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Il Senatùr cerca la pace con Bobo

Bossi telefona a Maroni nel pomeriggio, nel bel mezzo del terremoto leghista. Il leader è in difficoltà

Il Senatùr cerca la pace con Bobo

Bossi telefona a Maroni nel pomeriggio, quando la Lega è in piena ebollizione e dalle roccaforti lombarde di Bergamo, Brescia, Varese e Valle Camonica emergono numeri-choc. Quasi il 90% delle sezioni hanno invitato l’ex ministro dell’Interno, in risposta al divieto di fargli fare comizi annunciato giovedì dal segretario della Lega Lombarda Giancarlo Giorgetti. La Lega ribolle e il Senatur prova a metterci una pezza. Dà la colpa «agli intermediari confusionari» e a Bobo giura: «Nessun veto, presto faremo un comizio insieme. Chi spera in un partito diviso rimarrà deluso». Il Bossi-pensiero è stato consegnato alla Padania in edicola oggi. Ma ormai non si può più tornare indietro: Giorgetti è a pezzi e pensa alle dimissioni. I maroniani fanno a gara per farlo desistere: prima di mollare – dicono – deve convocare il congresso nazionale, che nel linguaggio padano sta per regionale. Poi sarà la volta di quello federale, così come spiegato ieri da Maroni a Bossi. I due si vedranno faccia a faccia già nelle prossime ore, a Varese o Milano. L’ex ministro dell’Interno intende andare fino in fondo: «Spero si sia chiarito tutto definitivamente» fa sapere. È un clima da «o me o loro», e con «loro» s’intendono i colonnelli del cerchio magico. Ovvero i dirigenti più vicini alla famiglia di Umberto come i capigruppo Marco Reguzzoni e Federico Bricolo o la vicepresidente del Senato Rosi Mauro. Giacomo Chiappori, parlamentare che fa riferimento al cerchio, avverte: «Se Maroni vuol creare tensioni o spaccature è giusto fermarlo». Il 23 gennaio, lunedì, è già in agenda il consiglio federale: rischiano di volare i coltelli.

Questa sera Bobo sarà da Fabio Fazio a Che tempo che fa. Mercoledì è atteso a Varese, dove i suoi hanno prenotato il teatrino Santuccio di via Sacco, di fronte al municipio, al grido “rinasce la Lega”. Anche da Gemonio, dove risiede il leader con la sua famiglia, i militanti lo vogliono per un comizio. Nel primo pomeriggio di ieri, solo a Brescia 76 sezioni su circa cento avevano fatto lo stesso. A Bergamo, in un amen 46 sindaci su poco più di 50 si son detti pronti ad accoglierlo. Solo in tre hanno rifiutato. Domani sera l’argomento finirà sul tavolo del direttivo provinciale. In Valle Camonica hanno messo nero su bianco di volere il congresso, oltre a chiarimenti sulla gestione dei soldi dopo gli investimenti in Tanzania fatti dal tesoriere (in quota cerchio magico) Francesco Belsito. Bobo incassa anche il sostegno dei Giovani padani. Su Facebook parecchi leghisti hanno cambiato l’immagine del profilo inserendo la fotografia di Bossi col suo storico braccio destro. A Goito, nel Mantovano, è apparso lo striscione: «Bossi vai a pescare il Trota insieme a Reguzzoni. Adesso basta. Forza Maroni».

Attilio Fontana, maroniano e primo cittadino di Varese, si dice «sconcertato» per la scelta di censurare l’ex ministro. Duro Flavio Tosi, da Verona: «Per chiarirsi ci sono i congressi, ma Maroni fa parte della nostra storia». Il governatore veneto Luca Zaia si augura «una via d’uscita» e assicura che nella sua Regione i militanti sono «per l’unità del movimento». In Piemonte, Roberto Cota tace ma cerca la mediazione. Idem altri colonnelli come Roberto Castelli e Roberto Calderoli, che difficilmente volterebbero le spalle al leader. Proprio Calderoli ha rivelato di aver favorito il contatto tra i due litiganti. Il Trota, che ieri si pensava andasse a Lonato, Brescia, insieme alla sua fedelissima assessore regionale Monica Rizzi, non s’è fatto vedere. Da via Bellerio assicurano che il 22 gennaio è confermata la manifestazione di Milano, dove i maroniani sono pronti a mostrare i muscoli.

