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Lavoro, la Fornero tiene duro: Basta ai privilegi di pochi

Il ministro: "L'articolo 18 non è un totem, la mia battaglia è contro settori iperprotetti". Fini e Casini la difendono: "Coraggiosa e onesta"

Lavoro, la Fornero tiene duro: Basta ai privilegi di pochi

Pensioni e lavoro, il governo va avanti nonostante i sindacati. Il ministro del Welfare Elsa Fornero ha ribadito la richiesta di "discussioni intellettualmente oneste e aperte" sull'articolo 18, sottolineando come sul tema "non ci sono totem". Il ministro, che ha anche citato lo storico leader della Cgil Luciano Lama ("Non voglio vincere contro mia figlia") ha indicato gli spazi entro cui aprire un confronto rispondendo ad una domanda sulla posizione dei sindacati sull'articolo 18. Sprezzante la replica della Cgil su Twitter e Facebook: "La recessione porta con sè disoccupazione. Davvero, ministro Fornero, facilitare i licenziamenti aiuta ad assumere? Suvvia...". E ancora, "Caro ministro Fornero, a noi è molto caro Luciano Lama, a lei sia più caro John Maynard Keynes". L'opposizione viene anche dal leader della Cisl, Raffaele Bonanni:  basta "aut aut" sulla manovra. "I sindacati - chiede - non vanno esclusi dal confronto". Ma per la Fornero quella sul lavoro è una battaglia anche contro il "solito segmento iperprotetto", indicando la strada di un contratto unico che, dall'ingresso al lavoro a fine carriera, riconosca il diverso apporto alla produttività che può dare il lavoratore. Ma per la Cgil quella battaglia passa prima con l'eliminazione di molte delle "46 forme di precariato esistenti" che coinvolge oltre tre milioni di lavoratori. Parlano di coraggio della Fornero i suoi due principali sponsor in parlamento, i leader del Terzo Polo Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini, che sottolinea: "E' onesta e leale perché pone sul tavolo questioni colpevolmente eluse da tutte le consorterie". E mentre Idv e Pd fanno le barricate ( il responsabile democratico per l'economia ed il lavoro Stefano Fassina precisa che "l'art 18 non c'entra nulla con la precarietà dei giovani e con la crescita dell'economia") una cosa è certa: il governo accelera e punta all'approvazione della manovra in Senato entro Natale.

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  • gmario52

    19 Dicembre 2011 - 17:05

    Che la Fornero non sia una eroina e' chiaro a tutti , per chi non sapesse tutta la sua famiglia occupa posti in Universita ' alla faccia del nepotismo. Come sia possibile pensare di conciliare l' occupazione con l' aumento dell'eta pensionabile in un momento di stagnazione mondiale dell'economia lo sanno solo lei , Casini e Fini. Allora ce lo spieghino invece di continuare a parlare astrattamente di crescita.La crescita si fa' se i consumi mondiali crescono , e questo avviene se c'e' potere d'acquisto nelle mani della gente.Quando invece ci si trova di fronte a un calo del potere d'acquisto a causa del prelievo fiscale non finalizzato alla realizzazione di opere pubbliche , ma a coprire i debiti scellerati dello Stato , allora si parla di recessione e questo e ' quanto genereranno i provvedimenti di questo Governo. I giovani resteranno a casa ancora per anni e gli anziani rischiano non solo di non vedere la pensione , ma anche di perdere il posto di lavoro.Fornero ma da dove viene?

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  • nicola.guastamacchiatin.it

    19 Dicembre 2011 - 14:02

    La politica è l'arte del possibile diceva P.Nenni e non G.Fini che parla di coraggio. Il nuovo ministro crede che l'art.18 dello Statuto dei Lavoratori così come è scritto non sia adeguato alle realtà sociali attuali. Allora, sarebbe necessariio che sia modificato senza, però, stravolgere il concetto, lasciando il libero licernziamento, all'arbitrio, senza alcun fondamento a chiunque voglia togliersi di torno,maqgari un buon lavoratore, ma perchè è antipatico oppure ha idee politiche e sociali differenti dal datore di lavoro. Tutto si può fare ma ènecessario che come in un corpo, tutto ri possa risolvere con intelligena e rispetto delle partri e non sarebbe la fine del mondo. Chi imposta delle lotte su pprincipi discutibili che non rappresentino la polverizzazione dell'altro, farebbe sempre bene a ponderare le proprie mosse.

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  • colombo edoardo

    19 Dicembre 2011 - 13:01

    Quando negli anni sessanta i parlamentari socialisti Brodolini e Giugni introdussero nello statuto dei lavoratori la norma dell’articolo 18 mi auguro che fossero in piena sbornia, perché solo degli ubriachi oppure dei dementi potevano introdurre in un economia libera di mercato una norma ammazza imprese che sancisce l’indissolubilità tra impresa e lavoratori. Ora io capisco che il concetto e nobile e la parola licenziamento fa paura; ma in un sistema globale di mercato dove la concorrenza e senza quartiere e dove non esiste alternativa a questo modello globale perché altri modelli di economia si sono dissolti o putrefatti come per esempio quello comunista conservare questa follia significa mettere le imprese in posizione di gravissimo svantaggio e quindi soccombere all’urto della concorrenza; quindi il rischio non è quello di sfoltire le maestranze ma quello più grave che tutte le maestranze perdano il lavoro

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  • Bobirons

    19 Dicembre 2011 - 12:12

    Parole sante, Ministro, ma non fossilizziamoci solo dietro l'abrogazione dell'art. 18, peraltro più che giusta. I privilegi di chi ha guadagni spropositati, facilitazioni inenarrabili, poteri iperbolici. Riconosce dietro questi volutamente eccessivi aggettivi tutta una pletora di politicanti eletti e non, a vari gradi di amministrazione. Riconosce dietro a tutto questo una schiera di occupatori di potere il cui unico interesse sembra essere quello del mantenimento della propria poltroncina. Abolisca pure l'art. 18, tanto i sindacati al loro interno non lo hanno mai applicato. Assieme ai Suoi colleghi promuova iniziative per creare lavoro, di fatto e non solo sulla carta. Vedrà allora che con maggior benessere i privilegi dei pochi sopra accennati si distribuirà su tanti e ne godremo tutti.

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