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PatroniGriffi Dopo la casa una nuova grana: ecco l'incarico proibito, arbitrato da 500mila €

Altra grana per il ministro dell'appartamento Inps a prezzi stracciati: spunta un incarico "proibito" su Fiat e Tav. Lui smentisce, ma...

PatroniGriffi Dopo la casa una nuova grana:  ecco l'incarico proibito, arbitrato da 500mila €

Per la questione dell'appartamento Inps a prezzi stracciati del ministro Patroni Griffi la procura di Roma ha aperto un'inchiesta: leggi la notizia. Segue l'articolo di Fausto Carioti.

Il primo spread di cui dovrebbe preoccuparsi Mario Monti è la distanza tra l’intelligenza che servirebbe in questa fase a certi suoi ministri, che è tanta, e quella di cui invece dispongono, tristemente più limitata. Di Carlo «braccino corto» Malinconico, che solo lunedì si è deciso a spedire il bonifico che avrebbe dovuto salvargli le terga, col risultato di essersi dovuto dimettere comunque e di vedere il pagamento rifiutato dall’albergo (il conto era stato saldato dai suoi amici della «cricca» appena quattro anni fa), ormai si sa tutto. Una prova altrettanto edificante sta provvedendo adesso a darla Filippo Patroni Griffi. Anche lui, come il suo ex collega, indotto all’errore da appetiti poco confacenti alla sobrietà predicata da Monti.

Il ministro della Pubblica Amministrazione, come noto, nel 2008 acquistò dall’Inps un appartamento vista Colosseo a condizioni che definire di favore è un eufemismo: 177mila euro per 109 metri quadri. Niente di illegale, ovvio. Ma molto imbarazzante per un membro del governo che pretende di moralizzare l’Italia. L’intelligenza adesso consiglierebbe allo sventurato di tacere, o di aprire bocca il meno possibile, o se proprio ci tiene a parlare a pesare con grande attenzione le parole. Patroni Griffi invece mostra un’abilità speciale nel fare l’esatto contrario. Straparla, con il risultato di contraddirsi e soprattutto di fare incavolare gli unici che dovrebbe tenersi buoni: quelli che già con scarso entusiasmo gli hanno votato la fiducia.

L’ultimo strumento usato da Patroni Griffi per segare il ramo su cui è seduto è stato l’intervista a Repubblica apparsa ieri. Qui - forse per ottenere facili applausi dal pubblico pagante dei lettori antiberlusconiani - non ha trovato di meglio che sparare su Claudio Scajola. Il quale, conti alla mano, per una casa a 50 metri da quella del ministro di Monti nel 2004 pagò 3.050 euro al metro quadro, contro i 1.630 sborsati quattro anni dopo da Patroni Griffi. Chiaro che dal raffronto Scajola esce a testa alta. Ma il ministro della Pubblica amministrazione si indigna al paragone: «È un’offesa insopportabile. Accostare me a lui». Il problema è che «lui», e tanti dei suoi deputati, hanno votato la fiducia al governo Monti. E, al pari degli altri del Pdl, non hanno gradito affatto l’aggressione del ministro. «Ha perso una buona occasione per tacere», gli dicono gli scajoliani.  Il vicecapogruppo pidiellino Osvaldo Napoli, tutto tranne che un falco, lo avvisa: «Ha poco da fare lo sdegnato. A noi non piace colpevolizzare nessuno, ma chiediamo a Patroni Griffi che pensi a difendere se stesso senza chiamare in causa altri».

Non contento, nello stesso colloquio il mago degli affari immobiliari è riuscito a farsi del male pure ventilando le proprie dimissioni. «Ho preso in esame anche questa ipotesi», ammette. Rimediando così l’invito alla coerenza da parte del berlusconiano Raffaele Lauro: «In democrazia le dimissioni si danno o non si danno. Altrimenti è meglio tacere». Vaglielo a spiegare: nel pomeriggio quello torna a parlare, dice che l’intervista a Repubblica è «nel complesso corretta», quindi non smentisce nulla, evidentemente perché quelle cose le ha dette sul serio. Però aggiunge che «non ho mai preso in considerazione l’ipotesi di dimettermi». Un uomo nel caos.

