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Fornero contro Camusso: Mi sento minacciata

Sindacati in piazza, la segretaria Cgil: "Lotta a oltranza". La replica del ministro: "Mi preoccupa. Toni di attacchi che appartengono al passato"

Fornero contro Camusso: Mi sento minacciata

Lo sciopero di 8 ore indetto dai sindacati uniti per protestare contro la manovra del governo Monti si conclude come ampiamente previsto, con la segretaria della Cgil sulle barricate: "Faremo protesta a oltranza". Alla faccia, dunque, di dialogo senza preclusioni o totem, le pensioni e l'articolo 18 (ancora in cantiere) continua a dividere il sindacato oltranzista e il governo. E dire che il ministro del Welfare Elsa Fornero, dopo i fuochi d'artificio sulla riforma del lavoro,  è rimasta a lungo alla finestra, in silenzio, assicurando semplicemente che con i sindacati "possiamo vederci a gennaio, ma anche prima; per quanto mi riguarda io non ho preclusioni". Il problema, come nota la stessa Fornero, le preclusioni le hanno gli altri. "Mi rammarica e preoccupa la posizione dei sindacati, sull'articolo 18 c'è il rischio di implicazioni per il paese - accusa il ministro -. E' una reazione che non capisco".

"Toni che appartengono al passato" - La Fornero trova spiazzanti usati dai leader dei sindacati (Camusso, Cgil, Bonanni, Cisl, e Angeletti, Uil) -, il ministro si dice preoccupata non tanto "sul piano personale" - lasciando così intendere che il tono degli attacchi subiti ha trasceso i limiti dell'accettabilità - ma "soprattutto per le implicazioni per il Paese. Sono rimasta dispiaciuta e sorpresa per un linguaggio che pensavo appartenessa a un passato del quale non possiamo andare certo orgogliosi", ha aggiunto il ministro riferendosi alle lotte sindacali dei decenni scorsi. La Fornero ha poi stigmatizzato la "personalizzazione dell'attacco che non fa merito a chi lo ha condotto". Elsa prova così ad abbassare i toni della poletica, ma i sindacati non prendono nemmeno in considerazione l'ipotesi di abbassare il livello dello scontro. "Mi dispiace che reagisca in questo modo. Ad essere preoccupati siamo noi", ha risposto a caldo Bonanni. Poco dopo ha aggiunto: "Alla manovra discussa con nessuno si aggiunge un'iniziativa che si sa, prima di iniziare, crea molta divisione e confusione su una materia così spinosa".

 

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Commenti all'articolo

  • GINO47

    20 Dicembre 2011 - 08:08

    Mi piacerebbe tanto che Libero, in ordine alla supposta modifica dell'Art.18, comparasse la posizione del PD quando la paventava Berlusconi ed oggi che la preannuncia il Governo Monti. Bisogna pure smascherare le ipocrisie e le posizioni precostituite ad personam (contro Silvio). Questo è anche e soprattutto il dovere dell'informazione serie e Libero la fa. Grazie!!!

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  • sidneysask

    19 Dicembre 2011 - 23:11

    Si e' dimostrato in tutto il mondo , che i Sindacati : Promuovono la mediocrazia e non la qualita' o la produttivita' . E forse , e' una delle tanti ragioni per cui l' Italia si trova in queste condizioni . I sindacati , solo profittano sui poveri operai , e tolgono il diritto alla persona piu' intelligente di far valere le sue doti per contrattare un posto migliore per se stesso .

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  • ansimo

    19 Dicembre 2011 - 23:11

    L'Italia è colpita da due crisi, quella mondiale che interessa la maggior parte delle Nazioni e quella interna che interessa solo gli italiani. A quella esterna nessuno sa come rimediare, né i politici che ci hanno governato né i tecnici che ci governano. Per quella interna invece sia i politici che i tecnici hanno le idee chiare come combatterla: abrogare l'art. 18. Abrogando questo benedetto articolo è sicuro che l'Italia si riprenderà? Chi asserisce questo è disposto a sottoscrivere una dichiarazione che nel caso la ripresa non si dovesse verificare è disposto a risarcire i lavoratori di eventuali danni o, nell'impossibilità economica, mettere la testa sotto la ghigliottina come Maria Antonietta? Se si, abroghiamo l'articolo!

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  • wall

    19 Dicembre 2011 - 22:10

    gia' in altro commento ho detto che quanto si professa non è poi facile applicarlo nel contesto pratico. Gia' con la riforma come è stata fatta nel CILE " tutti a 67 anni"..come adesso accadra' anche in questa REPUBBLICA DITTATORIALE DEI TECNICI e incon l'aiuto dei RUFFIANI PARLAMENTARI DI GOVERNO che di costituzione non ne capiscono un'H .....non va' bene e se ci sono state minacce come ho letto sui giornali; poi qualcuno viene hai fatti. Adesso vuol toccare anche l'articolo 18 fondamentale per i lavoratori"L'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori afferma che il licenziamento è valido se avviene per giusta causa o giustificato motivo" e certamente non puo' farlo LEI d'ufficio come si permette!!!! Io dovrei essere licenziato per dare il mio posto ai lavoratori communitari voi siete scemi e matti; con tutti i soldi in tasse che ci rapite ancora siete in vena di modifiche. LA NOSTRA COSTITUZIONE ITALIANA che è stata generata a FRONTIERE CHIUSE; perciò di quale europa parlate.

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