenze a secco,come terreni in assenza di pioggia. Ora Monti & C. hanno deciso di dare il colpo di grazia alla CPS,creando un unico calderone il SUPERINPS,che di super ha solo i tanti buchi da tappare. Chiaro che nulla sarà più come prima e dagli ospedali pubblici per tanti motivi meglio scappare,forse questa è la goccia che farà traboccare il vaso. Nel nome di una solidarietà di maniera hanno distrutto tutto. E' la fine che fanno tutte le utopie che avanzano nel nome di qualche cosa:solidarismo-accoglienza-fratellanza-equità e tante altre illusioni metafisiche. Fine della grande illusione!

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  • Armadillo

    16 Dicembre 2011 - 12:12

    certezza delle regole. Regola numero due: equità fiscale. Regola numero tre: giustizia efficiente. L'Italia non possiede nessuna delle tre caratteristiche essenziali non solo per il buon funzionamento della società civile, ma anche e soprattutto per gettare le basi di un'economia florida. Un sistema così carente ha permesso che una classe o casta di politici disonesti e ladri, funzionari e burocrati corrotti prendesse in mano il destino del paese conducendolo sull'orlo del baratro. Chi parla di recessione è un inguaribile ottimista: noi siamo in una grave depressione. E l'aspatto drammatico è che mancano totalmente strategie e piani di medio-lungo periodo per rilanciare l'economia. E' ovvio che questi continueranno a spremerci soldi, soldi, soldi e ancora soldi.

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