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Napolitano: coesione in Italia Servono rigore ed equità

Il presidente della Repubblica alla festa per il Tricolore: il Paese deve affrontare impegni molto gravosi

Napolitano: coesione in Italia Servono rigore ed equità

Giorgio Napolitano  a Reggio Emilia per i 215 anni del primo Tricolore e torna a parlare della crisi. Usa quelle che ormai sono diventate parole chiave: rigore ed equità.  Nel messaggio al sindaco Graziano Delrio, rivolto anche al premier Mario Monti,  il Presidente della Repubblica ricorda che «un anno fa, il 7 gennaio 2011, a Reggio Emilia, in occasione della Giornata nazionale del Tricolore, rinnovai il mio appello a fare delle celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia un importante percorso di approfondimento e di riflessione comune sul lungo processo storico di costruzione dell'Unità nazionale e sui valori che lo hanno contrassegnato».

«Gli eventi organizzati in tutta la penisola per questa ricorrenza, grazie ad una grande mobilitazione popolare, segno di un ritrovato orgoglio nazionale, hanno avuto come riferimento più immediato e percepibile la bandiera, che i Costituenti non a caso -sottolinea il Capo dello Stato- scelsero come vessillo della repubblica, simbolo dell'Italia una e indivisibile e dei valori e principi di democrazia, solidarietà e promozione delle autonomie compiutamente e definitivamente sanciti nella nostra Carta costituzionale». «In questa tensione verso una maggiore e più matura coesione sociale vanno anche oggi rintracciate le energie positive che possono consentire di affrontare le difficoltà della situazione presente, assolvendo ai gravosi impegni che sono di fronte al nostro paese con rigore ed equità», conclude Napolitano.

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Commenti all'articolo

  • pietropappa

    08 Gennaio 2012 - 18:06

    ma questa specie di uomo ha ancora il coraggio di parlare faccia un po silenzio e si faccia un esame di coscienza prima di aprire bocca

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  • sparviero

    08 Gennaio 2012 - 18:06

    Soliti discorsi vecchi, retorici, ripetitivi, stantii, non so più se mi fa pena o tenerezza. Parlarsi addosso per ascoltarsi ,dopo il vuoto. Che tristezza.

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  • sparviero

    08 Gennaio 2012 - 18:06

    Soliti discorsi vecchi, retorici, ripetitivi, stantii, non so più se mi fa pena o tenerezza. Parlarsi addosso per ascoltarsi ,dopo il vuoto. Che tristezza.

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  • bussirino

    08 Gennaio 2012 - 17:05

    Caro Napolitano, finchè starai seduto su poltrone dorate l'Italia andrà sempre più a picco....Chiudi il Quirinale e risparmieremo qualche miliardo l'anno, compreso il tuo sanguinante stipendio.

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