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Gianfry, Casini e Rutelli bruciati dal sole delle Maldive

Il Terzo Polo in vacanza su un atollo: niente di male se non avessero esaltato la sobrietà di Monti. Guarda il video del vicedirettore Pietro Senaldi

Gianfry, Casini  e Rutelli bruciati dal sole delle Maldive

E l’anno prossimo, i virtuosi sostenitori del sobrio governo Monti, dove stapperanno lo champagne? A Honolulu? A Las Vegas? All’isola di Mustique? Quale sarà la meta che Fini, Casini e Rutelli sceglieranno per dimostrare concretamente che sono vicini ai sacrifici degli italiani, che la classe politica, dopo l’orgia del potere berlusconiana, ha comportamenti normali, che non è una casta di ricconi sfaccendati senza alcun rapporto con i guai dell’uomo della strada? Sgombriamo il campo da alcuni ingiusti sospetti. Ognuno, persino un leader del terzo polo, è libero di andare dove gli pare e piace. Le Maldive, dove costoro insieme a Schifani e Stefania Craxi hanno passato il capodanno, non sono uno stato canaglia. Sono atolli da sogno nell’oceano indiano. Il desiderio di andarci è umano, e i nostri politici, per quanto continuino a fornire prove del contrario, sono ancora umani. Né si può pensare che, se lo stato maggiore del terzo polo fosse rimasto in Italia, a fare il capodanno a Cerro sul Lambro, i mercati avrebbero smesso di azzannarci. Ma il problema è che il mantra della sobrietà, questa fesseria cosmica, è stato brevettato da loro. Sono loro che quando il governo Monti si è installato hanno visto la Madonna, come dimostrava il bigliettino di Enrico Letta al neopremier, in cui si blaterava di miracolo. Sono loro che ci hanno spiegato che quel sibarita di Berlusconi, quel satrapo persiano che poi nelle sue ville off-shore ci sarà andato due volte negli ultimi vent’anni, preferendo rinchiudersi nella gotica maestà della villa brianzola, era la dinamite che faceva saltare in aria lo spread. Dunque sono loro che avrebbero dovuto, per primi, dare l’esempio.

Abbronzatissimi E invece eccoli che tornano abbronzatissimi dalle isole incantate, con la proverbiale sabbia bianca e le acque cristalline, dopo aver soggiornato in cosiddetti resort, strutture di vacanza che, solo a visitarne il sito internet, ti senti alleggerito nel portafogli e la carta di credito sanguina. Rutelli, che a dir la verità la faccia di incarnato un po’ bronzeo la doveva avere già alla nascita, è stato l’unico a avere la condiscendenza di rispondere alle critiche: «Mia moglie e io abbiamo fatto il viaggio di nozze che non avevamo fatto  in trent’anni». Per carità, nelle questioni coniugali di casa Rutelli non osiamo mettere il dito, anche se spiace che egli abbia chiosato, con visibile coda di paglia: «Se qualcuno vuol scriverne in modo diffamatorio, se ne occuperà il mio avvocato». A noi, più che col suo avvocato, piacerebbe avere a che fare col suo tour operator, così tanto per sapere, saldi alla mano, quanto è costato il viaggio di nozze a scoppio ritardato.

Guarda il video del vicedirettore Pietro Senaldi su Libero Tv

 

Le spiegazioni Casini e Fini, invece, sobriamente, hanno scrollato le spalle. Certo, non sono tenuti a dare alcuna spiegazione. Anche perché, francamente, c’è poco da spiegare, a meno che anche loro avessero un anniversario in canna da trent’anni. Più probabilmente, e senza puerili giustificazioni, avevano solo voglia di concedersi una lussuosa e sontuosa vacanza. Così adesso, fenomenologicamente, li conosciamo bene, questi portavoce della sobrietà. I signori che ci hanno venduto l’era del governo Monti come quella in cui tutti saremmo diventati misurati, pudichi, quasi squallidi. Ci hanno ripetuto che il Caimano, così eccessivo, doveva sloggiare perché la politica dei mercati globali è fatta di credibilità, di immagini e di segnali, e se potessero avrebbero scritto un Elogio della tristezza come fattore fondamentale per la stabilità finanziaria. E infatti, eccola qui l’immagine che ci hanno consegnato, a noi e al mondo, nel capodanno 2012: belli spaparanzati al sole dell’atollo, forse nelle notti stellate avranno avvistato anche lo spread sfrecciare a quote cosmiche, ma sarà stato solo il pensiero di un momento, che non avrà rovinato lo snorkeling della mattina dopo né il sapore della frutta esotica. Intanto in Italia, il loro governo, quello del miracolo, torchiava gli Italiani i quali, altro che andare in vacanza, a malapena non si sono rifugiati sotto un ponte. Naturalmente tra poco più di un anno, il presidente Monti avrà concluso il suo mandato. Ma questi signori, il trio abbronzato, che sicuramente offrirà un gran contrasto cromatico con le poltrone bianche di Porta a Porta, rimangono. Ecco il problema. Monti è come un mercenario (anche se non si fa pagare, a onor del vero) e prima o poi tornerà alla Bocconi, i nostri politici villeggianti extralusso, invece, saranno quelli che meneranno le danze della prossima campagna elettorale. Quale danza? Ma il Bodu Beru, naturalmente, tradizionale delle Maldive.
di Giordano Tedoldi

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Commenti all'articolo

  • bruno osti

    07 Gennaio 2012 - 12:12

    quanto avrà speso per le sue vacanze, cenoni, ricevimenti, regali? Com'è che nessuno se lo chiede? le avrà passate in qualche convento trappista, in una celletta nuda, a pane ed acqua? E gli altri esponemti del CDX, possibile che tutti, dicasi TUTTI, se ne siano stati a casa, sparagnini? Spendere 5000 o più euro alle Maldive o spenderli a Cortina, Saint Moritz, Taormina, New York non sono sempre 5000 o più euro? Chissà dove avrà speso i suoi 9.000 mensili la Minetti? Ma per piacere!!!!

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  • bruno osti

    07 Gennaio 2012 - 12:12

    non diciamo c....te, per piacere. In Italia si governa a maggioranza parlamentare: leggi e decreti passano a maggioranza. E la maggioranza era CDX. Punto

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  • Cini

    07 Gennaio 2012 - 10:10

    Sono bravo, mi sento generoso così auguro ai tre opportunisti della Casta di restare alle Maldive definitivamente. In Italia del trio parassitario ne facciamo volentieri a meno anzi, non vogliamo più nemmeno sentire la voce o vedere nessuno di loro.

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  • gaecig

    07 Gennaio 2012 - 10:10

    Per andare alle Maldive la Ferrari non serve. La teniamo gelosamente parcheggiata a Monte Carlo dove gli ispettori della finanza hanno poca presa,

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