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Bechis: il racconto dello scandalo

Due anni fa smascherammo le vacanze a sbafo dell'ex segretario di Prodi pagate dalla cricca. Il sottosegretario si difende: pagherò tutto

Bechis: il racconto dello scandalo
a data è quella del 17 febbraio 2010, quasi due anni fa. È in quel giorno che Libero pubblicò “Malinconico- Il segretario di Prodi in vacanza gratis a 500 euro a notte”. Lo scandalo riaffiorato nelle ultime ore tanto da terremotare palazzo Chigi non era dunque inedito, almeno per i lettori di Libero, cui non era stato nascosto uno degli episodi più sorprendenti nell’inchiesta della cricca sugli appalti pubblici. L’episodio era noto in ogni dettaglio anche ai lettori del sito Internet www.liberoquotidiano.it, dove erano state pubblicate le telefonate intercettate a Carlo Malinconico, Angelo Balducci, Francesco De Vito Piscicelli (imprenditore della cricca), e Roberto Sciò, direttore dell’esclusivo Hotel Il Pellicano sull’argentario dove era stato ospitato gratuitamente l’ex segretario generale di palazzo Chigi e futuro presidente della Fieg. Tutti gli audio, corredati dalle foto dei protagonisti e delle suites con piscina e vista mozzafiato dell’hotel, sono state riproposte dai ieri ai lettori nello spazio “Libero tv” del sito internet.
Bechis: tutte le ombre

Così, dopo avere fatto le sue indagini e sequestrato tutta la contabilità dell’hotel, il gip perugino Paolo Micheli sosteneva la necessità di misura cautelare nei confronti di De Vito Piscicelli, l’imprenditore che per ben due volte pagò il conto a Il Pellicano per i week end e le ferie di Malinconico e della moglie, Grazia Graziani: «è sempre lui a dimostrarsi solerte per compiacere il Balducci nel trovare un posto in albergo al Dott. Malinconico, preoccupandosi che nessuno faccia poi la gaffe di presentargli il conto e facendo pensare al titolare dell’hotel che dietro ci sia una buona contropartita (“..ma stai costruendo un grattacielo.. da qualche parte?”)».  Le ospitate di Malinconico e signora  nel luogo più esclusivo dell’Argentario sono state oggetto di numerosi interrogatori della magistratura e di plurimi sequestri di documentazione della Guardia di Finanza. Fra il 2007 e il 2008 l’attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio con la signora ha trascorso più week end e le vacanze di agosto a Il Pellicano, per una spesa di oltre 25 mila euro. Le prenotazioni sono state fatte tutte da De Vito Piscicelli. In due casi (uno riguardava una notte e l’altro due notti) si è trovata traccia del pagamento diretto di Malinconico.

Negli altri casi no. A volere offrire il soggiorno a Malinconico era il “capo” della cricca, Angelo Balducci. Piscicelli una volta ha saldato i conti per ingraziarsi il gran capo degli appalti pubblici e forse sperando in un rimborso che non sarebbe mai arrivato. Una seconda volta ha pagato facendosi anticipare prima 5 mila euro dall’imprenditore Diego Anemone che aveva chiesto il trattamento di favore per i Malinconico. L’attuale sottosegretario del governo di Mario Monti non è mai stato indagato per l’episodio, ritenuto di semplice malcostume, né ha fornito direttamente la sua versione dei fatti. Le ricostruzioni fatte filtrare ufficiosamente in queste ore sono tutte smentite dagli atti dell’inchiesta. Malinconico ha fatto sapere di essere stato solo una volta a Il Pellicano, e di non esserci più tornato dopo avere appreso di essere stato ospite a sua insaputa (l’albergatore avrebbe difeso la privacy dell’autore del cadeau). È falso, perché dopo la prima volta è tornato altre cinque, come risulta dalla documentazione dell’hotel Pellicano. Agli atti c’è pure una telefonata di ringraziamento a Balducci dopo il primo week end. Malinconico ha fatto sapere di non avere mai conosciuto De Vito Piscicelli. Anche questo non corrisponde agli atti dell’inchiesta: l’albergatore ad agosto 2008 - hanno appurato i magistrati - ha presentato al futuro sottosegretario il suo benefattore.

