Cerca

Irpef, le Regioni fanno la cresta Ecco quanto pagheremo

Per pareggiare i tagli, il governo aveva detto sì all'aumento dello 0,33% delle addizionali. Ma molti governatori...

Irpef, le Regioni fanno la cresta Ecco quanto pagheremo

Da ieri 20 governatori regionali su 20 esistenti sono diventati tutti papabili per la guida di un governo tecnico. Tutti Mario Monti in pectore, pronti ad usare la stessa bacchetta magica per mettere a posto i conti pubblici: la stangata fiscale. E come il premier tutti i governatori dalle Alpi alla Sicilia hanno aumentato qualsiasi aliquota fiscale sulle persone fisiche fosse in loro potere manovrare di un terzo di punto (più esattamente dello 0,33%), su qualsiasi tipo di reddito. C’è chi ha fatto anche qualcosa in  più, gettando la mannaia fiscale ben oltre l’ostacolo, come Nichi Vendola, ma nessuno dei suoi colleghi ha fatto scelte differenti.

Tutti al riparo della stessa manovra Monti, tanto che all’unisono dichiarano di essere stati costretti ad aumentare le tasse, e pure retroattivamente al gennaio 2011, proprio dal premier tecnico in carica. Un pizzico di ragione i Governatori effettivamente l’hanno: l’articolo 29 del cosiddetto decreto salva-Italia stabilisce un aumento secco della aliquota minima dell’addizionale regionale Irpef disposta dallo Stato centrale: è passata dallo 0,90% all’1,23%. Quell’aumento in effetti è stato stabilito dallo stato centrale, e non c’era verso di aggirarlo, tanto più che a fronte dei maggiori incassi fiscali delle Regioni, il governo aveva tagliato a partire dal 2012 alcuni trasferimenti per un totale di 2,1 miliardi di euro. Non erano poche le regioni che avevano tenuto l’aliquota fiscale più bassa prevista dall’ordinamento per tutti i tipi di reddito. Altre l’avevano conservata per i redditi più bassi, secondo una scelta che variava da territorio a territorio, altre ancora in difficoltà con i conti della sanità, non avevano potuto scegliere, mettendo a tutti l’aliquota più alta. Secondo le prime stime quell’aumento deciso dal governo Monti avrebbe dovuto interessare fra 22 e 25 milioni di contribuenti italiani. Per come è stato applicato dai governatori invece l’aumento ha riguardato tutti i contribuenti indipendentemente dal loro reddito.

La legge dice infatti che rispetto all’aliquota minima stabilita dallo Stato per le addizionali Irpef regionali, ciascun Governatore può decidere di cassa propria una variazione in su o in giù fino a mezzo punto di Irpef. Per le Regioni con i conti più disastrati è consentito oltre a quel mezzo punto un aumento ulteriore dello 0,30% (fino a un nuovo massimo dell’addizionale Irpef regionale del 2,03%, scelta fatta da Campania, Calabria e Moliese).
Volendo quindi sarebbe stato possibile non applicare perfino quell’aumento dell’aliquota base da 0,90 a 1,23 punti percentuali. Non lo ha fatto nessuno dei 20. Secondo il dettame della norma Monti sarebbe stato possibile aumentare l’aliquota minima aumentata e lasciare invariate tutte le altre aliquote che avrebbero dato per altro gli stessi incassi dell’anno precedente, senza causare quindi alcun buco di cassa. Nessuno dei governatori ha fatto questa scelta. Tutti hanno preferito applicare in automatico un aumento di 0,33%, senza correre rischi di cassa per i tagli di Monti e magari mettendo qualcosina da parte per il futuro. L’aumento delle tasse regionali però è scattato retroattivamente, in palese e continua violazione dello Statuto del contribuente (legge che tanto vale cestinare, visto che nessun governo la rispetta), e vale sia per il 2011 che per il 2012, diventando la base per decidere le nuove aliquote negli anni successivi.

