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Patroni Griffi: volevo dimettermi ma avrebbe vinto l'inciviltà

In un'intervista il ministro della Funzione Pubblica dice che la sua casa non era di pregio: ecco perché non vado via

Patroni Griffi: volevo dimettermi ma avrebbe vinto l'inciviltà

Il ministro Patroni Griffi parla dello scandalo della casa al Colosseo comprato al prezzo di una casa popolare (177mila euro per cento metri) . In un'intervista a Repubblica dice: "Non dormo più bene, non mi concentro. Dovrei fare il ministro ma non lo faccio più bene. Penso alla casa. Avessi saputo che sarebbe successo tutto questo...Non lo farei mai più". Patroni Griffi, ministro della Funzione Pubblica dice che gli sono state applicate le condizioni degli altri inquilini, spiega come lui stesso, quando i conodimini gli chiesero se, nonostante l'ubicazione in centro, ci fossero gli estremi per "dequilificare" l'immobile come non di pregio. Lui diede l'ok in quanto esperto di diritto. E quando il condominio gli chiese un consiglio sull'avvocato che potesse tutelare i loro interessi, lui propose una rosa di tre nomi e dentro, guarda caso, c'era anche quello di Carlo Malinconico (come ha scritto Libero mercoledì 11 gennaio).

Dimissioni? Vittoria dell'inciviltà - Inoltre, come scrive oggi Il Giornale, si sono appellati anche a un presunto "rischio sismico" nel centro di Roma per permettere l'acquisto a Patroni Griffi. Ad aiutare i condomini a non vendere lo stabile accanto al Colosseo come immobile di pregio, fu la catalogazione del catasto che viene considerato non solo una casa popolare, ma anche popolare poco curato. A far svendere la casa fu anche la trovata della sismicità della zona. Oggi, Patroni Griffi nella sua intervista ammette:  ho preso in considerazione le dimissioni. Perché non l'ha fatto? Ecco la spiegazione: perché sarebbe "il sigillo della vittoria dell'inciviltà, un massacro al decoro comune, allo stesso buon senso, un atto disumano".

Casa da sogno come popolare - Filippo Patroni Griffi, oltre a cumulare una serie di incarichi e emolumenti (consigliere di Stato e ministro, e fino al 28 novembre 2011 anche componente della Civit), è stato tanto fortunato da poter acquistare nel 2008 al prezzo di 177mila euro un appartamento (interno 3 primo piano) vista Colosseo. Secondo la magistratura Scajola nel 2004 pagò 600mila euro. Gli altri soldi (1.100.000 euro) secondo i magistrati vennero versati dall’imprenditore Diego Anemone.Il prezzo d’acquisto super scontato  non è però sottoposto ad indagini da parte della magistratura come è successo al dirimpettaio, l’ex ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola. Piuttosto è frutto proprio di una vertenza legale tra i 40 affidatari degli appartamenti da parte dell’Inps e il ministero dell’Economia. Nel 1999 - per incassare quattrini - si decise un maxi piano di vendite. Gli inquilini (e Patroni Griffi lo è dal 1986), tutti gli inquilini Inps ebbero la facoltà di acquistare a sconto se l’intero immobile veniva venduto in blocco. E lo sconto totale ammonta al 45% per gli edifici popolari.Tutto questo è stato possibile grazie all'aiuto dell'ex sottosegretario Carlo Malinconico.

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Commenti all'articolo

  • rosella.rani

    14 Gennaio 2012 - 14:02

    in questa italia non ci voglio più stare a me sinceramente fa schifo ...un esempio : patroni che compra una piccola fatiscente casetta in un posticino di quarta segata vicino a un monumento che crolla chiamato colosseo mamma mia che poverello che è !!!!!!! prende solo 2 stipendi poverino ma da fame sapete!!! io invece devo vedere la busta paga di mio marito che cala cala cala con l'affitto da pagare e riuscire a mala pena ad arrivare (se ci arrivo) alla fine del mese? ma io sono ricca ricca!!!!!! B A S T A NON NE P O S S O P I U' mi sembra arrivato il momento di agire ma seriamente

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  • honhil

    13 Gennaio 2012 - 10:10

    Che il ministro Patroni Griffi appartenga al giro delle caste, dubbi non ve ne sono. Che, con furbizia cerca di volere prendere per i fondelli gli italiani è altrettanto vero. Che i politici di destra e di sinistra e di centro, insieme ai quel turbinio di intellettuali, pseudo intellettuali, giornalisti, e pseudo tali, arrampicatori sociali, opportunisti, caste, mezze caste , aspiranti caste e tutti i furbetti dei quartierini italici, mai si fanno scrupolo di mettere le mani nella marmellata, e sotto gli occhi di tutti. Però, il ministro Patroni Griffi è un’anomalia inarrivabile. Il suo rifiuto di dimettersi sarebbe stato difficile da digerire, se fosse stato un eletto. Ma ci si sarebbe potuto consolare pensando di non rivotarlo a tempo debito. Ma lui sulla carta era un arcangelo venuto a miracolo mostrare. Invece, apre le ali e si rivela un vero gaglioffo. Inoltre di uno che non dorme e che ha perso la lucidità e la testa gli italiani e il governo non hanno proprio bisogno.

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  • corto lirazza

    13 Gennaio 2012 - 10:10

    ad uno così ingenuo che crede che il colosseo sia in una zona sismica, non affiderei l'amministrazione dello stato. Lo stesso che si diceva del berlusca con la nipote di mubarak..

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  • ferro942

    13 Gennaio 2012 - 10:10

    VATTENENE A CASA!!!!! PIANTALA DI PIAGNUCOLARE!!! DEVI ANDARE A LAVORARE SUL SERIO E NON A CARICO DELLO STATO. Sei solo un impiegato statale che in maniera a dir poco dubbia hai messo in tasca cose non tue. Devi solo andartene, vai a raccogliere cartoni se non ha altro da fare!!!!

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