Gli altri partiti osservano la scena, alcuni ci inzuppano il pane. Casini esprime solidarietà all’ex ministro, i finiani applaudono Bobo, martire come Gianfranco. Berlusconi? Pubblicamente tace. Ma, parlando con i suoi, l’ex premier non ha dubbi. Sta con Bossi: «L’atteggiamento di Maroni», confessa, «è davvero incomprensibile». Come si fa, domanda, a entrare in conflitto con il Senatur? «Lui è ragionevole e quando le spara grosse è solo per parlare ai suoi elettori. Umberto è un uomo di cuore e mi vuole bene». Berlusconi, insomma, ha già fatto la sua scelta di campo: «Bobo è stato un bravo ministro dell’Interno», ma il Cavaliere non si fida.  Il tutto mentre - ieri mattina - alcuni leghisti si sono radunati a Stresa con Calderoli. Obiettivo: preparare la seduta del parlamento del Nord di sabato 28. La Padania di oggi scrive che i litigi sono tutti risolti. Chi ci crede?

di Salvatore Dama e Matteo Pandini

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Commenti all'articolo

  • leg

    16 Gennaio 2012 - 19:07

    Maronani la Lega non l'avrete Mai!!! volete mettervelo in testa o e più facile mettervelo nel c..? Volete la conta? e da questo che si capisce che non siete Leghisti ma "mercenari "reclutati a suon di poltrone e posti di lavoro, In Lega decide Bossi e basta, contatevi in un altro partito, o volete solo i soldi della Lega? come già qualcuno dei suoi "caporaletti" ha già rubato Il popolo di "facebook" di Maroni? apunto tutto virtuale, tutto di carta. Per i militanti Maroni, è solo uno che rinnova li tradimento del 1995, e si! la sua "base" virtuale non se lo ricorda? logico all'epoca portava ancora i pannolini. e voi giornalisti provate almeno una volta a scrivere nome e cognome dei grandi "maronani" che non siano i soliti Tosi e Fontana. voglio vederli questi coraggiosi.Leg

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  • doccino

    15 Gennaio 2012 - 22:10

    Bossi in questi anni ha fatto tante cavolate e noi leghisti le abbiamo digerite. Bossi ha ridotto la Lega a serva di Berlusconi,vergogna. Bossi ha finito di essere il padrone della Lega,il suo tempo e' finito. Bossi e' giunta l'ora della pensione. Bossi,manda il trota a sudarsi la pagnotta in qualche cantiere edile,sperando che ne sia in grado. Maroni e' il futuro della Lega,persona posata e molto intelligente che non dice mai cazzate.

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  • nolte

    15 Gennaio 2012 - 19:07

    cio che non capisco e perche ci sia tanta competizione ,non e l'elettore che sceglie chi eleggere? ovviamente era impensabile che il TROTA venisse eletto dopo il padre,come era impensabile ritornare con il Berlusca,bossi deve convincersi che essere banderuola non paga come non paga ,essere suddito di una persona che pensa di mandare avanti l'italia,con il clientelismo,Maroni e giustamente cio che la base vuole perche al di la di tutti e la persona che si e comportato piu coerentemente di altri,e dare l'immunita ad un parlamentare per preservarlo dal carcere ,da parte di bossi e stata la goccia che ha fatto travasare il vaso.per cui non serve minacciare per poi ricredersi , ma serve prendere decisioni utili al popolo,e visto la sua salute e gli anni di militanza sarebbe ora che si facesse da parte.

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  • Piero Rizzi Bianchi

    15 Gennaio 2012 - 15:03

    Caro Bossi, sono leghista dal 1991, padanista dal 1996 e con tutto il cuore ti dico: se hai (ancora?) un briciolo degli ideali che hai sempre sbandierato, completa la marcia indietro e ritirati a vita famigliare: lì nessuno contesterà la successione a tuo figlio, ed inoltre potrai avere ancora il mio rispettoso ricordo per un passato ormai lontano. Per la torma di servili opportunisti che ti fanno corona, invece, primo fra tutti quell'ignobile Giorgetti, un solo consiglio: avete prodotto tanta m...., prego accomodatevi che è proprio il momento!

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