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Se la Lega non fa più la Lega Archivia l'indipendenza

Oneto: si ha l'impressione che in questi anni il Carroccio si sia liberato di chiunque parlasse di autodeterminazione

Se la Lega  non fa più la Lega  Archivia l'indipendenza

La Lega critica il discorso di Napolitano e lo fa da partito anti-sistema, anti-italiano e secessionista. Ma ha tutte le carte in regola per farlo?  Le sue ultime prese di posizione sono state criticate da avversari e da ex alleati come opportunistiche visto che è stata al governo fino a poco tempo fa. Oggi ricorda che il primo articolo del suo Statuto la impegna a perseguire l’indipendenza della Padania con ogni possibile mezzo democratico, ma fino a settimane fa il suo comportamento non mostrava tanto afflato eversivo.  Suoi ministri  hanno giurato fedeltà alla Costituzione senza l’esclusione dell’articolo 5.  Suoi esponenti più in vista non hanno perso occasione per intessere le lodi dello stesso Napolitano che ora viene paragonato a Cetto Laqualunque senza averne l’estro e la vitalità. Suoi sindaci anche autorevoli non hanno trovato disdicevole infiocchettarsi di tricolore: Gentilini gorgheggia l’Inno del Piave anche sotto la doccia. Molte amministrazioni leghiste hanno organizzato commossi festeggiamenti per il 150° dell’unità. Ci sono deputati che in televisione hanno vantato il patriottismo della riforma federalista che avrebbe – a loro dire – scongiurato ogni separazione garantendo l’unità. Insomma, più che perseguire l’indipendenza della Padania, certa Lega di governo ha rivendicato il merito di avere salvato la patria una e indivisibile.

Non bisogna essere troppo maliziosi per venire colti dal sospetto che il suo separatismo sia davvero strumentale, che non sia solo uno specchietto  elettorale per le allodole ma  che il partito abbia accettato di essere una sorta di valvola di sfogo del tutto organica al sistema: in una situazione drammatica nella quale le frustrazioni  padane potrebbero davvero sfociare  in esiti molto radicali, conviene avere chi raccolga lo scontento e lo tenga in frigorifero evitando derive pericolose o tentazioni extra-parlamentari.  Viene da pensare a un Alberto da Giussano vestito da pifferaio che prima si costruisce meriti liberando Hameln dai topi e poi utilizza la stessa musica per  rendere innocua la troppa vivacità dei bambini.

Si dirà che la Lega in questi anni abbia scelto di percorrere la lunga e tortuosa strada istituzionale, che abbia tentato la politica dei piccoli passi, che abbia cercato di riformare il sistema dal suo interno.  Se è così, perché nello stesso tempo non ha lavorato per creare consenso e chiarezza attorno al suo progetto, perché non ha utilizzato il potere acquisito per fare conoscere e accettare il disegno autonomista, per rendere evidenti e appetibili i vantaggi dell’indipendenza padana?  Catalani, fiamminghi e tirolesi lo hanno fatto. Invece in tutti questi anni la Lega non ha prodotto un solo documento, un articolo, una brochure che illustri cammino e obiettivi, che faccia venire ai padani la voglia di indipendenza.  Niente di tutto questo, a meno che non si voglia intendere Miss Padania come una robusta manifestazione di rivendicazione identitaria. Si ha addirittura l’impressione che in questi anni la Lega si sia liberata di chiunque parlasse di indipendenza e autodeterminazione. Oggi ha cambiato idea? Oggi la sua dirigenza  ha subito un salvifico capitombolo collettivo sulla Porta di Damasco?  Benissimo:  dimostri di aver davvero cambiato registro e di non voler fare gli stessi errori. Non si limiti agli slogan ma elabori e illustri i progetti.  Mostri di applicarsi all’indipendenza, che è una cosa maledettamente seria e non una battuta da baita di Lorenzago.
di Gilberto Oneto

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Commenti all'articolo

  • nlevis

    03 Gennaio 2012 - 21:09

    La Germania, la Svizzera sono per esempio federaliste. Se per far capire che certe zone del paese, Roma in primis, spendono e spandono bisogna agitare lo spauracchio della secessione, allora ben venga. Se poi non servirà lo spauracchio si vedrà....

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  • giannistecca

    03 Gennaio 2012 - 18:06

    La Lega andava, anzi è andata bene, finché ha cavalcato il malcontento del nord ed in particolare del nord est e finché ha proposto l'indipendenza dei "popoli" restando sempre e comunque nell'ambito dell'Europa unita. Quando però, grazie anche a Berlusconi, ha conquistato poltrone e prebende, ha abbandonato completamente la visione dell'indipendenza ed è così iniziato il suo declino. Bossi poi ha fatto il resto: ha governato il partito come nemmeno Mussolini era riuscito a fare con quello fascista dove c'é sempre stata una fronda, anche se di gerarchi, ma fronda era. Bossi no: ha eliminato i migliori e si è tenuto il trota, per forza, e Calderoli, un sanguigno che quando parla fa più danni della tempesta di maggio. Penso che anche parecchi "fanatici" del nord est stiano perdendo la pazienza e che fra non molto abbandoneranno Bossi al suo destino. Saranno bravi se terranno quel 6 - 7%.

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  • liberopensiero77

    03 Gennaio 2012 - 16:04

    D'accordo con l'analisi di Oneto. Penso che la Lega sia sempre stato un partito (ideato da Miglio, un professore democristiano di scienze politiche ...) nato con lo scopo di riformare il sistema fiscale italiano, rendendolo più decentrato e vicino al territorio, e realizzare così quel decentramento autarchico funzionale (come dicono i giuristi) che non si è riusciti a fare per tanti anni. Ma per convincere tutti i partiti, le Regioni e, in definitiva, buona parte degli italiani, bisognava chiedere 100 per ottenere 20. Ecco così la Lega combattiva dei primi tempi chiedere addirittura la secessione rispetto a "Roma ladrona", con tutto l'apparato ideologico e mitologico che conosciamo ... Alla fine il risultato è stato il cosiddetto "federalismo fiscale", che altro non è se non una riforma fiscale che realizza compiutamente il decentramento autarchico funzionale. Ora il ritorno all'ideologia delle origini appare grottesca, non serve più perchè è la Lega della secessione che non serve più

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  • highlander5649

    03 Gennaio 2012 - 15:03

    alberto da giussano o qualsiasi condottiero padano farei tagliare la testa a quell'eretico di bossi.. parla parla sfotte mostra io dito medio ma quand'è al governo fa e disfa a poiacimento non suo ma dei suoi alleati. tutto men che un vero leader: la base deve sapersi scegliere una capo meno compromesso . è inutile andare al governo gridando roma ladrona poi comportarsi da perfetto ipocrita.. LA BASE E' STUFA DI TE: il dito medio te lo mostrerà alle prossime elezioni.. i sondaggi ti danno in caduta libera. specie in provincia di cuneo tua *roccaforte* piemontese!

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