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Mario va da Fazio: tutti zitti Fischi quando andò da Vespa

Domenica il premier ospite a "Che tempo che fa" e nessuno protesta. Volo a sorpresa a Bruxelles in cerca di sponde "anti-Merkel"

Mario va da Fazio: tutti zitti Fischi quando andò da Vespa

Un’improvvisa voglia di cozze e patate, piatto nazionale belga. No, evidentemente non è questo il motivo della partenza anticipata di Mario Monti, direzione Bruxelles. Ma alle otto di sera, in assenza di una comunicazione ufficiale sugli spostamenti del presidente del Consiglio, uno è portato a non scartare nessuna ipotesi. E a scriverle tutte: tanto il professore ha detto che non legge la stampa italiana, non ha tempo. Quindi non precisa e non smentisce le notizie che lo riguardano.

Vada per il cozze&patate gate, allora. Anzi no. Monti atterra a Bruxelles nel tardo pomeriggio per ragioni serie: c’è in ballo l’accordo intergovernativo per l’unione di bilancio (“Fiscal compact”) e oggi si riunisce il tavolo dei negoziatori incaricato di valutare gli emendamenti. Il governo di Roma ne ha presentati alcuni di vitale importanza sui tempi di rientro dal debito pubblico, contenuti in un memorandum consegnato al presidente del Consiglio  Van Rompuy. Sicché Monti ha voluto incontrare Ferdinando Nelli Feroci, rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione europea. L’ambasciatore Nelli Feroci siede a quel tavolo di euroburocrati che deve decidere, preliminarmente, quanto stretto sarà il cappio al collo dell’economia tricolore nei prossimi anni. Ecco allora materializzarsi Monti in Belgio (con una giornata d’anticipo rispetto agli impegni continentali), venuto a dare la linea alla feluca in questione.

«Bruxelles è casa mia», taglia corto Supermario rispondendo ai giornalisti che lo aspettano sotto il suo appartamento. È venuto a dare l’acqua ai ficus. Nelli Feroci lo ha già visto: il negoziatore italiano ha  atteso il presidente in aeroporto, si sono parlati in auto lungo il tragitto. La questione è delicata, la prima prova importante per l’autorevolezza di Monti in Europa, quella credibilità magnificata ancora ieri da Napolitano con occhio languido: «Il premier dimostrerà all’Ue che l’Italia è affidabile». Per farla facile: Roma chiede che sia la Commissione a vigilare sull’obbligo di riduzione dei debiti pubblici eccessivi. Con valutazione politica. La Germania insiste perché il criterio sia aritmetico e basta: un ventesimo all’anno della quota eccedente al 60% del Pil. Per l’Italia (che ha un rapporto debito/Pil pari al doppio, 120%) significa manovre annue da 45 miliardi di euro: un disastro. Allora nel pomeriggio Monti volerà a Parigi, dove cercherà di trovare un’intesa  con Sarkozy (su crescita, competitività ed extradebito) per frenare la furia rigorista della “testona”. Cioè di Angela Merkel. Che incontrerà mercoledì a Berlino, per poi riferire alla Camera il giorno dopo. 

Finite le rotture di balle,  arrivano le coccole: domenica il presidente del Consiglio sarà ospite da Fabio Fazio a “Che tempo che fa”. Con Vespa successe il finimondo, ora nessuno fiata.  Intanto la borsa crolla, lo spread sale a 520. Monti è preoccupato e accelera con le nuove misure: ai partner franco-tedeschi l’inquilino di Palazzo Chigi illustrerà la prima tappa del Cresci-Italia, che sarà approvata con decreto entro il 23 gennaio, data del prossimo Eurogruppo: Monti partecipa come  ministro dell’Economia ad interim. L’intenzione del governo, a quanto pare, è quella di dare precedenza al pacchetto delle liberalizzazioni e al riordino dei contratti di lavoro. Sindacati e partiti permettendo. Berlusconi è molto irritato con l’esecutivo. Al Cavaliere non è piaciuta la «caccia al ricco» andata in scena a Cortina: «Siamo diventati uno Stato di polizia fiscale, è inaccettabile». E continua a raccogliere lamentale di persone «asfissiate dalle nuove tasse messe dal governo». Monti deve «attenersi» al mandato ricevuto dalla maggioranza che lo sostiene, mette in guardia Silvio, «non ci costringa  a negargli la fiducia».
di Salvatore Dama

 

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Commenti all'articolo

  • bruno osti

    07 Gennaio 2012 - 12:12

    "...Per annunziare una manovra di lacrime e sangue meglio un messaggio a reti unificate. Io non ho niente contro Vespa, ma si sceglie di andare in un talk show". "...Non ci riferiamo, almeno per ora, a una manovra che cambia di ora in ora, di agenzia in agenzia, quanto alla decisione di scegliere Porta a Porta, come il luogo della sua prima comunicazione istituzionale, anzi, in un primo momento, avrebbe dovuto essere un appuntamento talmente solenne, quasi fosse la terza camera, da precedere le comunicazioni formali al Parlamento..." . Maldestri!

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  • herbavoliox

    06 Gennaio 2012 - 19:07

    Monti non è la stessa persona che invitava i suo ministri a non frequentare sedi televisive e in alternativa lavorare per il bene della nazione? Ma guarda un po'... è proprio vero "chi va al mulino s'infarina" lo dice sempre la mia mmamma ed ha perfettamente ragione. Signor Mario rifletta e mediti per favore, la sobrietà, da lei tanto menzionata, dove stà è già finita?

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  • fdrebin

    06 Gennaio 2012 - 18:06

    B. non si sognava neanche da lontano di accettare gli inviti (molteplici). Forse perche' non gli lasciavano scegliere le domande. A differenza di Vespa. SVEGLIAAA!!!

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  • cremonesiernesto

    06 Gennaio 2012 - 15:03

    Non sono un bocconiano, non sono un economista, sono un pirlotto comune e soprattutto non sono un circonciso nella società che conta e nella quale Monti sguazza con l'aureola raccomandatoria che gli alti poteri gli conferiscono: a mio parere, non ha capito un cazzo e fa lo gnorri, fin quando la casta politica guidata dal comunista non si dà una svolta ed una regolata, noi rimarremo sempre dei poveri diavoli, che dovremo assorbirci la superficialità del nostro mondo politico.

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