Cerca

Via subito voli gratis, diaria ridotta

I taglia alla Casta allo studio del governo: tutte le misure sul tavolo. Il ruolo del rapporto della Commissione Giovannini

Via subito voli gratis, diaria ridotta

Il dossier “stipendi dei parlamentari” è sul tavolo del premier. «Il governo terrà conto dei risultati della commissione Giovannini per le successive determinazioni di propria competenza», recita la nota dell’ufficio stampa di Palazzo Chigi al termine del colloquio tra il presidente del Consiglio e il numero uno dell’Istat. Deputati e senatori sono avvisati: a metà gennaio, salvo altri stop, si cambia. Già si parla di rivoluzione sulle spese di rappresentanza, in particolare sul compenso dei portaborse (4100 in Senato, 3690 alla Camera) che sarà sottratto alla disponibilità di deputati e senatori e versato direttamente da Montecitorio e da Palazzo Madama per evitare collaboratori fantasma e onorevoli furbetti. La Lega, però, non ci sta e con il questore Paolo Franco avverte: trasferire la gestione di questo budget al Parlamento «costerà molto di più». Si vedrà.

Addio anche alla libera circolazione su navi, treni, aerei e autostrade (solo gli italiani viaggiano gratis tra i Paesi dell’Ue). D’ora in poi, è il progetto che dovrebbe passare nonostante siano già pronte le barricate, sarà assegnato ai gruppi parlamentari solo un plafond di biglietti che ciascun partito poi gestirà al proprio interno. In modo così da fare risparmiare circa un milione di euro alla Camera e mezzo milione al Senato e cominciare ad abbattere gli  sprechi. Riduzioni anche per quanto riguarda la diaria mensile, cioè i 3500 euro che ogni onorevole s’intasca per le spese di soggiorno a Roma. Chi risiede nella Capitale, è il succo, non ha bisogno di tale benefit e dunque si prepari, sebbene a malincuore, a lasciare il gruzzolo. Piccoli aumenti in arrivo pure alla buvette. Però la casta stia serena: l’indennità di ogni parlamentare, cioè il suo effettivo stipendio in busta paga, non subirà alcuna variazione. Ogni cambiamento, inoltre, sarà deciso dall’Ufficio di presidenza delle Camere e non certo dal governo. 
 
Ieri, tuttavia, Mario Monti ha incontrato Enrico Giovannini, a capo del gruppo di lavoro incaricato di comparare le indennità dei parlamentari italiani con quelle dei colleghi europei. Lavoro non completato causa mancanza di tempo, intoppi non bene precisati. I maligni sostengono che, in realtà, la mossa di affidare tale analisi al pool di esperti sia stato solo un modo della casta per prendere tempo, posticipare le odiate cesoie. E, in parte, Giovannini ha confermato le voci nell’affermare il seguente concetto: «La speranza che qualcuno aveva che una commissione di tecnici producesse risultati miracolosi sulla produzione dei tetti massimi non poteva essere soddisfatta», in quanto il lavoro del gruppo è stato «puramente informativo e non decisionale».

A decidere su come procedere sarà, ovviamente la casta medesima, che non intende cedere neppure di una virgola su un tema così delicato («la competenza spetta al Parlamento», hanno ribadito più volte i presidenti di Camera e Senato) e dunque anche lo stesso capo del governo potrà solo studiare il dossier e confrontarsi con le massime cariche dello Stato, ma senza imporre tagli diretti. A Palazzo Chigi, comunque, si fa notare che l’attuale esecutivo è molto attento sull’argomento rigore e qualcosa è già stato fatto, in particolare con l’intervento sulle province. Giovannini ha mostrato a Monti i risultati dell’analisi comparativa, in parte già noti e consultabili e non riguardanti solo le indennità di deputati e senatori, ma anche delle altre figure apicali della pubblica amministrazione. «Non mi aspetto che ci siano delle decisioni prese a partire dai nostri dati», ha messo le mani avanti il presidente dell’Istat, «ma mi aspetto che ci siano poi risposte politiche». A proposito: il suo compenso, pubblicato sul sito dell’Istat è di 270mila euro lordi all’anno senza buona uscita per una carica di 4 anni rinnovabile per un solo mandato. Per i tagli ai costi della politica appuntamento, quindi, al 10 gennaio, giorno in cui riprende l’attività parlamentare dopo la pausa natalizia e si riunirà il collegio dei questori con una prima bozza sui tagli.   

di Brunella Bolloli

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • encol1

    06 Gennaio 2012 - 11:11

    Non funziona tagliando gli spiccioli, spiccioli si fa per dire, ma stabilendo una volta per tutte quanto questo paese può spendere per la politica. La media europea è semplice ennesima truffa. Se lo Stato italiano non può pagare, supponiamo, più di 3000 EU questo sarà e non ce ne importa niente di quanto paghi la Germania o la Francia o Spagna o altri

    Report

    Rispondi

  • straycat2

    05 Gennaio 2012 - 15:03

    è troppo poco i viaggi e la daria ridotta gli fa il solletico..io direi di iniziare ad eliminare totalmente la daria x chi vive a Roma in quanto non ne ha bisogno. e poi di ridurla del 50% in quanto ammonta a 4700 e rotti euro poi eliminerei i 3690 euro per i portaborse (ai quali vanno massimo 900 euro ma si sa che i parlamentari sono tirchi e quindi fanno tutto da soli pur di non dimezzarsi i soldi) ed ora veniamo allo stipendio 16 mila euro al mese sono troppi devono imparare a vivere con meno (del resto si chiede ai lavoratori dipendenti e pensionati di farlo e loro hanno veramente stipendi da fame..) intanto questo, poi io ridurrei il numero dei parlamentari da 945 a 300 e gli altri li mandiamo a casa, si possono risparmiare talmente tanti di quei miliardi che monti li potrebbe detrarre dalla finanziaria per far pagare meno i cittadini onesti che hanno sempre pagato le tasse

    Report

    Rispondi

  • fabrizioch

    05 Gennaio 2012 - 15:03

    bisogna TAGLIARE e cominciare dall' alto.- per 50 anni il popolo ha fatto la fame e loro hanno vissuto di privilegi.- Ora facciamo il contrario, al popolo i privilegi, e a loro per i prossimi 50 anni la fame, e compensiamo, per Equità e giustizia.- Gli stipendi degli italiani sono penultimi in Europa, anche i loro devono essere penultimi in Europa.- Mi appello a Voi di Libero, GRIDATELO FORTE.- e gridate pure che NON dobbiamo più andare a votare, cosi vanno tutti a casa.-

    Report

    Rispondi

  • calibio26

    05 Gennaio 2012 - 14:02

    Taglio netto,via le palle.Chi è quel coglione che decide cio,NESSUNO.Ecco la risposta ovvia

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

blog