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Monti pede un pezzo: si dimette Malinconico

Lo scandalo della vacanza all'Argentario pagata dalla cricca è troppo pesante: il prof convince il sottosegretario a lasciare

Monti pede un pezzo: si dimette Malinconico

Carlo Malinconico si è dimesso. Al termine di una lungo faccia a faccia con il premier Mario Monti a Palazzo Chigi, il sottosegretario alla presidenza del consiglio ha accettato la richiesta del professore di lasciare il proprio posto. Troppo grande e spinoso lo scandalo che sta montando in questi giorni sulla sua vacanza all'Argentario pagata a Malinconico nel maggio 2008 dall'imprenditore Francesco Piscicelli per conto della famigerata "cricca" del G8. La magistratura, va detto, decise di non aprire un'inchiesta sull'allora fresco ex sottosegretario di Romano Prodi, sentendolo semplicemente come persona informata dei fatti. Ma ora quella slavina rischiava di diventare una valanga per il governo.

Tutti contro - Nove lettori di Liberoquotidiano.it su 10 chiedevano a Carlo Malinconico di dimettersi. Il 94% di chi ha risposto al nostro sondaggio non ha dubbi. In più: lunedì sul Corriere della Sera Sergio Rizzo chiedeva al governo dei tecnici la trasparenza richiesta. Un po' come Francesco Merlo su Repubblica, oggi, che se la prende contro i "politici a loro insaputa". E, soprattutto, Mario Monti: il premier non può far più orecchie da mercante di fronte alle accuse e ai sospetti sul suo sottosegretario. Insomma: la granata Malinconico è scoppiata in mano al professore, rischiando di incrinare il già vacillante appeal che esercitava su gran parte della stampa italiana. Riguardo agli elettori, invece, non c'è pericolo: l'appeal è svanito subito dopo la manovra lacrime e sangue.


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Commenti all'articolo

  • udefusco

    12 Gennaio 2012 - 22:10

    Con questi esempi, cone fa Monti a sostenere la lotta agli evasori e giustificare i coprusi di Equitalia verso i piccoli? Imponga moralità e onorabilità allo Stato Niente processi al passato

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  • thorglobal

    10 Gennaio 2012 - 13:01

    Malinconici siamo noi,semplici cittadini.Cornuti e mazziati.Che sia stramaledetta tutta la casta politica.Godereccia e lassista.Chiacchere,sempre chiacchere ,niente altro che chiacchere.Guarda caso sono in grado di fare tagli e tasse ai singoli cittadini,ma non tagliare drasticamente e rapidamente i costi scandalosi della politica.Mi meraviglio che fino ad ora,data la situazione,qualcuno.........

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  • SOSnotizievere

    10 Gennaio 2012 - 11:11

    Sempre a Perugia sono stati rinviati a giudizio l’ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, l’ex presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Angelo Balducci e l’imprenditore Diego Anemone. Le imprese di Anemone, secondo le accuse della procura perugina, avrebbero ottenuto utili illeciti per circa 75 milioni di euro. La prima udienza del processo è fissata per il 23 aprile. VERDINI Denis (PDL) - Imputato a Perugia per tentativo di associazione a delinquere e corruzione sugli appalti del G8 e post terremoto Imputato a Roma (processo P3), per avere "costituito, organizzato e diretto un’associazione per delinquere diretta a realizzare una serie indeterminata di delitti di corruzione, abuso d’ufficio, illecito finanziamento, diffamazione e violenza privata”.

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  • SOSnotizievere

    10 Gennaio 2012 - 11:11

    Claudio SCAJOLA - Imputato per violazione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti. Secondo l’accusa Anemone, già coinvolto nell’inchiesta sui fondi del G8 alla Maddalena, avrebbe pagato, tramite l’architetto Angelo Zampolini, parte della somma (circa 1,1 milioni di euro su 1,7 milioni) versata il 6 luglio 2004 dall’ex ministro per l’acquisto dei un immobile di lusso a Roma con vista Colosseo (Via del Fagutale) e avrebbe poi eseguito una serie di lavori di ristrutturazione almeno fino al 2006 per 100 mila euro.

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