I tagli di Monti alle Regioni partono invece nel 2012, quindi tutti i governatori avrebbero avuto ampio margine per rimodulare quelle aliquote, magari differenziandole fra 2011 e 2012, solo che nessuno ha fatto questa scelta. Anzi, visto che molte delibere di aumento erano in ritardo e non sono riuscite ad essere approvate prima di Natale, i Governatori neo-tassatori hanno pure bussato alla porta del premier chiedendo una proroga per stangare meglio i loro cittadini. Monti non si è fatto pregare, e l’ha inserita al comma 14 dell’articolo 29 del decreto legge mille-proroghe varato alla vigilia del Capodanno. Il testo lì inserito sembra una beffa ai contribuenti. Così infatti lo spiega la relazione tecnica del decreto legge: «la disposizione riapre i termini, a favore delle Regioni, per le deliberazioni delle maggiorazioni o delle diminuzioni dell’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche, relativamente all’anno 2011». Diminuzioni, nessuna. Aumenti per tutti. Minimo lo 0,33%. Così la superstangata è divenuta possibile da questo primo gennaio, e chi non è riuscito a prelevare in tempo nei conguagli fiscali di dicembre, lo farà a fine gennaio o comunque entro il mese di marzo 2012.

di Franco Bechis

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • minosser

    02 Gennaio 2012 - 16:04

    basta rapinare le tasche degli italuiani , le Regioni ta glino le loro spese iniziando dalle macchine blu, dagli stipendi di 8000 euro al mese senza concludere nulla. Negli ultimi 15 anni il deficitm di 9 regioni è aumentato in misura abnorme, vergogna per questo ladrocinio e spreco !!! Tutti a casa hanno rubato già abbastanza . minosser

    Report

    Rispondi

  • spalella

    02 Gennaio 2012 - 15:03

    Le regioni, alcune regioni, non fanno SOLO la cresta, ma rubano proprio. Il mio caso personale e nel mio piccolo è quello della regione LAZIO in cui vivo. Una regione in cui i politicanti si sono auto-regalati per natale l'ennesimo vitalizio aumentando in contemporanea le accise sui carburanti. SE NON E' RUBARE QUESTO, mi chiedo chi siano allora i ladri ..... e la Polverini che a chiacchere amministra la regione in cui vivo mica l'ho scelta IO, me l'ha TIRATA ADDOSSO come candidata il PDL..... alle prox elezioni regionali, e spero siano presto, voglio vedere se mi RI-presentaranno questa miserabile persona come candidata... sarebbe davvero comico.....

    Report

    Rispondi

  • vin43

    02 Gennaio 2012 - 12:12

    Sono del parere che se qualcosa c’è da eliminare sono proprio le regioni. I governatori «neo-tassatori» usano il loro scibile per spremere ancora di più i contribuenti. Loro fanno e rifanno e noi paghiamo. Non sarebbe ora rivedere questa istituzione voluta dalla sinistra? Le cose si complicano sempre di più. Dov’è il federalismo fiscale che prevede i costi standard e fissa con imparzialità le spese regionali?

    Report

    Rispondi

  • elioselios

    02 Gennaio 2012 - 11:11

    Le persone “normali” interpretati come quella moltitudine di poveri diavoli che devono andare a lavorare per guadagnarsi la cosiddetta “michetta” riferendomi a semplici operai, operatori ecologici, operai edili e agricoli, manovali, ecc. e ovviamente a tutti i pensionati di tali categorie, che riscuotono salari e pensioni modeste, se non completamente da fame. Che cavolo ne capiscono, quando sentono discutere o leggono di addizionale irpef, di Imu, di incrementi vari, etc. se ne renderanno conto solo, quando vanno ad acquistare la famosa michetta, a pagare la bolletta della luce, del gas, comperare i libri per i figli che vanno a scuola, ecc.ecc. allora si!! che apparirà tutto il vero nervoso collettivo, ecco allora arriverà lo sconquasso sociale.

    Report

    Rispondi

blog