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Patroni Griffi è il prossimo: dopo Malinconico, lasci lui

Lo scandalo della casa Inps del ministro, con l'ex sottosegretario come legale: un immobile al Colosseo a 177mila euro

Patroni Griffi è il prossimo: dopo Malinconico, lasci lui

Filippo Patroni Griffi, oltre a cumulare una serie di incarichi e emolumenti (consigliere di Stato e ministro, e fino al 28 novembre 2011 anche componente della Civit), è stato tanto fortunato da poter acquistare nel 2008 al prezzo di 177mila euro un appartamento (interno 3 primo piano) vista Colosseo. Secondo la magistratura Scajola nel 2004 pagò 600mila euro. Gli altri soldi (1.100.000 euro) secondo i magistrati vennero versati dall’imprenditore Diego Anemone.

Leggi l'articolo di Antonio Castro


Esige, dalle colonne del Corriere della Sera,  che «anni di professionalità non vengano accostati a situazioni molto diverse», riferendosi alla casa vista Colosseo dell’ex ministro Claudio  Scajola. E poi, a margine di un’audizione parlamentare,  ribadisce piccato che «non è una vicenda personale ma ha riguardato tutti gli acquirenti da enti previdenziali in tutta Italia, secondo parametri fissati per legge». Sarà, ma non sono molti gli italiani - su circa 10mila ex assegnatari di case dell’Inps - che possono vantarsi di aver acquistato al Colosseo 109 metri quadri  a soli 177mila euro. Il ministro della Pubblica amministrazione e la Semplificazione, Filippo Patroni Griffi, proprio non ci sta a finire nel tritacarne mediatico. Tanto più che proprio una “leggerezza” ieri è costata il posto al sottosegretario all’Editoria Carlo Malinconico.

Eppure Patroni Griffi - consigliere di Stato, con una serie di incarichi di responsabilità - rivendica la correttezza del suo operato. Aveva già spiegato a Il Fatto - il quotidiano che aveva scovato le visure catastali e svelato il costo a saldo dell’acquisto - che nel lontano 1986 aveva fatto domanda e ottenuto dall’Inps l’assegnazione dell’appartamento (109 metri quadri prima a equo canone, poi ad un costo di circa 1.000 euro al mese). Quando l’Inps decise di vendere l’immobile - che dista 50 metri dal terrazzo Scajola - i 40 assegnatari fecero fuoco e fiamme per ottenere la classificazione “popolare” e rispedire al mittente (ovvero al Tesoro, dove regnava Tremonti) quella ben più onerosa “di pregio”. Questo perché senza la classificazione “popolare” sarebbe sfumato anche lo sconto del 45% (su valutazioni del 1999). Ne scaturì un’infinita battaglia legale che dopo 9 anni portò anche al pronunciamento del Consiglio di Stato (dove l’attuale ministro è Presidente di sezione), che mise la parola fine: dando ragione agli assegnatari e quindi avallando la tesi che il palazzone vista Colosseo era tanto malmesso da doversi considerare “popolare”. A perorare la causa, tu guarda il caso, l’avvocato Carlo Malinconico (già consigliere di Stato e da ieri ex sottosegretario della presidenza per le vacanze “offerte” all’Argentario). E così grazie alle sentenze del Tar e del Consiglio gli inquilini hanno avuto il riconoscimento di casa “non di pregio”. Altra singolare coincidenza.  Nel 2004 il Consiglio di Stato dispone sul fabbricato una “verificazione”.

E i  due funzionari del ministero delle infrastrutture, Raniero Fabrizi e Filippo Di Giacomo, incaricati, spuntano proprio nelle intercettazioni telefoniche effettuate nel 2008 dai carabinieri del Ros nel corso dell’indagini sulla cosiddetta “cricca” dei Grandi eventi gestiti dalla presidenza del Consiglio. Sulla casa Inps scontata nulla di illecito, per carità. Però l’attuale ministro, paladino della lotta alla corruzione nella pubblica amministrazione (ha istituito un’apposita commissione pochi giorni fa), sostenitore dei tagli agli stipendi dei manager statali, decimatore di auto blu, potrebbe terminare la riflessione non compiuta affidata ieri al Corsera: «Una persona investita di cariche pubbliche, prima di esercitare i diritti di un comune cittadino, deve chiedersi se l’esercizio di quel diritto possa essere strumentalizzato». Non si conosce la risposta. Ma il prezzo a sconto dell’appartamento sì. Oggi affittato a circa 3mila euro al mese.

di Antonio Castro

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Commenti all'articolo

  • SerBisss

    15 Gennaio 2012 - 09:09

    Ho sempre sostenuto che i nostri politici hanno la faccia come il posteriore, mai vergogna o senso del pudore. Ma questo è un tecnico, mica un politico! L'unica spiegazione possibile è che in Parlamento alberghi un virus maligno che porta ad una trasformazione (notare come le espressioni siano tutte uguali!) anche le persone più oneste (?!?!). Beh, oddio, onesti ... non è che avere due, tre stipendi (e che stipendi!) con annesse indennità e "bonus" (nonostante l'essersi messi in aspettativa ... a vita!) sia un bel segno di onestà. Cmq in questo caso abbiamo assistito alla, forse, più veloce trasformazione della storia: in soli 2 mesi non si riesce più a capire se il personaggio si siede sul posteriore o sulla faccia! Ma a proposito della vicenda, è vera la notizia, data da altri quotidiani, che si è pure avvalso di certificazione di "casa a rischio sismico"? Beh, si sa, Roma è zona sismica ... saluti.

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  • valenanda

    11 Gennaio 2012 - 17:05

    Visto l'accaduto, sarebbe opportuno che il governo Monti richiedesse l'introduzione della cultura giuridica europea (in particolare di Francia e Germania) nell'applicazione della Giustizia in Italia.

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  • antikomunista10

    11 Gennaio 2012 - 17:05

    Sbagliato! Si deve dimettere Monti che ha scelto PERSONALMENTE questi fior di galantuomini.

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  • Cattif.49

    11 Gennaio 2012 - 15:03

    Prima di bestemmiare , asserendo che le pensioni le pagano gli extracomunitari si dovrebbero rivedere molto attentamente i capitoli cartolarizzazioni e vendite degli immobili dell'inps e di tutti gli altri enti ; sarà tutto legale per carità , ma darei un'occhiata anche alle leggi relative e a chi le ha proposte ed approvate ,visti i ricavi molto scarsi e i beneficiari , diciamo fortunati .

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