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Il 20 gennaio fissato vertice a Roma Monti-Merkel-Sarkozy

Monti ha "portato" dalla sua parte Nicolas contro la linea rigorista di Angela: la prova arriverà solo nell'incontro trilaterale

Il 20 gennaio fissato vertice a Roma Monti-Merkel-Sarkozy

Dopo l'incontro del sei gennaio con Nicolas Sarkozy, Monti sembra abbia trovato un alleato contro la linea rigorista della Merkel. Ma la prova del nove sarà il vertice a tre fissato a Roma il 20 gennaio proprio alla vigilia dell’Eurogruppo (il 23) e del summit straordinario tra i primi ministri (il 30).

Dalla parte del premier italiano c’è la credibilità di cui gode nelle cancellerie europee, come hanno sottolineato ieri Sarkozy e Fillon: «Il premier italiano ispira fiducia». Ma il suo tallone d’Achille resta la situazione italiana che non migliora: il giorno della Befana lo spread ha toccato 530 punti base (il record dell’era Monti), mentre a Piazza Affari si è registrato un drammatico crollo dei titoli bancari.

Il premier, però, è ottimista sul fatto che le cose inizieranno a migliorare dopo la presentazione delle prime misure per la crescita: riforma del mercato del lavoro e liberalizzazioni, che vuole portare il 23 a Bruxelles come biglietto da visita, anticipandone i contenuti a Merkel e Sarkozy nel trilaterale di Roma.

Il Professore, infine, è molto soddisfatto dell’operazione “Cortina”, contestata fortemente però da buona parte del Pdl, ovvero il suo azionista di maggioranza in Parlamento. «Finalmente gli italiani sanno che lo Stato sta dalla parte degli onesti e non dei furbi. Questo è un segnale importantissimo per il Paese, anche più della manovra», ha spiegato il premier a un ministro. A Palazzo Chigi, infatti, c’è la convinzione che le misure anti evasione e quelle contro la casta piacciano molto agli italiani. Giustificando così l’alto tasso di fiducia nel premier (sopra il 50 per cento), altrimenti inspiegabile dopo una manovra lacrime e sangue. Per questo motivo il presidente del consiglio vuole andare avanti su entrambi i fronti: presto ci saranno nuove iniziative anti-evasori, mentre la prossima settimana si inizierà a studiare come e dove tagliare gli stipendi non solo dei parlamentari, ma anche dei dipendenti del Palazzo.

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Commenti all'articolo

  • calibio26

    07 Gennaio 2012 - 16:04

    Ei Re Giorgio detto Napolitano, ai commesso un errore madornale,credere che cacciare il governo l'italietta sua si sarebbe salvata. Sara ache lei trombato e passerà alla storia come il comunista riesca ad essere dittatore democratico. Mai successo eppure è successo.

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