L’episodio è zeppo di bugie, perché anche Piscicelli ha prima negato tutto, poi rivelato a mozziconi la verità ai magistrati. L’unica cosa vera è che l’Hotel era alla portata dei Malinconico: costava fra 800 e 1700 euro a notte (la coppia era un tanti nello pretenziosa). Il reddito dichiarato nel 2005 dal grand commis era però di 586.921 euro, compatibilissimo con una spesa così. Di vero probabilmente è anche il fatto che dopo quel 2008 da favola i Malinconico non siano più andati a soggiornare al Pellicano. Hanno infatti acquistato un casale da 13,5 vani a Manciano, nell’entroterra grossetano. Le vacanze da allora si fanno lì.

A tarda sera di ieri quando si erano sparse numerose voci di sue possibili dimissioni, Malinconico ha finalmente parlato: «Non ho mai fatto favori di nessuna natura ai personaggi coinvolti nelle vicende richiamate nè a chiunque altro». Il sottosegretario ha bollato le ricostruzioni come «parziali, forzate e inesatte», sostenendo di volere «rimuovere tutti gli effetti di episodi da me non voluti o sollecitati». Per questo ha proceduto ora «a versare all’albergo l’intera somma». Una toppa peggio del buco: all’albergatore sarà più fine versare, ma la stanza da lui goduta a sbafo era stata già pagata e non deve esserlo due volte. Fa meno fine, ma quei soldi andrebbero versati a De Vito Piscicelli: è con lui che Malinconico ha il debito.

di Franco Bechis

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Commenti all'articolo

  • freefaber

    10 Gennaio 2012 - 17:05

    Adesso, improvvisamente, si parla di scandalo, vero Vicedirettore? Ma come, fino a due mesi fa qualsiasi cosa accadesse nessuno si doveva dimettere perché in assenza di prove provate eran tutti verginelle candide...ed ora giù col populismo e, qualsiasi cosa, prove o non prove è fumus buono per dimissioni! Il sottosegretario ha ben fatto e se avesse avuto precursori con un briciolo di decoro, forse, ci saremmo risparmiati un mucchio di fandonie accampate a destra e manca che tanto male hanno fatto a tutti. Comunque, dimissioni sacrosante e condivisibilissime, speriamo traccino un solco percorribile per l'attuale e per il futuro.

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  • 44carlomaria

    10 Gennaio 2012 - 14:02

    Tornerà al suo incarico di Boiardo con lo stipendio più alto e senza fare una sega, secondo le regolo di Re Giorgio. Tranquilli i Pirla pagano. I napoletani nò, I napoletani nò,I napoletani nò. Il prossimo chi sarà? L'agenzia Fitch vuole declassare l'Italia del Monti d'Azzate da serie B a promozione dilettanti. Bel pirla il Silvio, gran cervelli il Bersani,il Re Giorgio e, la vergine Rosy. Asvedommia

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  • 44carlomaria

    10 Gennaio 2012 - 14:02

    Tornerà al suo incarico di Boiardo con lo stipendiopiù alto e senza fare una sega, tranquilli i Pirla pagano. I napoletani nò, I napoletani nò,I napoletani nò. Il prossimo chi sarà? L'agenzia Fitch vuole declassare l'Italia del Monti d'Azzate da serie B a promozione dilettanti. Bel pirla il Silvio, gran cervelli il Bersani e il Re Giorgio. Asvedommia

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  • Cini

    10 Gennaio 2012 - 10:10

    Le mele marce devono essere immediatamente rimosse dal cesto prima che intacchino le altre. Il Governo non commetta gli stessi errori commessi dai governi passati. Che dia il buon esempio spedendo a casa chi ha commesso atti illeciti senza esitazione alcuna. Inoltre per essere credibile il Governo trovi al più presto la maniera di ridimensionare gli scandalosi benefici della Casta. La situazione così com'è non verrà tollerata a lungo dai cittadini che sono stati chiamati a fare aggiuntivi sacrifici oltre a quelli che per anni hanno dovuto fare mentre vedono i politici godersi a spese loro,costosissime lussuose villeggiature alle Maldive o altri paradisi tropicali.

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