Alla base di questo e dei suoi altri imbarazzi, come per Malinconico, c’è il meno sobrio dei peccati: quello di gola. Per lungo tempo Patroni Griffi ha percepito una doppia busta paga. Una leggina fatta apposta per i magistrati in aspettativa gli ha consentito di sommare la indennità di magistrato amministrativo allo stipendio derivante dai suoi tanti incarichi governativi. Ed attende ancora chiarezza la vicenda del mega-arbitrato svelata da Libero. In qualità di consigliere di Stato, la scorsa estate Patroni Griffi ha accettato di dirimere la controversia tra Fiat e il consorzio Tav, incarico valutabile in circa 500mila euro. Domanda: può un ministro che dovrà prendere decisioni su queste società private accettare da loro simili compensi? Si presume di no. Infatti, contattato tramite l’ufficio stampa, Patroni Griffi assicura di avere rinunciato all’incarico. Al Consiglio di Stato, però, il titolare dell’arbitrato risulta ancora essere lui.
 
Di sicuro, se Monti avesse varato l’operazione trasparenza sulle attività dei ministri promessa al momento di insediarsi, queste zone grigie oggi non ci sarebbero. Quanto a Patroni Griffi, più che di un esperto di comunicazione che lo affianchi e gli risparmi simili figure il poverino avrebbe bisogno di una vacanza, il più lontano possibile da Palazzo Chigi e dal Colosseo. Monti farebbe bene a dargliela subito, prima che faccia ulteriore male a se stesso e agli altri.

di Fausto Carioti

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Commenti all'articolo

  • Cini

    14 Gennaio 2012 - 11:11

    Come ha potuto il Professore selezionare per la composizione del proprio Governo intento a moralizzare il Paese, certa gente,che viste le loro condizioni personali non possono che essere, a dir poco inqualificabili ed in conflitto di interessi per la tipologia di lavoro che dovrebbero svolgere. Come potrebbero mai, certi individui impartire un senso di moralità ai cittadini, quando gli stessi, pare non ne conoscano il vero senso della parola. Penso a cos'altro potrebbe uscire fuori su alcuni altri ministri se un domani si rendessero trasparenti i conti degl'italiani in Svizzera e in altri paradisi fiscali. Mi dispiace per il Prof. per cui nutro ancora dovuto rispetto. Di certo l' On. Monti avrebbe potuto scegliersi dei collaboratori migliori di quanto si stiano dimostrando oggi, facendoli passare prima nel setaccio. Non si capisce nemmeno, come abbiano potuto gli stessi ministri accettare di far parte del Governo nella piena consapevolezza dei loro poco trasparenti curriculum.

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  • Cini

    14 Gennaio 2012 - 10:10

    Da una cricca a un' altra cricca assai peggiore della prima. Povera Italia!

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  • VermeSantoro

    14 Gennaio 2012 - 10:10

    Qui tagliano le pensioni a poveri cristi e poi non fanno nulla contro questi abbienti che portano a casa centinaia e centinaia di migliaia di euro e che non sanno come spendersi i soldi perche sono troppi e giustamente sono preoccupati e la notte non dormono bene. E come questo qui siamo pieni di magistrati, alti dirigenti, presidenti di Enti inutili che portano a casa cifre da Rivoluzione Francese. Un altro simile è Citricalà che non sa nemmeno lui quanto guadagna, poi Monti con il suo loden grigio e la faccia ancora piu grigia dell suo cappotto vorrebbe farci passare il governo del buon rigore ... Ma vai a ............... !!!

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  • fabrizioch

    14 Gennaio 2012 - 00:12

    peggio di Malinconico,,,,,,,,fuori a casa, vogliamo le dimissioni.- Gentilissima redazione, che ci dite del sottosegretario Milone? informateci per favore.-

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