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Tagliate la Francia e l'Italia: un attacco dagli Stati Uniti

Standard&Poor's toglie la tripla A a Parigi. Doppio declassamento per noi: scivoliamo a BBB+. Per le agenzie solo Berlino è affidabile

Tagliate la Francia e l'Italia: un attacco dagli Stati Uniti

Da ieri la moneta unica dell’Unione europea è diventata il marco. L’agenzia di rating americana Standard & Poor’s (S&P) ha declassato pesantemente gran parte di quel che restava della vecchia Europa. La botta che ha suscitato più clamore sui mercati è stata quella inflitta alla Francia, che ha perso la sua tripla A, scendendo però di un gradino e non di due come era stato ventilato dalla stessa S&P poco più di un mese fa. Botta forte per la nuova Italia di Mario Monti, ma anche per la nuova Spagna di Mariano Rajoy, che insieme al Portogallo scivolano di due gradini alla tripla B. È il rating più basso che viene affidato a paesi che si immaginano ancora solvibili, quindi in grado di ripagare con sforzo il proprio debito. Un gradino sotto significa che è già sensibile il rischio di default. Ma il declassamento annunciato solo dopo la chiusura di Wall Street alle 22 e 30 di ieri sera quando ormai i mercati erano già stati terremotati dalla fuga di notizie ha riguardato gran parte dei paesi europei che erano già stati interessati da un outlook negativo (per 15 su 17) nell’ultima valutazione di S&P. Si è salvata di fatto solo la Germania di Angela Merkel, che viene ritenuto l’unico Paese sulla cui stabilità realmente poggia la moneta unica. Quasi se quel rapporto di 1,27 con il dollaro ancora certificato dagli scambi di valuta di ieri fosse dovuto ormai all’euro-marco rendendo ininfluente la posizione degli altri paesi.

Le polemiche - Naturalmente ci sono molte polemiche sulla decisione dell’agenzia di rating americana, ancora più dura di quelle prese da Moody’s. In ogni paese colpito si è protestato per l’intempestività e le scarse giustificazioni di un abbassamento del rating. L’ha presa malissimo Sarkozy, che ad ottobre si era lasciato scappare : «Se la Francia perde la tripla A io sono un uomo morto». Il suo consigliere economico Alain Minc, già manager di fiducia di Carlo De Benedetti, ha addirittura insultato gli analisti della agenzia di rating, trattandoli come pedofili della moneta: «Si tratta di un’azione svolta da persone con gravi comportamenti perversi». Certo per l’Eliseo a tre mesi dalle elezioni è un bruttissimo colpo, che mette in ginocchio come mai era capitato la grandeur francese. Ma il crollo del rating dell’Italia rischia di essere ancora più grave per Monti, e fa capire quanto fossero giuste le critiche di chi consigliava al premier italiano di avere un occhio di riguardo non solo verso l’Unione europea, ma anche e soprattutto verso i mercati che non avevano né capito né gradito la manovra economica italiana.  Ieri destra e sinistra anche a Roma hanno criticato e giudicato temerario il giudizio di S&P, ma se sia davvero avventato o meno lo si capirà più facilmente dai comportamenti degli investitori e quindi dei mercati nei prossimi giorni e settimane.

Il rischio-burrone - Fin qui, con alti e bassi, è chiaro come l’operazione simpatia di Monti abbia messo a segno qualche successo personale negli equilibri europei. Poco o nulla invece di fronte agli investitori internazionali: un aggiustamento dei conti pubblici fatto tutto o quasi dal lato delle entrate è – inutile ripeterlo – recessivo, impoverisce il sistema economico, e in fondo inutile per la logica dei mercati. Dove ha messo Monti quei 30 miliardi e più presi dagli italiani? A tappare falle dei conti pubblici? Sì. E quindi li ha buttati via, e l’Italia ha ancora meno possibilità di svegliarsi e tornare competitiva di prima. I mercati purtroppo ragionano così. E al momento buono la fanno pagare. Inutile ora piangere sul latte versato. L’Italia è sul ciglio di un burrone, e non ne verrà fuori stringendo più amicizia con la burocrazia europea.

di Franco Bechis


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Commenti all'articolo

  • marcolelli3000

    15 Gennaio 2012 - 07:07

    visto che la Germania difende solo gli affari dei tedeschi e guadagna con lo spread allora io domando a tutti: ma voi che punteggio avreste dato all'Italia e alla Francia? e poi un particolare: visto che si straparla (a vanvera) di Europa allora perche' i punteggi divisi? Gli americani non sono mica scemi, no?

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  • piccioncino

    14 Gennaio 2012 - 20:08

    Mi congratulo con Aquilazzurra per la sua sintetica, lucida analisi della vergognosa situazione di stallo in Italia..Nonostante tutti i miseri piagnistei interessati,..le agenzie di rating..fanno solo il loro banale lavoro..La bara..è sotto gli occhi di tutti..anche di chi non vuol vedere..

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  • aquila azzurra

    14 Gennaio 2012 - 19:07

    non esistono situazioni incomprensibili o complotti: le agenzie di rating ragionano come qualsiasi risparmiatore che cerca di investire il suo denaro col massimo rendimento ed il minor rischio. La francia mostra forti sofferenze nel settore bancario sovraesposto col debito greco che di sicuro non recupererà, l'italia ha varato provvedimenti che soffocano l'economia e dilapidano i già magri portafogli ; con lo spread a questi livelli occorreranno altre manovre per reperire liquidità per gli interessi che aumentano. inoltre le lobbyes si oppongono a qualsiasi liberalizzazione, la politica non fà un solo passo indietro e continua a pesare sui costi italiani, i sindacati si oppongono alla abolizione dell'art 18 chiesta dalla bce ,ora appoggiati dal pd che continua a cacciare farfalle giusto perchè non capisce assolutamente nulla, per non parlare poi dei centristi che pensano alle poltrone che occuperanno ed alla scalata al quirinale. Cosa volete che decidesse un'agenzia di rating?

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  • UNGHIANERA

    14 Gennaio 2012 - 19:07

    Mhhh...quando sento uno che tira fuori un sacco di dati e nomi tecnici in inglese mi si rizzano i peli del cul@! E' chiaro che quelli come il sig.CALLEGARIS di economia pratica non capiscono un cazzo,anche se fossero stati allattati e allevati nella nursery di Wall-Street! Troppo tecnica la sua spiegazione,la quale è molto lontana dalla pancia del vero motivo,quello che effettivamente non rende credibile lo sviluppo di un paese come l'Italia! In pratica questo nostro paese non riesce a tagliare gli sprechi,troppa evasione fiscale,troppe corporazioni con grande rappresentanza da ambo i lati all'interno delle camere!Non voglio parlare di parte del paese da medioevo e parte dello stesso che tira anche per l'altra,non voglio sottolineare che lo stato non controlla il territorio lasciato in mano alle mafie in quattro grandi regioni del sud,non voglio parlare delle amministrazioni colluse,siamo come un invalido che si trascina con le sole braccia,il resto sono cazzate dott.CALLEGARIS!

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