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Lavoro, il piano della Fornero: si va verso il contratto unico

Elsa lo chiama "prevalente": licenziamenti senza giusta causa, al dipendente va un indennizzo. Per tre anni niente reintegro

Lavoro, il piano della Fornero:  si va verso il contratto unico

Inizia la cosiddetta fase due del governo di Mario Monti che porterà, almeno queste sono le intenzioni, a una riforma del mercato del lavoro e a un piano di liberalizzazioni. E proprio sulla materia del lavoro pare non essere più un mistero che tra le principali ipotesi allo studio ci sia quella del contratto unico, che il ministro Elsa Fornero definisce "contratto prevalente". L'obiettivo che si vuole raggiungere introducendo la misura è quello di riorganizzare la giungla di contratti esistenti e quella degli ammortizzatori sociali.

I tre obiettivi - Nel dettaglio l'esecutivo del Prof si pone tre obiettivi. Il primo, "superare il profondo dualismo del mercato del lavoro italiano con effetti negativi non solo in termini di equità ma di efficienza", ha spiegato Monti nel corso della conferenza stampa di fine anno. Il secondo, "superare regolazioni che puntano quasi solo su condizioni di liceità delle diverse fattispecie giuridiche e con forti incertezze interpretative". Il terzo, "le tutele da cercare nel mercato devono favorire la riallocazione del mercato".

La bozza - Monti in conferenza stampa, su tutti i fronti, è stato avaro di dettagli. Ma secondo le indiscrezioni, come detto, si lavorerebbe a un contratto unico che ricalcherebbe la versione Boeri-Garibaldi e la sua evoluzione legislativa, il disegno di legge Nerozzi (Pd), che è una sorta di versione leggera della proposta del giuslavorista Pietro Ichino. In particolare, questo "contratto prevalente" a tempo indeterminato prevede un periodo di ingresso di tre anni in cui il lavoratore, nel caso in cui venisse licenziato, riceverebbe un'indennità economica pari a cinque giorni di retribuzione per ogni mese già lavorato in azienda, ma senza il reintegro imposto dall'articolo 18 in caso di licenziamento senza giusta causa.

Armonizzare i contributi - La proposta contiene inoltre una norma che la Fornero non ha mai fatto mistero di gradire: il ministro, da sempre, è dell'idea che con il nuovo sistema pensionistico contributivo esteso a tutti sia necessario armonizzare i contributi, in particolare nell'interesse del futuro previdenziale dei più giovani. Così l'idea è quella di una graduale equiparazione tra le due aliquote. Il governo, inoltre, vuole sfoltire gli oltre 40 contratti precari (livelli da record assoluto) che costituiscono il groviglio del mercato del lavoro italiano.

Confronto con i sindacati -
Monti ha annunciato che per quel che concerne la riforma del lavoro, al contrario di quanto avvenne per le pensioni, ci sarà un confronto con i sindacati. Il Professore però spiega che "dovrà essere condotto con una certa rapidità". Il tempo stringe, ed è probabile che le discussioni inizino già subito dopo l'Epifania. Le sigle sono già sull'altolà, e hanno replicato al premier spiegando che il confronto dovrà essere vero. Dura la Cgil, che non accetta un dialogo "condizionato dalla fretta", mentre Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, ha spiegato che la riforma deve avvenire "senza pacchetti preconfezionati o ispirati da altri".

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Commenti all'articolo

  • mpi025

    02 Gennaio 2012 - 07:07

    La Fornero è in piena euforia di una che ha raggiunto il potere(senza fare nulla per ottenerlo)inaspettato e che adesso può finalmente mettere in atto tutte quelle misure contro chi lavora studiate tutta la vita.GRAZIE PD per aver messo queste persone alla quida del paese

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  • fossog

    31 Dicembre 2011 - 16:04

    Ho appreso da un paio di mesi che la rifoma Biagi ha previsto ben 46 forme di contratti precari... non appartengo CERTO alle brigate rosse, MA porca miseria è indecente simile bestialità organizzativa. Non ne bastavno due o tre di forme di precariato ? QUESTA E' LA DIMOSTRAZIONE CHE IN QUESTO PAESE DI LADRI ISTITUZIONALI, DI DISONESTI DELLA POLITICA, DI PRIVILEGIATI TIPO LA FRANCIA ANTE RIVOLUZIONE, ciascuno ha la legge che gli và bene MA DI NORME SERIE, STANDARD E RAZIONALI uguali per tutti non ce n'è nemmeno l'ombra. Ci voleva la Fornero per intaccare queste inciviltà ? i deficenti di prima non avevano il cervello o l'onestà minimi per capire questo ? SONO DEL TUTTO D'ACCORDO CON IL PROGETTO DI ICHINO, se non altro perchè bisognerà trovare TANTI SOLDI, e poichè noi cittadini siamo ormai a zero i soldi dovranno uscire dai tagli delle truffe della politica, dei privilegi, degli sprechi e così via... sarà come arrivare al traguardo procedendo al contrario.

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  • VermeSantoro

    31 Dicembre 2011 - 11:11

    Se ascoltate la Fornero prima o poi vi ritroverete in un bel forno crematorio di smaltimento pensionandi in esubero, o di annientamento popolazione poco abbiente, questa è la loro Bibbia.

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  • caprirol

    31 Dicembre 2011 - 11:11

    Sarebbe ora di non pagare più le malattie . Se ne avantegerebbero le imprese e le pubbliche amministrazioni. L'assenteismo è uno dei mali della nostra economia. Lo diceva già negli anni 70 il premio nobel Modigliani e nessuno lo ha ascoltato. saluti

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