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DiPietro L'incubo di Tonino è quello di sparire: due addii e il gruppo alla Camera non c'è più

Il gruppo dell'Idv a Montecitorio oggi conta 21 deputati: con altre due defezioni non potrebbe esistere. E il pasdaran trema

DiPietro L'incubo di Tonino è quello di sparire:  due addii e il gruppo alla Camera non c'è più

Tonino Di Pietro è confuso, si sente solo, abbandonato, orfano del suo bersaglio preferito, Silvio Berlusconi (è riuscito a tirarlo in ballo ancora dicendo che "continua la politica delle televendite del Cavaliere" perché Monti "magnifica i suoi decreti dandogli egli stesso il nome, da Salva-Italia a Cresci-Italia"). Ma presto il pasdaran dell'Idv potrebbe essere orfano anche del suo gruppo parlamentare alla Camera: un affronto impossibile da digerire per Di Pietro. La notizia è stata riportata dal quotidiano Italia Oggi, che sottolinea l'ultimo passo indietro all'interno dell'Idv. Si deve riavvolgere il nastro fino allo scorso 16 dicembre, quando Renato Cambursano ha lasciato il gruppo dopo aver votato la fiducia alla Camera alla manovra di Monti in dissenso con il suo partito. Oggi il gruppo Idv a Montecitorio conta 21 elementi, rispetto ai 25 che aveva portato in aula nel 2001. Ciò che terrorizza Di Pietro è la legge costituzionale che regolamenta i gruppi parlamentari: non è possibile essere meno di 19 unità. Basterebbero soltanto due nuove defezioni per far sparire l'Idv dalla Camera.

Un piede in due scarpe - Ed è alla luce di questo particolare che si può cercare di analizzare più in profondità l'atteggiamento bipolare di Di Pietro, intento in una schizofrenica corsa verso diversi poli: prima contro Monti, poi meno intransigente col Professore, e quindi in contrapposizione con Bersani, verso il quale successivamente si spende in parole di cauta apertura. Per esempio, per quel che riguarda l'operato del governo tecnico, Tonino è passato dal bollarla come "cura da cavallo inutile fatta di lacrime e sangue" a lasciare intendere che potrebbe anche appoggiarla. E ancora, in un'intervista concessa a l'Unità, il leader Idv spiegava che con il ministro dell'Interno Cancellieri "parleremo del problema degli 800 vigili precari ai quali ora scade il contratto". Prove tecniche di dialogo. Quindi la chiosa: "Il governo Monti se si concentrerà su equità e sviluppo lo voterei, dopo aver letto tutte le carte". Altro che opposizione dura e pura: Tonino per non sparire deve tenere un piede nelle proverbiali due scarpe.

 

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Commenti all'articolo

  • longhma

    31 Dicembre 2011 - 12:12

    Prova a chiedere al mago Otelma se riesce a farti il miracolo dei due deputati !!!!! Tonino, mi fai prorio compassione..... Buon Anno comunque !!

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  • dany1961

    31 Dicembre 2011 - 12:12

    penso che sia un onesto combattente nel parlamento,a lui non se ne frega se ci sono defezioni,lui va avanti per la sua strada,non guarda a destra e nemmeno al Pd ,se rema contro,sicuramente la crisi non l'ha creata lui e memmeno Berlusconi,ma tutti coloro che hanno dato il voto al PDL e la Lega

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  • aldopastore

    30 Dicembre 2011 - 19:07

    MAGAAAAARIIIIIIIIIIIII

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  • raucher

    30 Dicembre 2011 - 18:06

    Ovviamente senza B si trova in difficoltà di argomenti , senza parlare poi del figlioletto trota2 , senza parlare poi di SCILIPOTI, che , se non sbaglio ,è stato eletto dall'IDV, vada a nascondersi, arricchito sulle ns spalle, senza pudore alcuno, sull'onda della purga di mani pulite (?????).Niente di diverso dai potentati della prima repubblica, anzi, ancor più spudorato , affarista e arraffone. Bruttissimo personaggio, arrampicatore sociale, a Milano lo sapevano tutti già 20 anni fa.

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