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Il Pirellone in lotta contro il super Tfr all'arrestato

Nicoli Cristiani, in carcere per tangenti, dovrebbe ricevere 340 mila euro di liquidazione dalla Regione Lombardia

Il Pirellone in lotta contro il super Tfr all'arrestato

La cifra è da capogiro e il caso crea un certo imbarazzo. Franco Nicoli Cristiani si è dimesso ieri, mercoledi 21 dicembre, dalla carica di vicepresidente del Consiglio regionale lombardo. Due le conseguenze. La prima: 340.000 euro sono esattamente il trattamento di fine rapporto fissato dalla legge per chi, come Nicoli Cristiani, ha fatto quattro legislature da consigliere regionale. Stesso discorso per il vitalizio: quasi cinquemila euro al mese, dopo 16 anni e 4 legislature. Una sola la premessa: Nicoli Cristiani si è dimesso, non già per dedicarsi ad altri interessi, quanto piuttosto perché il 30 novembre scorso è stato arrestato con l'accusa di avere intascato una tangente di centomila euro per autorizzare una discarica di rifiuti tossici. E il Pirellone come risponde? Tecnici e avvocati sono già al lavoro per trovare tutti i possibili margini di manovra per "congelare", in attesa di giudizio, la superliquidazione dovuta all'ex vicepresidente.

Il Pirellone all'opera - Era stato il presidente leghista dell'aula, Davide Boni, a indicare la strada: "Se la giunta decidesse di costituirsi parte civile al processo, la liquidazione potrebbero essere sospesa". Il giorno dopo il centrosinistra raccoglie in coro la richiesta. Attacca Pippo Civati, consigliere del Pirellone del Pd: "La Regione ha il dovere di tutelarsi e la costituzione come parte civile è tanto più necessaria alla luce di quanto affermato da Formigoni in aula, a pochi giorni dagli arresti. Il blocco delle somme spettanti all'ex consigliere in funzione di autotutela è necessario anche per garantirsi rispetto a eventuali contestazioni alla Regione stessa". Formigoni, però, fa sapere tramite il suo staff che - non essendoci ancora un rinvio a giudizio - la regione non può costituirsi parte civile anche se, quando fattibile, l'intenzione sarebbe quella di agire in tal senso. 

 

 

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Commenti all'articolo

  • Aldo Succi

    23 Dicembre 2011 - 08:08

    Guardatelo bene. Una faccia tonda, una faccia da "magna e dorme", una faccia ben pasciuta, ben ingrassata da tutti quei soldi che ha maneggiato nella sua via politica. Ora è in galera !!! Il guaio è che sta in galera a nostre spese....alla beffa si aggiunge il danno !!! Io gli farei pagare la "pensione completa" per la sua permanenza in carcere, altro che "buonuscita". Ma non sarebbe auspicabile il ripristino della Legge del Taglione? Sai quanta gente girerebbe in Italia con le mani....monche?

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  • blues188

    23 Dicembre 2011 - 07:07

    è preoccupatissimo per il cattolicesimo! Forse è un praticante e lo si desume da come rispetta il prossimo poiché non usa mai epiteti e non li insulta mai. Che buon cuore quell'uomo. O devo dire trota? Anche se a me più che una trota pare una tinca.

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  • iltrota

    22 Dicembre 2011 - 19:07

    E se licenziassimo Formigoni, Boni e tutti gli altri koglioni che siedono al Pirellone e usassimo i soldi dei loro emolumenti per coprire ogni tipo di spesa "imprevista"?! Massa di gentaglia, baciapile e falsi cattolici!!

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  • fossog

    22 Dicembre 2011 - 19:07

    Ma per la miseria, solo a guardarlo in faccia questo individuo porta scritto tutto tranne che efficenza, modernità, trasparenza..... vivendo ogni giorno diventa facile LEGGERE le persone ..... come hanno fatto a tenerlo così tanto tempo a gestire i nostri affari ?

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