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Le toghe col doppio stipendio Ventitrè incarichi nel governo

I giudici del Consiglio di Stato e del Tar sono fuori ruolo ma vengono retribuiti ugualmente. E guadagnano per gli extra

Le toghe col doppio stipendio  Ventitrè incarichi nel governo

E' una Casta meno conosciuta ma certamente potente e gaudente. Non hanno nomi e facce conosciute, eppure prendeono doppi, a volte tripli stipendi e siedono su poltrone strategiche. Repubblica ne ha contati 23: sono tutti magistrati che hanno incarichi nel governo. Il primo è Antonio Catricalà, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, amico di Gianni Letta, piace al Pd e anche a Casini. Presidente di sezione del Consiglio di Stato ma fuori ruolo per i suoi incarichi esterni, il giudice gode dello stipendio anche se non lavora. Lui dichiara di percepire per il doppio incarcio 25mila euro netti all'anno. Caro Lucrezio Monticelli, capo di gabinetto al ministero dell'Ambiente, dichiara invece 148mila euro annui di extrta. Altri dichiarano 70mila euro, altri 80mila.Un esercito silenzioso che accumula stipendi. Il consigliere di Stato è obbligato a fare da consulente al governo. E' un magistrato e consiglia e, in questa tornata governativa - scrive Repubblica - il magistrato è stato anche chiamato a trasformarsi in politico. Tra loro c'è Filippo Patroni Griffi che ha scelto come consigliere Roberto Garofoli che è il suo capo di gabinetto che sava con D'Alema agli Esteri. La lista è lunghissima: tra i consiglieri di Stato pagati anche per il loro incarico estra ci sono Antonio Malaschini che è sottosegretario al ministero per i rapporti col Parlamento. Giuseppe Ghiné che è capo dell'Ufficio legislativo delle Finanze, Vincenzo Fortunato (ex magistrato del Tar) che è capo di Gabinetto del ministero dell'Economia.

 

 

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Commenti all'articolo

  • curcal

    16 Gennaio 2012 - 12:12

    1) magnifiche considerazioni che con il suo permesso desidero dedicare alla genti le " mariannadescalzi". 2)lasci stare: tutto il mondo è paese. L'uomo ha un prezzo.

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  • sicofante

    15 Gennaio 2012 - 23:11

    Le toghe che lavorano nei Tribunali e nelle Procure appartengono alla stessa famiglia di quelle che citate nell'articolo? Le prime potrebbero avere tutti gli incarichi che hanno le toghe che sono nel governo, nei gabinetti dei ministri, nella commissioni arbitrali, nel novero dei consulenti? Le toghe di cui parlate voi hanno un organo di autogoverno che le inforca se si permettono di andare a braccetto con politici e partiti? Grazie

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  • biemme

    15 Gennaio 2012 - 21:09

    è uno schifo. Questo è il marcio dell'Italia. Sicuramente non sarà questo governo a fare pulizia. Questi preferiscono dare la caccia ai tassisti, ai negozianti, pensionati ed ai poveracci. E l'Italia va a picco.

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  • AMERICO LUCA

    15 Gennaio 2012 - 18:06

    I costi della giustizia, in Italia, non saranno sempre e solo "lo stipendio" pagato al magistrato che ha il doppio incarico. Il costo vero è quello nascosto da incarichi diversi per assolvere i quali, lo stesso magistrato impiega anni a scrivere le motivazioni di una sentenza, e quindi i tempi della giustizia sono quelli che conosciamo. Per esempio : il caso dell'onorevole del Turco - il quale ha subito un mese e mezzo di detenzione - tali erano le certezze del magistrato inquirente in ordine alla possibilità di fuga e di inquinamento delle prove da parte del medesimo, che oggi quel processo non risulta ancora calendarizzato. Quel magistrato di Pescara quanti altri processi deve ancora trattare? perchè la mole di lavoro di questi lavoratori pubblici non si conosce? qui mi fermo perchè il discorso diventerebbe lungo

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