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Malinconico, il curriculum del legale dai mille incarichi

L'ex sottosegretario ha occupato ruoli di prestigio all'interno della Pubblica Amministrazione. Il caso Rai che ci è costato 15,8 mln. Ecco la sua scalata

Malinconico, il curriculum  del legale dai mille incarichi

Chi è Carlo Malinconico? Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio a cui la cricca del G8 aveva pagato le vacanze in un albergo extra-lusso a Porto Ercole ha giocato d'anticipo. Come informa Sergio Rizzo sul Corriere della Sera appena ha saputo che per lui poteva esserci una potrona nel governo dei tecnici - puri e duri - di Mario Monti, ha repentinamente provveduto a dimettersi da tutte le cariche. Ecco la lista dei suoi incarichi: ex presidente della Federazione degli editori, presidente dell'Audipress, consigliere di amministrazione dell'Agenzia di stampa Ansa, di Autostrade per l'Italia e Atlantia, la holding che controlla le casse di Autostrade. Ma non ricopriva solo cariche istituzionali, Carlo Maliconico era anche alla guida della Malinconico e associati che proprio il 7 novembre è passata nelle mani di sua moglie Grazia Graziani con cui ha trascorso i soggiorni da sogno a Porto Ercole a spese della generosa cricca.

Le poltrone giuste - Ma come ha fatto Carlo Malinconico ad arrivare così in alto? Ha un curriculum lunghissimo, l'attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio: Carlo Malinconico Castriota Scanderbeg, ha 61 anni, è laureato in giurispurendza ed è stato consigliere di Stato. E' titolare della cattedra di diritto dell'Unione europea all'Università di Tor Vergata e, come sottolinea il Corriere, cioè è accaduto con una procedura singolare. "Una leggina, poi abolita, che consentiva agli insegnanti nominati dal ministro del Tesoro alla Scuola superiore di Economia e Finanze di passare automaticamente nei ruoli dei professori universitari". E lui al ministero del Tesoro con il ministro Lamberto Dini ci è stato alla fine degli anni Novanta. Nel 1990 era stato capo dell'ufficio legislativo alle Partecipazioni statali e poi ha conservato l'incarico al ministero del Tesoro. E'passato dall'Antitrust dall'Autorità per l'Energia. E' diventato segretario generale di Palazzo Chigi con Romano Prodi.

Il parere sbagliato - Posizioni di rilievo per Malinconico che pure non sempre si è distinto per le sue qualità. C'è la storia, ricodata dal Giornale, di un parere legale sbagliato che ci è costato 15,8 milioni di euro. Lui ha liquidato la faccenda esattamente come ha fatto per la storia delle vacanze, facendo lo gnorri: «Non ho mai ricevuto alcun incarico formale dalla Rai. Per quel lavoro non ho ricevuto alcun compenso». Ma la Corte dei conti, con sentenza depositata  ha smentito: «All’avvocato Malinconico è stata liquidata una parcella di euro 18.360,00». Insomma, pagato per sbagliare. Il parere riguarda Alfredo Meocci: prima di eleggerlo direttore generale la Rai ,nonostante potesse contare su un ufficio legale, chiese il parere di Malinconico che diede via livera alla nomina di Meocci nonostante i troppi dubbi sulla incompatibilità considerato che era stato all'Agcom e, secondo la legge, cessato quest’incarico avrebbe dovuto, nei quattro anni successivi, astenersi dall’instaurare rapporti di lavoro o di consulenza con aziende del ramo comunicazione sottoposte al controllo dell’Agcom, come appunto la Rai. Malinconico diede l'ok all'assunzione. Ma qualche anno dopo l'Agcom inflisse alla Rai una sanzione da 14,4 milioni  di euro per aver violato la legge 481/95 nominando Meocci benché incompatibile, saliti a 15,8 milioni per ritardato pagamento.

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Commenti all'articolo

  • ferro942

    11 Gennaio 2012 - 11:11

    Adesso per favore vai a lavorare per la prima volta in vita tua e piantala di fare il papp....one

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  • guidoboc

    10 Gennaio 2012 - 19:07

    Che sobrieta'. Ma chi sono sti tecnici? Ma chi li conosce , ridateci i politici.

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  • francocollino

    10 Gennaio 2012 - 18:06

    anche i professori sono soggetti a fare favori , povere vacanze per malinconico

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  • fossog

    10 Gennaio 2012 - 18:06

    Sono tutti così, politici e burocrati, tutti MARCI. Per decenni la malapolitica ha selezionato una classe di disonesti per i quali tutto è possibile e dovuto ed alla faccia dei cittadini.... anche cercando col lanternino ci vuole una gran fatica per trovarne qualcuno APPENA DECENTE per moralità, onestà ed anche per medie capacità. Infatti sono i più somari, quelli che non capiscono nulla, che sono più propensi a fare i lecca...o di chi li posiziona quà e là. Le persone con intelligenza e con capacità SANNO QUEL CHE VALGONO e pretendono autonomia e non certo SUDDITANZA. Spero che queste generazioni di 60enni e simili, cresciuti nel marcio della Dc e dei decenni successivi, crepino presto per poterli rinnovare TUTTI.

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